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TROVIAMO LA STRADA GIUSTA PER I GIOVANI

Focus sulla periodizzazione tattica, i principi sui quali si basa il metodo e perché è ritenuto uno dei più idonei per lavorare con i giovani calciatori.

In un recente corso tenuto dalle mie parti da un allenatore in forza a un importante club alla mia domanda: «ma è il gioco che dobbiamo allenare o l’idea di gioco?»  Il tecnico ha risposto: «l’idea.» Per questo in Italia facciamo ancora fatica. Per la mancanza di uno studio “matto e disperatissimo” (Leopardi n.d.a.), di idee chiare, e per carenza di motivazione o fame di gioco dei bambini e i ragazzi di questa generazione. Di desiderio non ne hanno più per colpa di noi adulti che glielo abbiamo “ucciso”. Come movimento facciamo fatica anche perché, spesso, gli allenatori partono con l’idea di riempire il “vaso calciatore” di contenuti, mentre il gioco è già insito in loro. Sta a noi saper cogliere quella meraviglia, portarla alla luce e dargli un’organizzazione. Il giocatore è il gioco! (Oscar Cano n.d.a.). Queste parole mi sono rimbalzate in testa mentre guardavo i 2007 alle prese con un Ssg (gioco a tema in spazio ridotto n.d.r.). Già. Non esiste un metodo idoneo per la scuola calcio e un altro per le prime squadre. Esistono ovvi aggiustamenti di un metodo, ma i principi, i sotto principi, i sotto sotto principi che rappresentano le varie fasi di gioco, le invarianti, sono gli stessi, sono i punti cardine sui quali far esercitare la propria squadra, che si tratti di Pulcini, Esordienti o Juniores.

 

DIAMO AI RAGAZZI GLI STRUMENTI PER MIGLIORARE

Il calcio è uno sport dove tattica e strategia rivestono un ruolo fondamentale a tutte le età, è per tale motivo che utilizzare uno o più metodi efficaci fin dai primi anni di allenamento è irrinunciabile. Finora, nella maggior parte dei casi, abbiamo buttato nelle competizioni, fin dai Piccoli Amici, bambini inconsapevoli. Messi in campo come se dovessero giocare a nascondino e lasciati a risolvere con il proprio istinto gli infiniti problemi di una partita. Tutto in nome del “fateli giocare”. Facciamoli giocare, certamente, facciamoli divertire, di più, ma diamo loro strumenti adeguati. E non parlo di rombi e diagonali, ma di costruzione di un proprio pensiero tattico. Ogni istruttore deve preparare il giocatore alla competizione, trasferire gli allenamenti settimanali, pieni di esercitazioni specifiche, in partita e lì ottenere risultati. La partita (intesa come sistema complesso), la sua osservazione e il risultato non rappresentano un punto di arrivo ma di partenza, l’evento clou che fa raddrizzare le curve della strada che si sta percorrendo verso la meta finale. La costruzione del giocatore nella squadra e della squadra stessa. Il metodo è un libro mastro pieno di cancellature e aggiustamenti, che rimane aperto per tutta la durata della stagione e con l’ultimo capitolo sempre in divenire. È per tutto questo che il metodo denominato “Periodizzazione Tattica” ci appare in questo momento storico uno dei più idonei da declinare in tutte le articolazioni della Scuola Calcio. Nel precedente post ve lo abbiamo descritto a grandi linee, eccovene una definizione più accurata e un esercitazione che si può collocare fra quelle tipiche del metodo (vedi video di apertura). Il gioco è quello presentatovi nel precedente post con alcune piccole varianti che potete inserire a vostra discrezione in funzione dell’età e dell’abilità dei vostri giocatori.

LA PERIODIZZAZIONE TATTICA CONOSCIAMOLA MEGLIO

La Periodizzazione Tattica è una metodologia di allenamento basata sulla riproduzione esatta di quanto la squadra intende fare in partita. Il focus è sulla partita e non sull’idea della stessa dissezionata e suddivisa nelle sue parti. L’enfasi cade sull’aspetto tattico strategico. Non è un metodo semplice, tanto meno empirico ma ben definito dalla fervida mente del professor Vitor Frade ormai più di vent’anni fa. La Periodizzazione Tattica pone l'accento sull'assimilazione di un modello, di una forma di gioco nei suoi principi: organizzazione della difesa e dell'attacco, organizzazione delle transizioni offensiva e difensiva. I concetti chiave sui quali si fonda sono i seguenti.

Principi: conferiscono uno stile di gioco, il comportamento generale che l'allenatore vuole che la squadra assuma, tattica e strategia collettive.

Sotto principi: sono comportamenti più specifici che compongono e danno struttura al globale, tattica e strategia tra i reparti, tattica e strategia oppositiva.

Meccanismi: strutture di base, comportamenti puntuali, mattoni di un sistema chiamato stile di gioco, tattica e strategia di reparto e tattica e strategia individuale. Il carico di lavoro si basa su una periodizzazione adeguata ai tempi e ritmi settimanali e infrasettimanali propri del calcio, e non prevede picchi esagerati né momenti di scarico.

Il morfociclo settimanale: è il periodo che è a cavallo tra la competizione precedente e quella successiva e costituisce il modello settimanale di lavoro nel quale modulare l’intensità relativa a quel dato momento della stagione cercando di evitare grandi oscillazioni di forma. Tutte le componenti, tecnico coordinative, condizionali, tattico strategiche, psicologico motivazionali, culturali e strutturali sono allenate in costante interazione. Il lavoro del tecnico è quello di dar vita e amministrare il processo di allenamento su un modello di gioco da lui scelto dopo l’osservazione dei propri giocatori e conformato sulle idee di ciascuno degli individui che compongono la sua squadra. Questo affinché tutti pensino all'unisono e nello stesso modo in una determinata situazione di gioco. Una squadra di calcio è infatti un sistema, un gruppo di calciatori che interagisce al fine di raggiungere un obiettivo in comune. Non si parla di agire (individuale) ma di interagire (collettivo). Il calcio infatti come gioco prodotto da un insieme di giocatori è un fenomeno altamente complesso (imprevedibile, aleatorio e non lineare). Il 90% delle esercitazioni avvengono con la palla utilizzata non solo come strumento (allenamento integrato) ma come “Il” motore della costruzione del gioco e dei suoi principi (Oliveira et al. 2006 n.d.a.). Nel prossimo articolo troverete maggiori dettagli e una pratica tabella tradotta da un lavoro di Oscar Cano Moreno che riassume i tratti caratterizzanti l’allenatore in base alla Periodizzazione Tattica.

Leggi gli altri articoli a cura di Simonetta Venturi

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