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CALCIO: COINVOLGIAMO I GENITORI

Mamme e papà possono essere delle risorse importanti per la squadra, affidiamo a loro dei compiti nel rispetto di regole e ruoli.

Facendo riferimento al precedente post nel quale vi avevo fornito dei consigli su come “sfruttare” l’atteggiamento dei genitori in base alle loro caratteristiche vi lascio, come anticipato, gli approfondimenti per ogni profilo psicologico proposto.

 

IL NEGOZIATORE

Il criterio chiave da utilizzare per valorizzarlo è la reciprocità. Quando si dà qualcosa a qualcuno gratuitamente, questi si sente obbligato a ricambiare. Date al “negoziatore” omaggi e consigli, fatelo in modo simpatico e divertente. Sarà più propenso a restituire il favore con attenzione e cordialità. Dare e ottenere fa sentire bene, questi tipi di persone sono molto sensibili allo scambio equo e positivo. Più concretamente, se ci sono le condizioni, coinvolgetelo nel rilevamento oggettivo di aspetti facili da osservare, con l’aiuto di semplici schede, per ottenere dati utili alla valutazione della partita: numero di passaggi, tiri in porta e così via... Opportunamente condivisi, anche tra genitori, possono essere una base comune per analizzare in modo più consapevole l’andamento della squadra, focalizzare i progressi e sostenerla.

 

IL FILOSOFO

È forse il più difficile da individuare e per questo anche da coinvolgere. Essendo un sensibile, ha bisogno di attenzioni, deve sentire che ci si accorge di lui. È rispettoso e in teoria difficilmente si esporrà direttamente con l’allenatore: non lo cercherà mai. Quindi dovrà essere l’allenatore a coinvolgerlo agendo su due fronti:

  • ricercando un dialogo focalizzato sugli aspetti positivi del figlio;
  • lavorando insieme sulle criticità nel rispetto delle regole illustrate nel precedente post.

Quando ve ne fosse la possibilità, l’allenatore può invitarlo a condurre incontri periodici di breve durata dedicati alla condivisione di storie e racconti legati alle esperienze sportive vissute dai genitori quando avevano più o meno l’età dei loro figli (piccoli infortuni, incidenti, litigi, incomprensioni, paure …), e migliorare così la capacità di ascoltarsi e imparare ad ascoltare meglio i propri bambini.

IL PRAGMATICO

Per lui il criterio da seguire è quello della chiarezza operativa. Si tratta di dargli istruzioni precise su come agire e sollecitarlo a farlo in modo coerente e conseguente. Questa persona tanto ama fare quanto è disposto a rispettare le consegne, se fornite in modo chiaro. Occorre fargli intravedere i vantaggi e benefici che potrebbero nascere per la “squadra genitori”, oltre che per i ragazzi, gratificandolo, poi, per il prezioso lavoro svolto al servizio del gruppo. Gli stimoli all’azione devono essere semplici e immediati (interagire con un blog o postare qualcosa sul sito della società).  Ai più coraggiosi si possono proporre attività maggiormente coinvolgenti, come per esempio filmare una partita o ancora cimentarsi come telecronista e essere incaricato delle successive interviste a fine gara.

 

IL COMBATTENTE

È per definizione il più focoso e appassionato, solitamente il meno obiettivo. Per valorizzarlo (e contenerlo) senza che le emozioni prendano il sopravvento, una buona tecnica è quella del “bicchiere mezzo vuoto”, ovvero mettere in evidenza il versante negativo delle situazioni. Le emozioni negative associate alla perdita di qualcosa sono più forti di quelle positive associate a guadagnare qualcosa: ci si sente peggio a perdere cento euro rispetto alla soddisfazione di aver trovato lo stesso denaro. Occorre mettere in evidenza dunque che certi suoi comportamenti potrebbero danneggiare il club o la squadra. Un’altra possibilità è quella di affidargli l’organizzazione del tifo “educativo”. Coinvolgerlo nella stesura di un codice etico della tifoseria, come pure incaricarlo di occuparsi dell’allestimento coreografico del tifo. Questo compito potrà essere svolto dalle mamme, generalmente più brave che, gratificate dal lavoro svolto, saranno sicuramente meno attente alle dinamiche della partita. In aggiunta, può essere utile proporre un gioco quiz a tema, nel quale il “combattente” è chiamato a rispondere alle domande sul regolamento: naturalmente il tutto deve avvenire in un contesto piacevole nel corso di una cena sociale o una serata organizzata per la raccolta fondi per la società.

 

Leggi gli altri articoli con i consigli e le indicazioni a cura di Roberto Mauri

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