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LE CHIAVI TATTICHE DI MILAN INTER

Le strategie di un derby che può sancire la definitiva resurrezione rossonera o far riemerge l’Inter dal momento peggiore della sua stagione.

L'articolo è realizzato in collaborazione con la piattaforma Wyscout

A Milano va in scena un derby molto delicato, al di là del valore intrinseco della sfida, con Milan e Inter che sono ancora alle prese con dubbi e perplessità su quale sia il loro vero ruolo in campionato. Analizziamo velocemente assieme i temi tattici della partita. Cominciamo dal Milan: l’1-4-4-2 sembra il modulo con cui i rossoneri riescono a esprimersi meglio e Mihajlovic, con ogni probabilità, vi si affiderà. Nell’ultima uscita di campionato contro l’Empoli i rossoneri hanno palesato certezze e fragilità. Le certezze arrivano dalla qualità delle ripartenze, che contro l’Empoli sono risultate molto efficaci (foto 1 e 2). 

Foto 1: in alcuni tratti della partita contro l’Empoli, il Milan ha preferito aspettare l’avversario nella propria metà campo, chiedendo a Niang di andare a schermare la giocata sul regista Maiello. Il resto della squadra è rimasta molto stretta e compatta per non concedere spazi.

Foto 2: l’azione del gol del Milan, in cui Antonelli pesca Bacca con un lancio che scavalca la linea difensiva avversaria.

Le debolezze si palesano nell’atteggiamento poco propositivo: le uscite in transizione positiva sono rare, troppo spesso i rossoneri rimangono schiacciati nei loro trenta metri. Anche contro l’Alessandria, in coppa, una volta ottenuto il gol del vantaggio, la difesa ha optato per una serie di sterili lanci lunghi preda dei difensori con gli attaccanti passivi anche sulla seconda palla. Quando invece il Milan decide di alzarsi in pressing (foto 3) la squadra tende a spaccarsi in due, la linea di difesa rimane bassa e lascia al solo Montolivo il compito di coprire sulle avanzate avversarie il che la espone a grandi rischi.

Foto 3: talvolta il milan opta per un pressing molto offensivo, in particolare quando il pallone entra in possesso del terzino avversario. In questo caso non sempre la linea dei difensori rossoneri segue il resto della squadra, creando una frattura in mezzo la campo.

QUALE INTER IN CAMPO?

L’Inter sin dall’inizio della stagione ha palesato difficoltà nel trovare intensità nella circolazione del pallone. I centrocampisti (due o tre a seconda del sistema di gioco) entrano spesso in possesso palla ma sono costretti ad appoggi in orizzontale o all’indietro. Nella partita contro il Napoli, per esempio, Kondogbia ha effettuato ben 64 passaggi di cui solo 14 in avanti. In aiuto spesso si abbassa uno degli esterni d’attacco e soprattutto in caso di 1-4-2-3-1 uno tra Jovetic e Ljajic ha il compito di venire incontro e cercare la verticalizzazione sulla punta o l’apertura sulle fasce (foto 4). 

Foto 4: Ljajic si abbassa per aiutare i due centrocampisti a costruire la manovra offensiva.

Se l’Inter dovesse scendere in campo coll’1-4-3-3, invece, saranno fondamentali gli apporti offensivi sia delle mezz’ali sia dei terzini. Quest’ultimi non saranno chiamati solo alla sovrapposizione per andare al cross o liberare dalla marcatura l’esterno alto, ma dovranno andare a occupare l’area di rigore avversaria attaccando il secondo palo (foto 5 e 6). 

Foto 5: tutti e tre gli attaccanti dell’Inter sono raccolti in pochi metri ma senza possibilità di andare al cross e nessuno che si inserisce in area di rigore.

Foto 6: per attaccare con più uomini l'area di rigore l’Inter ha bisogno delle sovrapposizioni dei terzini e dell’inserimento delle mezz’ali, in questo caso Medel.

Con Eder Mancini dispone di un giocatore molto bravo negli inserimenti alle spalle della difesa avversaria e visto che i terzini del Milan sono soliti accompagnare molto l’azione offensiva, la presenza dell’italo brasiliano potrebbe mettere in crisi l’esterno di centrocampo di competenza, costringendolo a un difficile lavoro in copertura.

Scritto in collaborazione con Jacopo Gornati (New G Project). 

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