Un blog al giorno

UNO STAFF AL SERVIZIO DEL TALENTO

Filippo Galli, responsabile del settore giovanile del Milan, lunedì 6 novembre spiega perché tempo e metodo sono necessari per far crescere un calciatore duttile ed efficace.

Competenza e attenzione ai particolari, sono elementi indispensabili per chi opera in un settore giovanile. Lo staff del vivaio rossonero vive una sfida a tutto tondo per adeguare il contesto di allenamento alle esigenze del giocatore. Un approccio che definiamo “integrato” perché mette in collaborazione tutte le aree impegnate nella formazione del giocatore e che si avvale del metodologo Edgardo Zanoli, mente pensante e motore trainante, così come del professor Domenico Gualtieri responsabile dell’area atletica. Un approccio che si è rivelato vincente, riuscendo a far emergere, con percorsi diversi, talenti come Locatelli, Cutrone, Calabria e Donnarumma, ma anche Zanellato e Gabbia e alcuni ‘97 oggi nelle rose di diversi club di serie A. L'obiettivo del settore giovanile de Milan, però, è quello di non limitarsi a scegliere talenti per completarne la maturazione, ma crescere giocatori fin dall’attività di base. Come? Il responsabile del settore giovanile rossonero lo spiegherà lunedì 6 novembre, presso il Palauno in Largo Balestra 5 a Milano in una serata organizzata dall’Aiac di Milano (clicca per avere tutte le informazioni sull’evento).

 

Che ruolo gioca un corretto approccio metodologico?

«È fondamentale, ma dobbiamo sempre partire dalle qualità del giocatore. L’approccio metodologico non crea un talento, ma lo accompagna. Quindi per approccio si intende il modo, le condizioni e le relazioni che si creano all’interno del processo di allenamento.»

 

Come è evoluto questo metodo di lavoro?

«La scelta di questo approccio ha preso il via cinque anni fa ed è costantemente evoluta tramite un lavoro condiviso tra tutti coloro che operano nel settore giovanile del Milan. L'idea è nata dopo che la società ci ha messo di fronte al fatto che in Europa alcuni club avevano diversi giocatori nella rosa provenienti dal loro vivaio. E quindi abbiamo studiato, cercando di coniugare gli aspetti più interessanti del modo di lavorare dei migliori club europei, pur mantenendo le caratteristiche e gli aspetti migliori della nostra scuola. L’elemento basilare è attuare un gioco propositivo fondato sul mantenimento del possesso palla inteso come utile strumento formativo. Siamo un gruppo di lavoro aperto, anche con pensieri divergenti e quindi non riteniamo il nostro modello di formazione un dogma, ma siamo aperti a contaminazioni.»

 

Ti fa piacere o ti rammarica vedere prodotti del vostro vivaio emergere in altri club?

«Non provo rammarico, perché ritengo che ogni calciatore debba seguire un suo percorso per esprimere il proprio talento, l’importante è accompagnarli nella loro crescita, contestualizzando il momento e la situazione di lavoro. Ci sono giocatori che hanno percorso una parte del loro iter formativo nel nostro settore giovanile, e poi hanno dovuto crescere al di fuori perché qui non c’erano le condizioni per farlo.»

 

Dopo Locatelli anche Cutrone è riuscito ad approdare in prima squadra.

«Abbiamo cercato di fare del nostro meglio durante il suo percorso nel vivaio e questo gli ha permesso di approdare in prima squadra anche grazie alla fiducia nei giovani di un mister come Montella e alla sua voglia di crescere ed emergere.»

 

Cosa conta per ottenere risultati in un settore giovanile?

«Più anni hai a disposizione per lavorare con un percorso continuo e coerente e più è probabile far esprimere il talento. Quando parliamo di formazione poi lo facciamo a tutto tondo, perché non è possibile scindere gli aspetti, tecnici, tattici, atletici, psicologici ed emozionali. Tutto questo permette di crescere e diventare un giocatore in grado di adeguarsi costantemente ai diversi contesti in cui gioca.»

 

Quanto contano per voi gli incontri formativi?

«Sono importantissimi e infatti al nostro interno ci si incontra almeno due volte la settimana per formarci e confrontarci. Gli eventi esterni, invece, ci permettono di entrare in contatto con altre realtà, raccogliere opinioni e idee differenti. Noi non possediamo il sapere calcistico e quindi è importante anche ascoltare chi non ha la fortuna di operare a livello professionistico. Non teniamo lezioni, ma ci apriamo a momenti di incontro e confronto con tutti.»

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

CALCIO: CONDUZIONE, DUELLO E DRIBBLING
CALCIO: CONDUZIONE, DUELLO E DRIBBLING
CALCIO: ESERCITAZIONI COMBINATE DI TECNICA
CALCIO: ESERCITAZIONI COMBINATE DI TECNICA
L’ANALISI TATTICA DI MILAN INTER
L’ANALISI TATTICA DI MILAN INTER
LE CHIAVI TATTICHE DI MILAN INTER
LE CHIAVI TATTICHE DI MILAN INTER

AGGIUNGICI SU FACEBOOK

DIGITAL MAGAZINE

ALLENARE IL GIOVANE PORTIERE

Un programma per ottimizzare i tempi di lavoro e il numero di contatti con la palla quando lavoriamo con più portieri. Una semplice proposta per chi allena nei settori giovanili.

SCARICA

Iscriviti su ALLFOOTBALL oppure esegui il LOGIN