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COME ORGANIZZO GLI ALLENAMENTI?

Le indicazioni e i consigli pratici di Giambattista Venturati per chi allena nel calcio dilettantistico. I consigli dell’ex preparatore della nazionale per strutturare il microciclo.

Giambattista Venturati, preparatore fisico di Pergocrema, Verona, Venezia, Parma, Roma, Fiorentina e recentemente del Galatasaray è stato (come avrete evinto se non lo sapevate già) il compagno di lavoro e il riferimento principe per Cesare Prandelli (17 anni di connubio terminati di recente). Compresa l’esperienza con la nazionale azzurra. Bergamasco, 48 anni, Venturati è anche il protagonista di una favola, quella di chi inizia la sua avventura dal basso, dai dilettanti, e col lavoro e le capacità si è guadagato una brillante carriera nel calcio professionistico.

 

Come è cambiato il calcio e i calciatori dal punto di vista della preparazione fisica negli ultimi vent’anni?

«Moltissimo, ho iniziato nei dilettanti e negli anni novanta si sapeva ben poco rispetto a ora. I mezzi a disposizione erano quelli che erano e si faceva una preparazione di tipo “artigianale”, ragionando più che altro su come organizzare l’allenamento da un punto di vista "cronologico". I giocatori erano comunque molto contenti, l’avvento di una figura come la nostra nello staff li faceva sentire sicuri e protetti. Un aspetto è rimasto invariato: ora come allora molto dipende dal tecnico, dalla sua mentalità e dall’importanza che dà al lavoro fisico, sia agli occhi del gruppo sia nel rispetto della tua professionalità. In questo sono stato fortunato ad avere lavorato con Cesare Prandelli, bravissimo sia come uomo sia come allenatore. Negli ultimi 25 anni i calciatori hanno subito una profonda evoluzione legata ai cambiamenti della società e dei costumi. Oggi prepariamo fisicamente giovani ceh vivono una vita molto più "passiva", rispetto al passato, dal punto di vista motorio. Però i ragazzi d’oggi, anche grazie a internet, sono più colti e preparati.»

A maggior ragione, per chi lavora con i dilettanti, il compito è più difficile, ci sono calciatori e calciatrici quasi interamente da costruire dal punto di vista fisico e poco tempo a disposizione. Andiamo sul pratico,  come ci organizziamo in settimana?

«Semplificando direi che esistono due possibilità. Una è che si abbiano – penso a Prima, Seconda e Terza categoria – due allenamenti settimanali; in genere sono vicini o alla partita appena disputata o a quella che andremo a giocare. In queste condizioni, privilegerei il lavoro con la palla utilizzando esercitazioni tecniche e tattiche che abbiano una buona valenza aerobica nella prima seduta e più orientate su aspetti anaerobici lattacidi nella seconda. Il primo giorno di allenamento potete dedicarlo agli obiettivi aerobici, sempre. Nel secondo, invece, variate nel tempo richiamando gli altri aspetti condizionali, avendo cura di equilibrare le proposte sulla velocità con quelle sulla forza: è preferibile non somministrarle assieme soprattutto se costruite con carichi importanti. Fate grande attenzione, infine, alle tre variabili fondamentali di ciascuna attività sul campo: durata, intensità e tempi di recupero.»

 

E se si dispone di più sedute d’allenamento?

«Se ne esiste un terzo presumo il mister preferisca dedicarlo principalmente ad aspetti tattici e situazionali di rifinitura, quindi possiamo attenerci ai criteri visti in precedenza. Il discorso cambia se abbiamo la possibilità, immagino in Eccellenza o sopra, di avere il quarto allenamento. Facciamo un paio di ipotesi. Se iniziamo il lunedì effettuiamo sicuramente un defaticante tecnico con attività specifiche di recupero, tranne per chi non ha giocato o è entrato per pochi minuti. Questi devono alzare il loro livello di condizione atletica al pari dei compagni con lavori preferibilmente in palestra o su biciclette, soprattutto se si ha poco spazio sul campo, in modo da non occuparlo con la corsa a scapito dei compagni. Il martedì farei lavoro aerobico, il giovedì lattacido o sulla forza, il venerdì alattacido. Se ho a disposizione il mercoledì, invece che il lunedì, non mi discosterei dall’idea appena proposta, martedì dedicato al recupero e mercoledì alla potenza aerobica, ma inserirei una variante: in qualche occasione sostituirei la seduta del venerdì con una al sabato mattina nella quale, con i dovuti carichi, posso giostrare gli obiettivi fisiologici in base alle esigenze dei singoli o di gruppi e lasciare al mister un po’ di tempo per la rifinitura che, effettuata a un giorno dalla gara, dovrebbe avere ancora più efficacia dal punto di vista cognitivo.»

 

Fine prima parte, clicca qui per leggere la seconda parte, qui per leggere le altre interviste di Allfootball

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