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CALCIO, PREPARAZIONE FISICA E INFORTUNI

No alla caccia alle streghe che travolge lo staff tecnico quando si perde troppo e ci si “attacca” agli infortuni: cerchiamo piuttosto di capire la vera natura di questi ultimi.

Nel precedente post abbiamo iniziato assieme un ampio ragionamento sul delicato argomento riguardante preparazione fisica e infortuni. Centrale fra le altre cose, come dicevamo, è la collaborazione fra tecnico e preparatore atletico. Lo staff può decidere la strategia d'allenamento e siccome è responsabile ed è soggetto (come nessuno all'interno del club) a licenziamenti istantanei - fra i non professionisti “cacciate”, rinneghi e cadute di stima - dovrebbe essere sorretto e assistito anche da una valida comunicativa psicomotivazionale. In questi casi se parte la valanga non la ferma nessuno e sotto le macerie ci finiscono lo staff tecnico e qualche volta lo staff medico: sono le regole del gioco. Per questo la filosofia di lavoro dei team tecnici deve essere basata su principi e obiettivi chiari, per esempio:

  • Dobbiamo avere pochi infortuni.

  • Se si fa male un calciatore gioca un altro.

Ovviamente fra principi e obiettivi da far propri ci sono svariate altre possibilità Una volta fissati è chiaro che su di essi non si transige mettendo in preventivo che saranno solo le sconfitte ad attrarre la lente di ingrandimento sui problemi di carattere fisico nel quale sono incorsi i vostri giocatori.

 

C'È BISOGNO DI CALCIATORI PIÙ COSCIENTI

Un percorso virtuoso sarebbe quello di diminuire l'uso di farmaci e migliorare la cultura alimentare, lo studio del sonno, l'integrazione personalizzata e tutte le tecniche di recupero e di allenamento adatte al singolo calciatore. È chiaro che l'obiettivo è vincere quindi mi alleno per migliorare gli aspetti prestativi cercando di avere il minor numero di guai fisici ma il calcio è uno sport in cui ci sono movimenti adattati oltre che su piani instabili e gli infortuni sono diretti e indiretti. Scontri e falli di gioco sono anche bruschi, violenti, la Fifa nei suoi laboratori svizzeri li studia e su di essi modella i regolamenti sanzionatori. Gravità e rischio salute colorano il cartellino dal giallo al rosso mentre una commissione studia il rapporto fra monte ore giocate e relativa incidenza sugli infortuni. Quindi c'è un mondo che studia prevenzione, rischi, percentuali e non è giusto ridurre ai minimi termini il lavoro di equipe tra staff medico e staff tecnico con la (patetica) frase... «come mai tutti questi infortuni?» per poi aggiungere, senza nemmeno circostanziare, che Mario ha avuto la febbre, Giuseppe si è stirato il soleo, Giacomo ha rotto la tibia in uno scontro di gioco e Francesco che fuma e magari beve ed è in sovrappeso ha un'infiammazione rotulea... Basta cialtronerie da "si salvi chi può"... le parole chiave sono “circostanziamo statisticamente”: nel prossimo post andremo più nel dettaglio fornendovi qualche indicazione pratica utile per il vostro lavoro.

 

Leggi gli altri post con le indicazioni  e i consigli di Giambattista Venturati

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