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STORIA DELLA TATTICA PARTE SECONDA

La trappola del fuorigioco, il Sistema, la nascita del catenaccio, il falso nueve e gli albori del gioco a zona puro. Come si è evoluto il calcio in estrema sintesi.

La terminologia calcistica, come il lessico comune del resto, affonda le sue radici nel passato. Quanti di noi discutono di “metodo” (vedi post precedente) piuttosto che di “sistema” di gioco? Bene l’evoluzione dell’1-2-3-2-3 (o Metodo) fu proprio il WM, anche detto Sistema. Indotta da una variazione fondamentale nella regola del fuorigioco la nuova disposizione faceva sì che la squadra si disponesse coll’1-3-2-2-3. Il centromediano metodista fu abbassato sulla linea dei difensori (terzini) a fare lo “stopper” e nasceva, di fatto, la prima linea di difesa a tre della storia. A portarlo in auge fu l’Arsenal a metà degli anni ’20 e il suo tecnico Herbert Chapman (il primo da sinistra nella foto di copertina) che lo pensò, adottò e dopo avere ottenuto una straordinaria serie di successi fece sì che anche all’estero venisse visto nel tempo come un nuovo punto di riferimento per il gioco del calcio.

 

L’AVVENTO DEL LIBERO E DEL CATENACCIO

Benché le partite fossero ancora giocate sul piano dei duelli individuali con marcature strettissime a uomo sugli attaccanti è chiaro che, ormai, il calcio non era più un gioco solo istintivo, basato sulle esclusive iniziative dei singoli. Gli allenatori studiavano e si interrogavano su quali varianti si potevano adottare per vincere, soprattutto quelli di squadre modeste nelle quali i duelli individuali contro avversari più dotati venivano sistematicamente persi. In Italia, movimento già due volte campione del mondo con Vittorio Pozzo (che attuava un “metodo” attendista e fatto di difesa attenta e ripartenze), nacque la prima idea del ruolo del “libero”. Per non subire reti un giocatore inizialmente schierato in un ruolo avanzato retrocedeva occupando il posto del centrale difensivo, lasciando a questi il compito di staccarsi alle spalle a fare da ultimo difensore aggiunto. Fu il caposaldo del “catenaccio” termine spregiativo e forse ingeneroso di un sistema di gioco che, in realtà, ha fatto diventare grandi numerosi club e nazionali.

 

IL CENTRAVANTI ARRETRATO

Il primo straordinario e celebre centravanti arretrato, una sorta del moderno “falso nueve” fu Nandor Hidegkuti, formidabile interprete della ancora più formidabile Ungheria del secondo dopoguerra. Come variante del sistema la formazione magiara arretrava il suo numero nove all’altezza delle ali e spingeva in avanti due attaccanti che partivano da dietro, Kocsis e Puskas, andando a schierarsi con l’MM, ovvero l’1-3-2-3-2. Ma è sul finire degli anni cinquanta che giunse quella che viene considerata da molti la vera rivoluzione.

 

GLI ALBORI DELLA ZONA

Quella però che viene considerata la matrice di quasi tutte le disposizioni tattiche moderne nasce nel 1958, in Brasile, a opera di un oriundo italiano Vicente Feola che per primo presentò l’1-4-2-4. Due centrali di difesa in linea con due terzini, due mediani uno più di contenimento l’altro più offensivo e quattro attaccanti. Opportunamente modificata secondo le esigenze questa disposizione può essere modificata in tutte le varianti tattiche basate sulla difesa a quattro, si trattava, di fatto, della nascita della “zona”.

 

Leggi la prima parte - Leggi la terza parte

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