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UNA PARTENZA A MISURA DI BAMBINO

Indicazioni e consigli – a genitori, allenatori e dirigenti – per iniziare la stagione nel modo migliore, rispettando le esigenze dei più piccoli e collaborando nel loro interesse.

E finalmente si ricomincia. Le Scuole Calcio stanno ridando il via alla loro attività stagionale e per moltissimi bambini il giorno tanto atteso è arrivato: è giunto l'agognato momento di indossare un nuovo paio di scarpe da calcio e la nuova divisa. Per alcuni di loro si tratta della prima volta, l'emozione è ancora più forte. Il nostro ruolo, quello di addetti ai lavori e genitori, è molto importante per far sì che la loro prima esperienza sia positiva. Noi adulti siamo il prezioso catalizzatore che porta i bambini a vivere l'impatto con la scuola calcio in modo positivo o negativo. Dobbiamo esserne consapevoli tutti: genitori, istruttori, direttori sportivi, psicologi, fisioterapisti. Siamo noi che creiamo la qualità del clima emotivo che si stabilisce attorno a ognuno di loro. I bambini sono come creta da plasmare, le mani che danno loro forma sono mosse dalle nostre emozioni. I ragazzi le respirano le assorbono dal tono della nostra voce e dall'espressione del nostro viso.

 

ISTRUTTORI E GENITORI INSIEME

…PER IL BENE DEI BAMBINI

Per prima cosa sia i genitori sia gli istruttori devono collaborare con fiducia reciproca. Gli istruttori dovranno essere cortesi e comprensivi: gli eccessi di apprensione dei parenti, le tante domande che pongono o il fatto che continuino a seguire il figlio ovunque, sono comportamenti mossi da emozioni fisiologiche naturali e del tutto comprensibili. Soprattutto quando tra genitori e bambini c'è un legame simbiotico, nel quale sono poche le occasioni in cui ci si allontana.

Altresì i papà e le mamme devono dare fiducia ai tecnici. In campo gli esperti sono loro, spesso dietro il loro comportamento e il modo in cui vengono svolti gli allenamenti ci sono strategie educative. È necessario, quindi, che il bambino possa contare sulla possibilità di muoversi in un contesto dove si respira fiducia e serenità anche fra adulti. Questo è fondamentale.

Solo in un clima sereno il piccolo o la piccola, riuscirà a passare con naturalezza dalla mano della mamma o del papà a quella dell'istruttore, varcando la soglia di quella riga bianca che sancisce la sua esperienza sportiva.

 

SIATE POSITIVI E FIDUCIOSI

Un proverbio cinese dice "se guardi il canneto con pace, ti darà frescura, se lo guardi con ira, ti darà percosse". Il genitore che, per esempio, parte con l'idea che al figlio non sia stato assegnato il giusto ruolo (lo vedo fare addirittura nei Piccoli Amici, n.d.a.) o che tutti i bambini nello spogliatoio c'è l'hanno con lui, condiziona involontariamente il piccolo con i suoi giudizi, al punto che difficilmente il bimbo riuscirà ad apprendere, divertirsi e avere fiducia negli altri.  Così come sbaglia l'istruttore che ingenuamente si affretta a dare giudizi sul suo gruppo pensando o condividendo con altri mister frasi del tipo "quest'anno nel mio c'è poca qualità". Di certo non tirerà fuori nulla di buono dai ragazzi che allena. Bisogna iniziare guardando i propri figli e tutti gli altri bambini, compreso il contesto sportivo e il suo team, con positività. Se il nostro intuito ci dice che quella determinata scuola calcio ci ispira poca la fiducia, la cosa migliore è iscrivere nostro figlio a un'altra società sportiva o andare ad allenare in un'altra realtà.

I CONSIGLI PER I GENITORI

•        Nascondere la propria emozione è più dannoso che dire loro: "Sai, anche io sono emozionato…". I bambini hanno bisogno di verità, se l'adulto camuffa qualcosa potrebbero intuirlo e formulare mille congetture. Meglio essere chiari. Spiegare per esempio che si è emozionati quanto loro per una cosa bella. Questo solleva i figli sia nello sport sia nella vita quotidiana, bisogna sempre cercare di dire loro la verità per non confonderne le idee.

