Un blog al giorno

Postura corretta? Parata più facile!

I principi e le esercitazioni per formare correttamente il portiere sin dalla giovane età.

Claudio Rapacioli, presidente Apport

Sarà, questo, un blog nel quale l’Apport cercherà di fornire un concreto aiuto, un supporto professionale per chi allena i portieri nei settori giovanili. Da sempre l’associazione sostiene fermamente la necessità di far formare i ragazzi da un tecnico con grandi competenze, che devono andare ben oltre le mere conoscenze tecniche e tattiche del ruolo. Chi si occupa della formazione dei giovani non è solo un allenatore o un istruttore bensì un vero e proprio punto di riferimento, un educatore. Un esempio agli occhi del ragazzo, da osservare attentamente e dal quale prendere spunto per i propri comportamenti, al punto tale di poter esserne fortemente influenzato. Per questo motivo, l’istruttore deve essere un elemento dotato di grande professionalità.

L’Apport ha sempre avuto un occhio di riguardo per il settore giovanile e negli stage che ha proposto in tutt’Italia ha sempre dedicato spazi alle fasce d’età minori.

In questo blog, di fatto, approfondiremo e amplieremo ciò che proponiamo sul campo e sul sito dell’associazione. Analizzeremo assieme le basi del ruolo a livello tecnico, ma anche le diverse problematiche che si affrontano lavorando con i più giovani e per fare ciò iniziamo proprio dalle basi.

Come per costruire e sostenere una casa solida, che riesca a resistere allo scorrere del tempo, sono necessarie le fondamenta, anche per costruire un atleta, nel nostro caso un portiere, sono necessarie delle basi motorie importanti: le capacità coordinative (alcune esercitazioni, a titolo d’esempio, sono mostrate nel video di Apport Garda in testa all’articolo). Senza quest’ultime, l'apprendimento di qualsiasi nuova gestualità sarà complesso.

I fondamentali, inoltre, devono essere allenati nei primi anni della pratica sportiva. Il corpo, però, in particolar modo nel caso del portiere è spesso fermo. E il gesto motorio, unito a complesse attività coordinative, parte quindi da una posizione statica. Questa si definisce postura e nel portiere è importante interpretarla nel migliore dei modi.

La postura è il momento statico che precede quello dinamico dell’intervento finale.

Un posizionamento corretto

Quando si parla di portieri i meno attenti troppo spesso utilizzano, erroneamente, le parole postura e posizione come sinonimi. Prima di analizzare i gesti tecnici tipici di questo ruolo, focalizziamo l'attenzione sulla fase di anticipazione della parata, che raccoglie tutto quello che il portiere deve saper fare prima di eseguire un intervento. La fase di anticipazione è caratterizzata: dalle posture, dagli spostamenti e dalle posizioni.

Con il termine postura si descrive l'atteggiamento che assumono i diversi segmenti corporei, mentre per posizione si intende dove il portiere si pone relativamente allo spazio e alla porta. La postura, altresì, è anche il momento statico che precede quello dinamico dell’intervento finale.

Troppo spesso alla postura non si presta grande attenzione, e se dovessimo analizzare alcuni dei gol che i portieri subiscono potremmo notare come un possibile intervento non sia riuscito solo perché il corpo dell’estremo difensore non aveva una corretta postura in relazione alla situazione.

Un esempio. Pensiamo a un attaccante che sta per calciare da fuori area, se il portiere si pone eretto, a gambe non parallele, il suo intervento risulterà più lungo e lento nell'esecuzione e sicuramente molto meno efficace. Vediamo, dunque, quali sono i segmenti corporei ai quali prestare attenzione, secondo la posizione e la distanza della palla dalla porta:

  1. Busto
  2. Braccia
  3. Mani
  4. Gambe
  5. Piedi

 

In parte fanno eccezione i piedi che hanno caratteristiche comuni per tutte le posture, le punte sono sempre rivolte verso la palla e i talloni leggermente sollevati da terra, così da offrire più elasticità ai movimenti e contribuire a un leggero sbilanciamento del peso in avanti. Fa eccezione la di difesa dello spazio da palla laterale.

Ogni postura, avendo angoli di caricamento differenti, permette al portiere di sfruttare diversi tipi di forza e, di conseguenza, essere più elastica (postura alta) o più esplosiva (postura di attesa).

 

La lettura di palla coperta e scoperta

Già in giovane età è consigliabile insegnare, anche al portiere, il concetto di palla coperta e scoperta, e le diverse scelte da adottare di conseguenza. In caso di palla coperta (cioè un compagno è vicino all’avversario con la palla e gli impedisce di giocare lungo o calciare verso la porta), il portiere avrà una postura atta a difendere lo spazio, nel caso in cui la palla sia scoperta (cioè nessun compagno è vicino all’avversario con la palla) l’avversario potrà giocare lungo, effettuare un passaggio filtrante o tirare in porta, e il portiere assumerà una postura più guardinga. In questo caso, se la palla fosse a una distanza di trenta metri circa, sarebbe di difesa della porta.

Si tenga conto inoltre che il portiere che adotta sempre la postura corretta, fornisce un chiaro segno di concentrazione e di attenzione rispetto alla singola situazione di gioco e alla sua evoluzione; e questo viene percepito sia dagli avversari sia dai propri compagni, oltre che dall’allenatore e dal pubblico. Tale capacità permette all’estremo difensore di essere sempre pronto a qualsiasi intervento.

Simone Scuffet, in difesa dello spazio su palla frontale (Italyphotopress©)

Gianluigi Buffon in difesa dello spazio su palla laterale (Italyphotopress©)

Le diverse posture

Alta, difesa dello spazio su palla frontale: la palla è lontana, il portiere è in attesa di una traiettoria alta frontale o di un pallone che può essere giocato basso e filtrante. Le gambe sono leggermente piegate, a 120°. Il busto è piegato a 30° e le braccia sono distese lungo il corpo, con le mani parallele. Una gamba è più avanti dell’altra, un po’ come nelle partenze delle gare di mezzofondo. È preferibile avanzare la gamba che si trova sul lato opposto a quello dove si trova la palla (vedi foto sopra).

 

Alta, difesa dello spazio su palla laterale: il pallone è in una posizione da cui si può effettuare un traversone o un cross. Le gambe del portiere sono leggermente piegate e formano un angolo di 150°. Il busto è piegato a 15°. Le braccia sono distese lungo il corpo, le mani parallele e la gamba opposta al lato della palla deve essere appena più avanzata; il portiere è pronto per effettuare una corsa laterale in uscita con eventuale stacco finale (vedi immagine a lato).

Laura Giuliani (Herdofer Germania e nazionale italiana) in posizione di attesa e difesa della porta (Italyphotopress©)

Attesa, difesa della porta: il pallone è a distanza di tiro. Il busto è piegato in avanti a 40°, le braccia a 90° con le mani girate a palmi interni. Le gambe hanno un’angolazione di 120°, più la palla è vicina e maggiore sarà il piegamento delle gambe fino a giungere a 100° circa. Le gambe sono aperte, i piedi sulla linea ideale delle spalle (vedi immagine a lato).

 

Uno contro uno: palla e avversario sono molto vicini al portiere, siamo quasi in una situazione di duello. Le gambe hanno 100° di angolazione, le braccia 60 e sono aderenti al corpo, mentre le mani hanno il palmo aperto. L’ampiezza delle gambe deve essere tale da non far passare il pallone (vedi foto sotto).

Guillermo Ochoa (Messico), in posizione di uno contro uno nei recenti mondiali brasiliani (Italyphotopress©)

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