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UDINESE LAZIO: LE MOSSE DI STRAMACCIONI E PIOLI

La Lazio, reduce da due sconfitte consecutive, fa visita all’Udinese. Stramaccioni ritrova Totò Di Natale, Pioli rilancia dall’inizio Felipe Anderson.

Stefano Pioli e Andrea Stramaccioni

Più propositiva la Lazio, accorta e ficcante l’Udinese, lo stadio Friuli ospita domenica alle 15 una partita sul cui pronostico è difficile esprimersi. Ambedue sono a caccia di punti. La squadra di Pioli, che proporrà il suo 1-4-3-3, è reduce da due sconfitte consecutive e rischia di perdere definitivamente il treno per il possibile terzo posto in classifica. I bianconeri che si disporranno presumibilmente con l’1-4-4-1-1 hanno collezionato quattro pareggi, due sconfitte e una sola vittoria dal 7 dicembre dello scorso anno, quando batterono l’Inter per 2 a 1 a San Siro.

Stramaccioni potrà contare sul rientro di Totò Di Natale, elemento chiave per i bianconeri, potenzialmente letale (figura 1, 2 e 3) contro centrali di difesa bravissimi ma lenti come i due biancocelesti Cana e De Vrij. Non è escluso, infatti, che Pioli affianchi al giovane talento olandese il neo acquisto Mauricio. La retroguardia biancazzurra dovrà guardarsi, inoltre, dai movimenti intelligenti di Cecil Théréau. Il francese ama muoversi fra le linee e qualora non riesca a occuparsene Biglia, dovrà essere proprio uno dei due centrali biancocelesti a uscire in pressione col resto della linea pronta a stringere e andare in copertura (figure 4 e 5).

Di contro l’Udinese dovrà guardarsi dall’esperienza e dalla scaltrezza di Miroslav Klose (figura 6), capace di punire ogni piccola sbavatura, dalla spinta degli esterni alti Candreva e Felipe Anderson, e dagli inserimenti dei due interni, in particolar modo di Parolo bravissimo a gettarsi nello spazio partendo da dietro.

 

EQUILIBRIO DA SPEZZARE

Sulle fasce regna l’equilibrio, con i due esterni alti dell’Udinese e i due bassi della Lazio che si affronteranno, sostanzialmente ad armi pari, in una delle sfide che può spostare l’asse tattico dell’incontro. Un duello chiave, quindi, così come in fase di costruzione della manovra molto dipenderà dalla pressione sui portatori di palla.

I biancocelesti prediligono partire da dietro facendo girare palla, possibilmente passando per il centrocampista centrale in appoggio e tenendo la squadra, nel complesso, corta e alta. Sarà Théréau, quindi, il primo a portare la pressione su palla centrale a Biglia (figura 7 e 8). Se riuscirà a mettere in difficoltà il biancoceleste potrebbe “inceppare” il gioco degli uomini di Pioli. Osservando l’azione in modo speculare, l’elemento chiave per la conquista del centrocampo, sarà l’interno laziale che uscirà a contrastare Guilherme (Figure 9 e 10), riferimento bianconero per le uscite difensive dei friulani. L’Udinese, però, non disdegna, anzi a volte predilige, giocare palla lunga da dietro per Di Natale o Théréau che viene incontro. Se la Lazio giocherà alta come è solita fare è probabile che questa sarà la soluzione adottata più spesso dai padroni di casa per innescare Di Natale, devastante se godrà di libertà nello spazio.

 

DIFESE CONTRO

La difesa bianconera è abituata a “scappare” immediatamente su palla scoperta, mentre quella biancazzurra predilige restare più alta (figura 11) per tenere la squadra corta. Una Lazio aggressiva, quindi, contro un’Udinese accorta e pronta a verticalizzare in velocità è quello che vedremo con ogni probabilità.

Con la collaborazione di Gianluca Ciofi 

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