Un blog al giorno

SAPETE FORMARE UN CAPITANO?

Come trasformare un talento in un punto di riferimento, in un calciatore rispettato come uomo e quindi come leader della squadra? Ce lo spiega chi tramite il calcio aiuta le persone a rinascere.

I tre fischi dell’arbitro decretano la fine dell’incontro. A terminare non è una sfida qualunque, è l’ultima partita di Andrea con la maglia del San Patrignano Calcio. Sul volto di un suo compagno scende una lacrima, amara. Un altro, a fatica, sorride di nervi per mascherare il dispiacere. Al braccio sinistro Andrea veste una fascia di colore blu. È il capitano della squadra, qualcosa che per lui ha un significato che va oltre il calcio. È’ stato il raggiungimento di un obiettivo importante: la totale fiducia e la grande responsabilità attribuitagli dal mister e dalla squadra. Prima di guadagnarsele Andrea ha dovuto superare molti ostacoli nel suo percorso di uomo e di calciatore.

 

L’UOMO E IL CALCIATORE CRESCONO DI PARI PASSO

La sua storia parte più di quattro anni fa, quando passato il primo periodo in comunità, viene convocato dalla nazionale di San Patrignano per disputare il campionato di Seconda Categoria. Andrea all’epoca aveva solo diciassette anni e la sua personalità denotava evidenti fragilità. In lui non s’intravvedevano ancora le caratteristiche del leader che poi è diventato. Nonostante la sua indiscussa bravura tecnica, trovava difficoltà nell’inserirsi in un gruppo con una struttura fatta di relazioni speciali e già consolidate. Per farlo prima di tutto ha dovuto aprirsi agli altri, farsi conoscere. Mettere un po’ da parte il suo egoismo. Quando giocava, inizialmente, teneva per troppo tempo la palla “incollata” ai piedi e questo non era per niente utile alla squadra. Anno dopo anno, fatica dopo fatica, Andrea è migliorato, è cresciuto fisicamente e umanamente. L’allenatore ha cominciato a dargli fiducia ed è iniziata una fase di responsabilizzazione che, nel tempo, l’ha portato a essere un punto di riferimento per tutti. In mezzo al campo è diventato un guerriero che non si tira mai indietro, un giocatore con un invidiabile spirito di sacrificio. A volte gli basta uno sguardo per farsi rispettare. Questo perché Andrea è diventato consapevole dei propri mezzi e del suo valore fuori e dentro il campo. Così si è guadagnato la fascia da capitano. Ora che sta per andare via è consapevole più che mai di lasciare una squadra che avrà bisogno di un nuovo punto di riferimento. Una figura necessaria, che sappia come lui essere trasparente, trainante, capace di ascoltare i compagni e di sostenerli anche nei momenti più difficili per il raggiungimento di un obiettivo comune. Attorno a se è riuscito a creare un gruppo unito. Ognuno si sente importante perché tutti sono utili ma nessuno è indispensabile.

LA FORMAZIONE DEL LEADER DELLA SQUADRA

«Nella costruzione della figura del capitano – spiega Marcello Chianese, l’allenatore del San Patrignano sono necessari passaggi educativi di fondamentale importanza. Il leader ha il compito di sensibilizzare l’intero gruppo ad avere rispetto dei propri compagni e degli avversari, gestendo le situazioni di criticità e di scontro che accadono in una competizione agonistica. Deve sapere incoraggiare quei giocatori che durante la partita tendono a nascondersi perché insicuri o fare da moderatore con chi è più esuberante e difficile da gestire. Queste capacità possono essere formate attraverso una disciplina ferrea da applicarsi prima di tutto negli allenamenti. Non reagire alle provocazioni, per esempio, capendo che sarebbe una sconfitta per lui e per l’intera squadra.» Il modo migliore di rispondere a un affronto non è “abbassarsi” al livello del gesto altrui, ma dimostrare sul campo di valere di più, sia come calciatore sia come uomo. «Quando un mio giocatore si comporta così diventa un esempio anche per gli altri e questa è una vittoria. Se poi riesce a stringere un rapporto di profondo dialogo con l’allenatore per confrontarsi sulle dinamiche interne alla squadra, si può agire con efficacia per aggiustare le criticità e migliorarsi laddove si può.»

Questa è la filosofia che mister Marcello Chianese porta avanti con passione sin dal primo giorno nel quale un ragazzo entra a far parte della nazionale di San Patrignano: sono i valori e i principi che servono per formare degli uomini.

Leggi gli altri articoli a cura della comunità di San Patrignano

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

LA MOBILITÀ GENERALE NEL CALCIO
LA MOBILITÀ GENERALE NEL CALCIO
I GIOCHI MOTORI PER LA SCUOLA CALCIO
I GIOCHI MOTORI PER LA SCUOLA CALCIO
CALCIO, GIOCHI DI POSIZIONE E ALLENAMENTO
CALCIO, GIOCHI DI POSIZIONE E ALLENAMENTO
CALCIO GIOVANILE, IL GIOCO DEL MAGO COLORE
CALCIO GIOVANILE, IL GIOCO DEL MAGO COLORE

AGGIUNGICI SU FACEBOOK

DIGITAL MAGAZINE

ALLENARE IL GIOVANE PORTIERE

Un programma per ottimizzare i tempi di lavoro e il numero di contatti con la palla quando lavoriamo con più portieri. Una semplice proposta per chi allena nei settori giovanili.

SFOGLIA

Iscriviti su ALLFOOTBALL oppure esegui il LOGIN