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CALCIO: GLI INSERIMENTI PER FARE GOL

Gli inserimenti senza palla, un’arma offensiva che può essere decisiva. Insegniamoli ai giovani calciatori col Metodo Castello.

In questo post vi mostriamo come strutturare una progressione il cui tema è l’inserimento nello spazio più difficile da attaccare, quello tra le linee avversarie, che in questo esercizio è rappresentato da sei difendenti statici passivi. Una progressione è costituita da esercitazioni nelle quali si inseriscono gradualmente più carichi cognitivi, uno dopo l’altro, modulando opportunamente i parametri spazio, tempo e percezione. La seguente ne è un esempio (figure 1, 2 e 3).

Figura 1

Figura 2

Figura 3

L’ESERCITAZIONE

L’esercitazione (vedi video di apertura) può essere proposta con la palla (usando le mani o i piedi) o anche senza. Vengono prima definite le parole chiave (centrocampista, esterno basso, esterno alto), inizialmente pronunciate dall’allenatore. In seguito, per verificare quanto hanno assimilato, saranno i calciatori a utilizzarle: per le prime esecuzioni le chiameranno ad alta voce e successivamente (in partita non si può parlare) le utilizzeranno mnemonicamente come riferimento, per muoversi in base al contesto e ai principi stabiliti e condivisi. Possiamo scomporre l’esercitazione in più fasi sulla base delle strategie proprie del Metodo Castello (aggirare, attraversare, scavalcare), con le quali può essere raggiunto l’obiettivo:

  • nella fase iniziale, di sviluppo dell’azione, la strategia è l’aggirare;
  • nella fase centrale avviene l’attacco allo spazio tra le linee: prima si attraversa tramite un inserimento e poi avviene un uno-due con l’attaccante;
  • nella fase finale associamo il rientro in fascia all’impossibilità di concludere l’azione con il tiro in porta.

Scopri il prossimo appuntamento con Massimo De Paoli e il Metodo Castello

 

LA FASE INIZIALE

Il primo vero obiettivo è la presa di coscienza di quale sia il varco da attaccare per effettuare l’inserimento con efficacia e i giocatori (bianchi in figura) aggirano lo spazio tra le linee (la palla non passa mai all’interno). L’allenatore, oltre a osservare se la strategia è applicata in maniera corretta, deve verificare anche i dettagli tecnici, quali per esempio se il calciatore rientra correttamente sul “chiuso in fascia” girandosi verso l’esterno (verso la fascia) oppure se scopre la palla (girandosi erroneamente verso l’interno). La difesa e la copertura della palla (principio di tattica individuale) sono collegate al principio di tattica collettiva dell’ampiezza. In questo caso dei tre tipi di ampiezza (sul diretto avversario, sul reparto, sul campo di gioco) ci riferiamo alla terza opzione. Quando l’esterno alto è chiuso, il giocatore a lui più vicino deve muoversi in massima ampiezza dietro le sue spalle per rendere più difficile la possibilità che gli avversari intercettino palla.

 

LA FASE CENTRALE

Quando si creano le condizioni opportune si attraversa lo spazio tra le linee: un giocatore senza palla effettua il vero e proprio inserimento. La parola chiave correlata è rappresentata dal ruolo del calciatore che si inserisce (centrocampista, esterno basso, esterno alto). È importante definire, in questo esercizio, una suddivisione dei giocatori in catene (di sinistra e di destra), in modo tale che l’azione sviluppata da una delle due si concretizzi con l’inserimento di un elemento dell’altra. Definiamo infine “cancello” lo spazio tra due difendenti: passaggio e inserimento non devono essere effettuati attraverso lo stesso cancello.

 

LA FASE FINALE

Dopo l’inserimento del compagno, l’attaccante si smarca in ampiezza (per questo giocatore si tratta di ampiezza sul diretto avversario). Questo movimento crea un due contro uno che facilita lo sviluppo dell’azione e cioè un uno-due finale fra punta e compagno che ha effettuato l’inserimento.

 

Leggi gli altri post e guarda gli altri esercizi a cura di Roberto Valmori

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