•        Nel momento in cui si giunge al campo è bene cercare subito l'istruttore, presentarsi e invitare il bambino a farlo da solo. Poi salutarlo con un sorriso e lasciarlo insieme al mister con serenità. Siamo noi genitori che dobbiamo mostrare di saper affrontare il distacco da lui. Se ci riusciamo, magari contenendo quel leggero senso di ansia, il bambino si allontanerà tranquillo.

•        Se il piccolo, particolarmente emozionato, oppone resistenza al distacco o si mette a piangere non serve forzarlo, ciò aumenterebbe ancora più la sua inquietudine. Di solito questo accade perché il piccolo calciatore è talmente contento di apprestarsi a fare una cosa molto desiderata da giorni da non riuscire a gestire questa sua emozione. Quindi la cosa migliore da fare è rassicurarlo dicendogli di rimanere con mamma o papà e di entrare in campo quando si sente più tranquillo.

•        Non è sbagliato, se necessario, stargli per un po' vicino a bordo campo o sedersi in panchina a guardare gli altri bambini allenarsi. In questi casi, è fondamentale la collaborazione tra genitore e mister di cui parlavo in precedenza. L'istruttore con una complicità fatta di sguardi e un'intesa condivisa con naturalezza, può invitare dopo un po' il piccolo a giocare, o invitarlo a fargli da "aiutante" nel posizionare i cinesini e le asticelle per gli esercizi, mentre il genitore può rimanere a bordo campo senza interferire in ciò che fa con l'istruttore. A volte, per rompere il ghiaccio con il campo, basta un tiro di pallone del mister verso il bambino e la richiesta di tirarlo di nuovo verso di lui. Se la passione per la sfera magica che gli piace tanto fa capolino e il piccolo si dimentica per un attimo dell'emozione che lo attanaglia e il gioco è fatto, un tocco di pallone tira l'altro...

 

I CONSIGLI PER GLI ISTRUTTORI

•        Far trovare ai bambini un contesto organizzato giova molto alla sensazione di confusione che in loro è data da un ambiente nuovo con cui dover familiarizzare. Presentarsi e dire a ogni piccolo atleta cosa fare, cercando di usare il loro nome, accelera questo processo. Fatelo con tranquilla fermezza, ma non serve strafare, il piccolo ha bisogno di cose semplici e vere.

•        Una volta entrati in campo, dopo aver eseguito le presentazioni, è bene invitare i bambini a giocare ponendosi come parte integrante del gioco, pur mantenendo un ruolo autorevole e deciso. Ciò andrebbe fatto nel modo più spontaneo possibile. Non esiste un approccio in assoluto più congeniale, è utilissimo essere informati attraverso studi su tutto ciò che riguarda la relazione con i piccoli, ma la cosa più importante è che l'istruttore sia semplicemente se stesso. Il campo e il programma di allenamento va preparato prima proprio per questo, perché una volta iniziato tutto dovrà funzionare con naturalezza.

•        Se qualche bambino stenta a entrare, rispettate i suoi tempi e attendetelo mentre studia l'ambiente e inizia a sentirsi al sicuro.

•        La cosa importante per ogni istruttore di qualsiasi fascia d'età è stare in campo con la mente libera e serena, pronta a riempirsi delle sensazioni che i bambini offrono di loro stessi, sono dettagli preziosi per imparare a conoscerli. Nel momento in cui si varca la soglia della scuola calcio colui che ha scelto di fare l'istruttore deve essere una persona limpida, ricettiva e soprattutto serena, lontana dai suoi eventuali problemi personali. Non è difficile farlo, bisogna esercitarsi fino a che tale atteggiamento diventa automatico. Peraltro in questo modo la pratica dell'allenamento diventa per l'istruttore uno spazio nel quale staccare la spina e ricaricarsi. “Io adulto do a te la mia attenzione e la mia esperienza, tu bambino dai a me il tuo entusiasmo e la tua spensieratezza, quindi durante questo prossimo anno calcistico cresceremo assieme.”

 

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