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CALCIO: LE SCONFITTE CHE ALLENANO L’EMOTIVITÀ

Alcune forme di disagio vissute tramite lo sport sono passi fondamentali per la crescita e il rafforzamento del carattere dei bambini. Il fondamentale ruolo dell’istruttore.

Attraverso il calcio i bambini si imbattono frequentemente in uno stato d’animo che può mettere a dura prova il loro equilibrio interiore: la frustrazione. D’altro canto è vero anche che più si impara a convivere con questo stato d'animo più ci si rafforza. La frustrazione nasce dalla mancata gratificazione di un desiderio oppure da un impedimento che osta alla soddisfazione di un bisogno quindi affinché questo tipo di disagio si manifesti si devono presentare i seguenti elementi:

  • la motivazione al raggiungimento di un fine;
  • la presenza di un oggetto gratificante che attiva il desiderio;
  • l’interferenza di un ostacolo.

UN DISAGIO CHE AIUTA A CRESCERE

Nel processo di crescita sperimentare questo stato d’animo assume generalmente un ruolo educativo positivo e costruttivo perché insegna a reagire alle difficoltà e stimola il bambino a trovare le reazioni adatte ad affrontare ogni tipo di avversità. Nel momento in cui il piccolo si rende conto che per affrontare questi momenti di sconforto può ricorrere al supporto degli adulti e in alcuni casi anche dei coetanei la frustrazione acquisisce anche un valore sociale significativo. Se papà o mamma, in questi casi, mostrano di apprezzare comunque l’impegno e l’entusiasmo mostrato ed esortano il figlio a guardare con fiducia al futuro il disagio emotivo generato dall’evento frustrante si affievolisce. Peraltro il bambino, imitando il loro atteggiamento, può “esercitarsi” a reagire con serenità in tutte le occasioni nelle quali gli succederà di sentirsi sconfitto: non solo nel contesto sportivo. Quali sono le situazioni che generano eventi frustranti? Vi propongo qualche esempio (tabelle 1 e 2).

Tabella 1

Tabella 2

ALLENIAMO I… MUSCOLI EMOTIVI

"Non ti compro le patatine dopo la partita", "adesso devi fare i compiti e non puoi uscire”… In generale le negazioni sono gli stimoli frustranti per eccellenza e sono anche ciò che possono generare, nei bambini, più capacità di rafforzamento. Lo ha spiegato bene A. Phillips (1999): «Penso che non dicendo no al momento giusto rischiamo di sottrarre possibilità e risorse a noi stessi e ai nostri cari; ci limitiamo troppo, non esercitando i nostri “muscoli emotivi”».

 

E SE IL MALESSERE ARRIVA DALL’ESTERNO?

A volte il bambino o la bambina possono mostrare malessere e comportamenti inadeguati per il fatto che si sentano frustrati da eventi che riguardano la loro vita familiare. In questo caso l’oggetto del desiderio è il senso di sicurezza che suscita l’amore, l’appagamento e il calore che si può trarre dal sentirsi contornato da persone che lo amano e che si amano tra loro. Per un giovane che sta vivendo un momento difficile la cosa più importante è sentirsi sostenuto con attenzione da un adulto che gli vuole bene. L’istruttore non deve mai dimenticarlo. Deve calarsi nel mondo del giocatore e attraverso i suoi occhi vedere cosa si aspetta dal mondo circostante per essere capito e sostenuto. L'empatia è lo strumento più efficace per far sentire ai piccoli il sostegno di un adulto che li capiscono e li amano, soprattutto nei momenti di difficoltà. Per questo gli allenatori di fronte alla sconfitta devono cercare di attenuare il sapore amaro della frustrazione che ne deriva, anche la propria. Come diceva Disney in una canzone di un suo celebre film: "basta un poco di zucchero e la pillola va giù… “.

 

Leggi gli altri post a cura di Isabella Gasperini

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