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ROMA TIMIDA, LA JUVENTUS NON PERDONA

Poco coraggiosa e lunga la squadra di Spalletti s’è difesa con ordine ma ha concesso spazi a metà campo, un guizzo di Dybala allunga la marcia trionfale di Allegri.

L'articolo è stato realizzato in collaborazione con la piattaforma Wyscout

La Juventus batte la Roma e continua la sua impressionante marcia inanellando l’undicesima vittoria consecutiva. I giallorossi hanno offerto una discreta prestazione difensiva, ma non hanno ancora dato segnali della svolta che ci si attende a seguito del cambio della guida tecnica. Lo spettacolo offerto allo Juventus Stadium non è stato certo memorabile sul piano del gioco: un braccio di ferro tra fase offensiva bianconera e quella difensiva giallorossa nel corso del quale solo una prodezza di Dybala ha spezzato l’equilibrio. Diamo seguito alla nostra analisi pre match con un occhio, soprattutto, alle caratteristiche della nuova Roma di Spalletti.

 

PIANJC REGISTA BASSO

Come da previsione, il neo tecnico romanista ha optato per la difesa a tre, modulo di gioco l’1-3-4-2-1 (foto 1). 

Foto 1: lo schieramento in fase di possesso palla della Roma. Tre difensori, esterni molto alti, Pjanic a fare da regista e due mezze punte, Salah e Nainggolan, dietro Dzeko.

La scelta di schierare De Rossi al centro della linea, con Pjanic quasi sempre ben controllato sia da Marchisio sia da Dybala, ha dato alla Roma più possibilità in fase di costruzione di gioco. Il pressing bianconero molto alto, però, ha costretto spesso De Rossi e i suoi compagni di reparto a lanci lunghi sui quali Dzeko, non brillante, ha perso molti duelli con Chiellini e Bonucci (foto 2).

Foto 2: esempio di pressing della Juventus che ha costretto la difesa della Roma a continui lanci lunghi per Dzeko.

La posizione di Pjanic davanti alla difesa è stata un segnale che la Roma volesse dare qualità e velocità alle verticalizzazioni. Quando il bosniaco è riuscito a trovare i tempi e gli spazi per innescare uno dei tre attaccanti, si sono messi in luce i meccanismi sui quali sta lavorando l’allenatore. Il movimento incontro di Dzeko o di una delle due mezze punte è stato accompagnato dagli inserimenti degli esterni e degli altri componenti del reparto avanzato (foto 3).

Foto 3: Pjanic riesce a verticalizzare per Nainggolan, su cui accorcia Barzagli. Non appena il belga entra in possesso di palla, Digne a sinistra ha molto spazio da attaccare, mentre Salah si inserisce centralmente.

GIALLOROSSI BLOCCATI

Quando eseguiti con la giusta velocità, questi movimenti hanno costretto uno dei tre difensori bianconeri a uscire sul portatore di palla e si sono aperti spazi soprattutto per Digne a sinistra. Una Roma timida e forse ancora insicura non ha però quasi mai accompagnato il movimento incontro della punta (foto 4). 

Foto 4: Dzeko, grazie a un movimento incontro, riceve il pallone ma, eccezion fatta per Salah, il cui inserimento viene letto da due difensori bianconeri, tutti i compagni sono fermi nelle loro posizioni. Questo ha reso il giro palla della Roma troppo orizzontale e di facile lettura per la Juve.

In fase di non possesso palla ci si chiedeva a chi sarebbe toccata la marcatura su Marchisio. La Roma ha fatto fatica a trovare una soluzione adeguata. Inizialmente i giallorossi hanno optato per l’alternarsi dei tre giocatori offensivi Nainggolan, Dzeko e Salah. Quando il centrale di destra bianconero entrava in possesso palla, era l’egiziano ad avere il compito di controllare da vicino il regista bianconero; viceversa quando il giro palla juventino ha chiamato in causa Chiellini sulla sinistra, era il belga a schermare la linea di passaggio. In queste situazioni si sono viste la forza e la tranquillità che contraddistinguono un meccanismo rodato come quello delle uscite difensive juventine. Grazie al continuo movimento in appoggio delle due mezz’ali e di Dybala, la squadra di Allegri è riuscita a liberare il proprio regista con relativa tranquillità nello spazio (foto 5).

Foto 5: Marchisio ha tanto spazio per impostare l’azione. In questo caso, Salah segue Pogba, mentre Nainggolan si preoccupa di Khedira. Dzeko non aiuta in fase difensiva.

TROPPI SPAZI PER LA JUVENTUS

Altro problema su cui Spalletti dovrà lavorare è l’eccessiva distanza tra i reparti, soprattutto tra difesa e centrocampo. La Juventus ha giocato spesso palla tra le linee con lo spazio necessario per girarsi, cercare o l’assist o direttamente la conclusione in porta, soprattutto grazie a Dybala e Khedira. Questo è accaduto perché Pjanic, le cui caratteristiche non sono propriamente difensive, ha faticato in chiusura e i due difensori Rudiger e Manolas non sono riusciti ad accorciare con tempismo sull’argentino, rimanendo spesso bloccati sulla linea dei cinque difensori (foto 6).

Scritto in collaborazione con Jacopo Gornati (New G Project). 

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Foto 6: Dybala riesce a ricevere palla tra le linee di difesa e centrocampo avversarie. Rudiger e Manolas sono in marcatura su Pogba e Mandzukic, Pjanic e Vainqueur non chiudono la linea di passaggio. L’argentino avrà il tempo di stoppare il pallone, girarsi e tentare la conclusione in porta.

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