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IL CALCIO PER SUPERARE PAURE E RABBIA

Anche San Patrignano ha assecondato la passione di tante ragazze e ha creato la sua squadra femminile: le difficoltà, la passione e il percorso di alcune di loro.

A San Patrignano esistono molte attività sportive che permettono ai ragazzi, in percorso di recupero, di esprimersi dando sfogo alle proprie capacità e ai propri talenti. Una realtà pressoché neonata è la squadra di calcio femminile.  Nella comunità, due anni fa, è sorto un gruppo speciale. Sotto la guida di mister Gianni Ciani, responsabile del settore regia e da sempre appassionato di calcio, le ragazze si sentono ascoltate, capite e libere di essere se stesse. Jessica, una giovane in percorso di formazione nel settore grafiche, descrive il mister come: «Una persona che ti colpisce sin da subito. Ci sono momenti in cui è facile demoralizzarsi per un passaggio sbagliato o per un gol fallito. Lui è sempre al nostro fianco a insegnarci che nella vita ci si deve sempre rialzare». Le emozioni nello sport non sono diverse da quelle che si provano nella realtà di tutti i giorni. La paura di non farcela, la rabbia per un torto subìto, sono sensazioni che le ragazze vivono frequentemente, per questo il calcio le aiuta ad affrontarle e a gestirle al meglio.

Le componenti della squadra di calcio femminile di San Patrignano

PIÙ APERTE E ATTENTE MA PIÙ COMPLESSE

«Le ragazze - racconta Ciani - rispetto agli uomini giocano maggiormente in funzione della squadra e si aiutano molto fra loro. Nella mia esperienza ho appurato che hanno una maggior capacità di ascolto e si applicano con più attenzione rispetto ai colleghi maschi.» Chiara è una di loro e c’è sin dall’inizio. Quando era più piccola amava giocare a pallone con gli amici e i fratelli. Ricorda le tante volte in cui era tornata a casa con le ginocchia sbucciate, nei pomeriggi passati su campetti pieni di buche e con le porte senza rete. «Quando sono arrivata a San Patrignano per affrontare il percorso di recupero ero arrabbiata con il mondo – ci spiega – avevo bisogno di trovare il modo di dare sfogo a questa collera. Oggi, a distanza di tempo, posso dire che il calcio mi ha aiutato a superare tanti momenti di difficoltà. Giocando riesco a trasformare le negatività in qualcosa di positivo.»

 

MARIA E GIADA

«Inizialmente ho provato con la pallavolo – racconta Maria – mi sentivo però rinchiusa in un ambiente troppo piccolo per me. Ho capito allora che stare all’aria aperta e in spazi più ampi mi faceva stare meglio.»  Giada, invece, ha ridato vita alla sua passione d’infanzia. Da piccola, nel cortile di casa, era l’avversaria dei suoi fratelli maggiori. Poi crescendo ha scoperto la danza. «Avevo voglia di riprovare a calciare un pallone. All’inizio – ricorda – mi sentivo impacciata e fuori luogo. Ho scoperto invece un gruppo unito e bellissimo. Con l’aiuto delle altre ragazze ho imparato a gestire le forti emozioni che spesso in passato mi hanno trascinato ad avere reazioni sbagliate, eccessive».

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