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IL MONACO AI RAGGI X

Vigilia dei quarti di Champions. I segreti dei francesi di Jardim, prossimi avversari della Juventus di Allegri, una squadra che combina esperienza e spavalda gioventù

L'articolo è realizzato in collaborazione con la piattaforma Wyscout

Nel calcio spesso le previsioni vengono smentite dai fatti ma quando si parla della Juve di questi ultimi anni difficilmente si sbaglia valutazione. La squadra di Allegri dopo la conquista della finale di Coppa Italia e la quasi certezza del quarto scudetto consecutivo, si appresta al cimento Champions tonica, frizzante e determinata. E pensare che parliamo di una squadra che, a detta di molti, doveva essere sfiancata dalla folle corsa dei tre titoli nazionali vinti. Pochissimi avevano messo in preventivo risultati così importanti per la quarta stagione consecutiva. Allegri, ereditato l’importante lavoro di Conte, è riuscito nell’intento, non facile, di migliorare il gruppo non tanto sul piano delle motivazioni, che sono parte del dna societario, ma sul piano della duttilità.

Joao Moutinho, il faro del centrocampo monegasco,

BIANCONERI DUTTILI

La Juventus è in grado di trasformarsi, anche in corsa, senza cambiare mentalità. All’intensità, alla cattiveria agonistica, alla ricerca assoluta del risultato della squadra di Conte, la nuova Juve ha saputo aggiungere equilibrio, più possesso palla, più gestione della partita. Ha meno rigidità tattica, più pragmatismo e più libertà di espressione individuale che si trasforma in fantasia. La squadra ha raggiunto la maturità che le permette di presentarsi in Europa, al cospetto delle vere grandi, con un piglio nuovo, con la consapevolezza di potersela giocare senza più remore mentali, senza sentirsi inferiore e subalterna ma, come una “giovane signora” che sa essere spietata e pronta su qualsiasi campo. Contro il Monaco sarà tutt’altro che facile, i francesi non sono considerati un top club ma sono arrivati sino ai quarti con merito. In ogni partita, a questi livelli, ci vuole qualità, intensità, coraggio, personalità, determinazione, concentrazione e un briciolo di fortuna. La Juve deve saper inquadrare bene i 180 minuti, sotto tutti i punti di vista: fisico, tecnico tattico e mentale. A questi livelli, ogni minima distrazione è punita severamente. La Juve sul piano tattico, può permettersi variazioni di modulo senza risentirne sul piano del gioco. Quando cambia lo fa per contrastare al meglio l’avversario e colpirlo nei suoi punti deboli. Giocherà con l’1-3-5-2 o l’1-4-3-1-2 in funzione delle scelte tattiche dell’allenatore, dall’eventuale recupero di giocatori infortunati e dalle eventuali defezioni dell’ultimo momento.

IL MONACO PREPARA LA TRAPPOLA

Il Monaco è fra le squadre più vincenti nella storia calcistica francese. È guidato da Leonardo Jardim, 40 anni portoghese. Il tecnico lusitano usa sistemi di gioco diversi, anche nel corso della stessa partita. Predilige l’1-4-2-3-1 come modulo base ma all’occasione lo trasforma in un 1-4-3-3 (foto 1 e 2).

Foto 1 - Il Monaco schierato coll' 1-4-2-3-1...

Foto 2 - ... e coll'1-4-3-3

Il polivalente Moutinho è l’uomo chiave per le trasformazioni in corsa decise da Jardim. È l’architetto del centrocampo e può schierarsi, indifferentemente, o accanto a Toulalam e Kondogbia nei tre centrocampisti dell’1-4-3-3, oppure più avanti sulla linea dei trequartisti, per formare l’1-4-2-3-1 e diventare pericoloso con i suoi inserimenti in area di rigore (foto 3).

Foto 3 - Moutinho è sempre pronto ad inserirsi centralmente, qui è in posizione di centravanti

La difesa a quattro è solida, il Monaco è una delle squadre meno battute in Champions. Ha due centrali di esperienza come Carvalho e Raggi (una vecchia conoscenza italiana) e due esterni propositivi che sanno ben interpretare sia la fase difensiva che quella offensiva (foto 4).

Foto 4 - La solida difesa francese tende a rischiare poco, qui resta molto bassa su palla recuperata in mezzo al campo

I biancorossi amano il contropiede, ripartono con transizioni veloci ma segnano poco. A centrocampo, oltre il già citato Moutinho schierano ottimi giocatori. Toulalam è il vero metronomo della mediana, Kondogbia è un giovane emergente dotato di intelligenza tattica e un discreto fisico che lo porta a essere pericoloso nel gioco aereo. Sugli esterni alti, Jardim ha ampia scelta. A destra possono giostrare Dirac che è più difensivo e viene schierato anche come esterno basso e Carrasco che è molto tecnico e talentuoso ma anarchico. Silva e Martial si occupano della corsia di sinistra e sono entrambi giovani. Silva è più individualista e dribblomane, Martial ha più le caratteristiche di un attaccante (foto 5).

Foto 5 - Il gol di Martial di sabato scorso segnato al Caen. Un inserimento centrale su scorribanda in fascia sinistra del talentuoso Carrasco

Unica punta il sempreverde Berbatov, non più giovanissimo, migliorato con gli anni e diventato uomo fondamentale per la squadra. Intelligente nel saper gestire la sfera, sa far salire la squadra, sa tener palla, ha senso dell’anticipo e, inoltre, ama svariare e impostare il gioco per gli inserimenti dei compagni (foto 6).

Foto 6 - Berbatov scende fra le linee a fare da raccordo per l'azione offensiva, un compagno attacca lo spazio dietro di lui approfittando anche dell'uscita in marcatura sul bulgaro di un centrale di difesa

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