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L’ITALIA SOGNA UN EUROPEO DA PROTAGONISTA

Da Spalato gli azzurri mandano segnali importanti di crescita: versatilità tattica, anima, cuore e un gruppo ben assortito. Un Europeo all'altezza delle grandi è possibile

L'articolo è realizzato in collaborazione con la piattaforma Wyscout

Al di là del discorso qualificazione, quasi in tasca dopo il pareggio in Croazia ottenuto in rimonta, la gara di Spalato ci fornisce un segnale importante in termini di crescita della squadra azzurra e del “nuovo” Antonio Conte, più Ct che allenatore. Il match di andata aveva mostrato una nazionale in balia di un collettivo più organizzato e dotato di qualità tecniche superiori. Dopo sette mesi abbiamo colmato il gap nei confronti di un collettivo considerato, in Europa, fra i più competitivi. A un anno dalla Francia ci sono molti motivi che inducono a essere ottimisti. In primis la personalità degli azzurri, forti a superare lo shock del gol croato, un vero pugno nello stomaco. Con carattere hanno ritrovato gioco e coraggio di alzare il baricentro della manovra a dimostrazione di avere anima e cuore.

Poi la duttilità messa in mostra del nostro tecnico, qualcosa di finora sconosciuto. Passare dall1-5-3-2 all’1-4-3-3, in una partita così importante sul piano del risultato è dimostrazione di grande versatilità e coraggio.

L'1-4-3-3 dell'Italia, il centrocampo si sta assestando

AZZURRI BENE ANCHE A QUATTRO, E CHE CANDREVA!

L'Italia ora può variare lo spartito passando indifferentemente dalla difesa a tre a quella a quattro, proporre in fase offensiva due ali vere e non affidarsi solo agli inserimenti dei centrocampisti.

Giocando a quattro la difesa italiana può e sceglie di rimanere alta, cosa che non è possibile così facilmente se si gioca a cinque.

Con la difesa alta la squadra rimane corta e Conte, se l'avversario è incerto nella gestione della palla, chiama la pressione immediata dei suoi

Il terzo motivo arriva dall’equilibrio dello spogliatoio. Saper unire esperienza e freschezza è uno dei punti di forza di questa nazionale. Anziani e giovani convivono con equilibrio e forza di volontà. Buffon, Pirlo, Barzagli, Chellini… portano esperienza e leadership, i giovani rampanti El Shaarawy, di Sciglio più un ispirato Parolo freschezza. Il quarto motivo è aver trovato un giocatore, Candreva (foto di copertina), che tempo ed esperienza hanno maturato tantissimo sul piano fisico e tattico. Un jolly prezioso perché sa, nello stesso tempo, ricoprire tre ruoli con altissimo rendimento: ala, interno e trequartista. Il laziale ha portato un miglioramento tecnico che può permettere alla nazionale di competere con le grandi. La nostra nazionale adesso può farci sognare, sperando che quello che abbiamo visto non sia stato solo uno sprazzo di luce o un illusione.

Candreva svaria su tutto il fronte del centrocampo, oltre che come suo solito proporsi da esterno alto di qualità e quantita

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