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ALLENIAMO LE DECISIONI DA PRENDERE IN PARTITA

Il calciatore del futuro legge le situazioni di gioco, le interpreta e le risolve. Le idee e gli strumenti per lavorare con i giovani.

Mentre guardavo la mia squadra giocare la finale dei Campionati Sportivi Studenteschi riflettevo sul fatto che sempre di più e a tutti i livelli, il calciatore capace di prendere adeguate decisioni è quello vincente: nella singola giocata, nell’intero incontro e probabilmente anche nella vita. Di conseguenza, la via preferenziale per allenare prevede un training di sviluppo di un giocatore pensante, abile nella predittività (tanto cara al professor Accame N.d.A.). Un giocatore presente a sé stesso e alla situazione in ogni istante, capace di prendere decisioni giuste nei tempi giusti, in fondo cose ormai condivise e universalmente riconosciute. Resta da vedere come arrivare a esserlo o, meglio, come lavorare per diventarlo.

 

SCEGLIETE LE ESERCITAZIONI GIUSTE

L’allenatore moderno deve scegliere, tra miriadi di esercitazioni, quelle più strutturanti e formative; fare “scuola” calcio significa gettare basi per lo sviluppo di un futuro giocatore che si avvia nel suo processo unico e originale e ha il diritto di essere sostenuto e rispettato senza avere fretta di raggiungere risultati. Per questo scopo vi elenco, di seguito, una serie di variabili metodologiche e di gioco di cui tener conto. Idee di fondo su cui ideare o collocare esercizi adeguati per raggiungere gli obiettivi generali, che devono essere calibrati per il soggetto. Tali obiettivi dovranno essere continuamente monitorati in una ideale armonia tra traguardi e verifiche.

 

IL PROCESSO DECISIONALE DEL CALCIATORE

  • Capire come e da dove sta arrivando la palla.
  • Sapere dove sono i compagni di squadra.
  • Sapere dove sono gli avversari e in che zona di campo mi trovo.
  • Decidere cosa fare con la palla (valutare come effettuare il primo tocco).
  • Decidere dove la palla deve essere condotta o passata (orientarsi nello spazio).
  • Decidere quando la palla deve essere condotta o passata (orientarsi nel tempo).
  • Decidere come la palla deve essere mossa o passata (capacità tecnica).
  • Chiedersi il perché la palla deve essere mossa o passata (pensiero tattico, tattica). 

Figura 1 (clicca sull'immagine per la scheda completa dell'esercizio)

VERSO UNA MIGLIORE CAPACITÀ RISOLUTIVA

Come ho precedentemente scritto, la capacità di decidere e affrontare un problema di gioco e poi affrontarlo di nuovo senza arrendersi è qualcosa che può essere allenato grazie agli episodi che il gioco offre. È come provocare uno squilibrio e riportare di nuovo equilibrio a mio vantaggio e della mia squadra. Quindi allenamenti che prevedano cicli ed esercizi di transizione veloci, intensità tra le unità, concentrazione e pochi tempi morti. Sessioni per acquisire e affinare gli automatismi di squadra che hanno la meravigliosa caratteristica di accelerare il trasferimento di conoscenze ed esperienze, cioè continui aggiustamenti e riaggiustamenti interni fino ad arrivare all’acquisizione di una abilità o all’esecuzione di un movimento corale. E ancora utilizzare ritmi, tempi e spazi di gara o variabili. Occorrono esercitazioni che allenino a dominare i processi della visione di gioco (percezione, esperienze pregresse, capacità coordinative, conoscenza tattica, attenzione). Servono training propriocettivi come proposte che vedono l’utilizzo della palla escludendo i canali sensoriali (occhi, orecchie), questo può essere utile per captare dettagli senza avere riferimenti e allenare quello che comunemente viene definito il senso della posizione. Lavorare molto sul primo tocco e sul controllo orientato, anche quando si tratta del portiere che non deve solo allontanare il pericolo, ma aprire e condurre la manovra e, di conseguenza, porre il focus nel momento sensibile in cui il giocatore sta per ricevere, e perfezionare il suo atteggiamento nei momenti che lo precedono. E ancora imparare a “stare addosso agli avversari”, non lasciare loro il tempo di pensare. Infine come molti altri hanno già detto prima e meglio di me, imparare a parlare la stessa lingua, una stessa struttura conoscitiva. Nel lavoro di reparto questo si manifesta con una interpretazione univoca degli eventi di gioco, come deve essere l’interpretazione e la lettura delle debolezze dell’avversario. Una delle metodologie più appropriate, a mio modo di vedere, per lavorare in questa direzione sono gli small sided games dei quali nel precedente post e in questo vi lascio qualche esempio (figura 1).

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