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CALCIO E RIFERIMENTI SUL CAMPO, LE SUPERFICI

L’utilizzo efficace e la lettura delle aree di gioco definite e finite. Una delle prime elementari competenze che il calciatore deve acquisire e sfruttare in partita.

Come abbiamo visto nei precedenti post considerando lo spazio in termini di finito e definito la superficie può essere utilizzata (nel lavoro sul campo) considerando il perimetro, i vertici o l’interno della stessa. In questo post ci occupiamo di come usare e interpretare quest'ultima dimensione.

 

LA SUPERFICIE

La definizione di uno spazio comporta consequenzialmente la valutazione e la comprensine del concetto di  dentro e fuori di esso. Una volta che il giocatore sa individuare, riconoscere e prendere possesso di uno spazio, lo si può abituare al pensiero che si può stare all’interno (occupazione dello spazio) oppure
si può stare all’esterno. Ci si può inoltre entrare (passando da fuori a dentro) o uscire (passando da dentro a fuori). Si abitua, in pratica, il calciatore a muoversi utilizzando tutti i riferimenti che lo spazio fornisce.
Non solo, in questo modo definiamo una porzione di campo entro la quale uno o più palloni possono transitare. I tecnici lo fanno comunemente utilizzando dei delimitatori (per esempio coni o cinesini) o zone del campo definite da righe  (per esempio l’area di rigore).

 

LO SPAZIO INTERNO, DA ATTACCARE E LIBERARE

Ecco un esempio di esercitazione strutturata utilizzando l’area di rigore. Il focus dell’attività va posto non tanto sull’esercizio in sé (che è noto e semplice), quanto sulle osservazioni che l’allenatore deve saper fare in merito al comportamento dei suoi calciatori (figura 1).

Figura 1

Due giocatori si posizionano all’interno dell’area di rigore, i restanti compagni sul perimetro (ai lati e all’altezza della linea di fondo campo) con un pallone a testa. L’allenatore chiama uno dei giocatori esterni, questi deve calciare una palla in mezzo tra i due calciatori all’interno. L’obiettivo di entrambi è fare gol di prima intenzione, dopo aver calciato (o tentato di farlo) entrambi i giocatori devono liberare l’area di rigore per poi rientrare nell’esecuzione della successiva ripetizione.
Non esistono porte da difendere, c’è solo una porta da attaccare. Questa elementare esercitazione pone al calciatore un solo semplice problema: la percezione e lo sfruttamento dello spazio nel modo migliore possibile per l’obiettivo di attaccare il pallone.  L’indicazione che il mister fornisce non è né tecnica (non si stanno ancora correggendo i giocatori su come colpiscono la palla) né ha connotazioni legate ai tempi di gioco (se non che è implicito l’intento di entrambi gli sfidanti di anticipare l’avversario). È un’indicazione che attraverso la richiesta di utilizzo il più efficace possibile dello spazio rispetto ad alcuni riferimenti (palla e porta) indurrà movimenti diversi e di conseguenza anche differenti tempi di inserimento, gesti tecnici e motori.

 

Leggi gli altri post e guarda gli altri esercizi a cura di Roberto Valmori

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