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IL CALCIO CHE CURA L'ANIMA E FORGIA IL CARATTERE

Ultima partita nella “nazionale” di San Patrignano per Sergio che torna a casa dopo quattro anni e ora sa che nella vita, invece, non si smette mai di affrontare sfide

Tra una settimana torna a casa, ha concluso il suo percorso. Sergio è in comunità da quasi quattro anni, qui ha avuto modo di pensare a se stesso, alla famiglia, agli amici, alla vita devastata dalle sostanze ma anche alla rinascita e al calcio. Sì, proprio il calcio, lo sport che... «ho sempre praticato - racconta - da quando ho imparato a camminare. Mi ha dato gioie e dolori e dal quale solo la droga mi ha allontanato». Prima o poi bisogna lasciare San Patrignano. Sergio durante la sua esperienza in comunità è entrato a far parte della nostra “nazionale”. Qui ha ritrovato una squadra, un gruppo e un riferimento: il mister, che gli ha dato molto facendogli capire diversi aspetti personali sui quali doveva porre attenzione per sistemare la propria vita. «Ho ben presente quando Sergio venne al primo allenamento – ricorda Marcello Chianese, allenatore e molto altro della comunità – era davvero emozionato e spaesato, si vedeva che il calcio era la sua passione. Dovevamo stimolarlo a trovare nuovi obiettivi, a superare le tante paure che aveva già come persona e aggravate dall’uso delle sostanze. È stato qui che ha compiuto i passi più grandi, confrontandosi con i suoi compagni, con gli avversari, con la fatica, con le difficoltà nel ricominciare a mettersi in gioco. In tanti ci lasciano, siamo abituati, questa è la vita».

 

C'È SEMPRE UNA PARTITA DA AFFRONTARE

Sergio disputerà l’ultima partita con la “nazionale” domenica prossima. «Sarà difficile per me lasciare la squadra – spiega - sono affezionato a tutti, soprattutto agli ultimi arrivati. Loro anche se sono giovane mi vedono come un riferimento. Lo sport mi ha aiutato tantissimo, voglio che anche loro imparino questo. Qui a San Patrignano si insegna cosa cuol dire essere responsabili». «Quando un ragazzo lascia la squadra e la nostra grande famiglia - conclude Mister Chianese - è un momento davvero importante per tutti. Qualcuno si sentirà solo, qualcuno senza riferimenti, ma quello che conta davvero è quello che si lascia. Sergio ha dimostrato di essere un leader, una persona di riferimento, ha anche insegnato che tutti possono diventarlo: col lavoro e il sacrificio. I ragazzi devono comprendere che non sarà mai l’ultima partita, che le difficoltà ci saranno sempre e andranno affrontate. Questo è quello che Sergio ci ha insegnato». 

 

Leggi gli altri post a cura della comunità di San Patrignano 

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