LA DEVIAZIONE IN TUFFO VINCENTE
Con palloni sempre più veloci e leggeri saper deviare un tiro in porta è spesso, per il portiere, la miglior soluzione per evitare il gol. Principi, consigli, video ed esercizi.
Mercoledì 23 Settembre 2015 | Associazione Italiana Preparatori dei Portieri di Calcio
Nel calcio moderno i palloni assumono velocità ed effetti sempre più imprevedibili e insidiosi, per questo motivo i portieri, su conclusioni da breve o lunga distanza, preferiscono ricorrere –rispetto al passato – alla deviazione piuttosto che rischiare la presa. Nella maggior parte dei casi, è un gesto che segue un tuffo e può essere effettuato con l’utilizzo di una o di due mani. Che si effettui una presa o una deviazione, la dinamica del tuffo rimane invariata, ciò che cambia è la proiezione delle mani che devono essere aperte e stese per offrire la maggior superficie di contatto alla palla (e non chiudere su di essa) per indirizzarla nella direzione voluta. Con questo gesto si sfrutta, nel momento dell’impatto, la velocità e l’effetto del pallone (foto 1 e 2).
COME E DOVE DEVIARE IL PALLONE
Essendo una tecnica che non interrompe il gioco (a meno che non si devii oltre la linea di fondo) è molto importante riuscire a indirizzare la palla verso zone di campo non pericolose ed essere comunque pronti a un secondo intervento. Nel caso il portiere decida di cercare la deviazione, il risultato migliore è che sia “lunga” (allontanando il più possibile il pallone dalla porta) e laterale. Questo per evitare che qualora la palla sia intercettata da un avversario abbia facile gioco nel calciare in porta. Oltre a questo, in tal modo il portiere ha più tempo per rialzarsi e riassumere la corretta posizione a protezione dei pali.
In generale, la deviazione a una mano si utilizza più spesso su tiri rasoterra, per la grande facilità e rapidità nell’effettuare il gesto. Quando ci si stende in tuffo radenti il terreno (che fornisce un riferimento semplice e naturale), infatti, si sfrutta meglio la lunghezza del corpo. L’esecuzione a due mani, invece, facilita la gestione del pallone, poiché la superficie opposta è più ampia e viene scelta per impattare traiettorie a mezza altezza.
LA DEVIAZIONE CON LA MANO OPPOSTA
Un approccio particolare è quello eseguito con la mano opposta, che in molti definiscono “di richiamo”. Si opta per questa soluzione su palloni a girare sopra la linea della testa o su tiri a scavalcare che richiedono un movimento per riassumere la corretta posizione in porta. In entrambi i casi, la mano più vicina al pallone è quella contraria al lato del tuffo e l’impatto con la sfera deve essere effettuato in maniera diversa. Su un tiro a scavalcare il portiere deve essere rapido e veloce a orientare la corsa in arretramento, seguendo la traiettoria del pallone per cercare di averlo sempre avanti a sé e non farsi superare. Se si decide di intervenire il palmo della mano deve cercare di colpire, in genere, la sfera più sotto che dietro per gli stessi motivi spiegati in precedenza e cioè per allontanare fuori dal campo, sopra la traversa o sull’esterno il pallone ed evitare che rimanga pericolosamente in gioco nei pressi della porta (foto 3 e 4).
Post a cura di Andrea Pasquot (clicca qui e leggi gli altri articoli) si ringrazia Federico Notarbartolo dell’Fc Lugano per essersi prestato nelle dimostrazioni.