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LE DOTI TECNICHE DEL CAMPIONE

Primo controllo, trasmissione, tiro, colpo di testa e conduzione palla a velocità variabile sono queste le qualità tecniche da visionare per scovare il vero talento.

Come rimarcato nel precedente post la prima abilità tecnica da osservare con attenzione in un calciatore è il controllo di palla, soprattutto il “primo” perché influenza l’efficacia di tutte le restanti azioni che il giocatore vorrà intraprendere. Ci soffermiamo ora sulle rimanenti componenti di questa macro categoria di giudizio. La capacità di calciare, la conduzione della palla, il dribbling e il gioco aereo. L’osservatore le valuta non prima di avere evidenziato, nella sua relazione, se il calciatore in giudizio utilizza prevalentemente (o solamente) un piede piuttosto che ambedue. La capacità di calcio (il passaggio e il tiro in porta) per ovvi motivi riveste grande importanza. In particolare dobbiamo verificare la qualità della trasmissione con l'interno del piede che deve avere altissima precisione. È un gesto che non necessita di potenza ed è il più semplice quindi per stilare un buon giudizio l’osservato non deve commettere errori. Viceversa è più difficile, e infatti più raro, trovare giocatori che sanno calciare d’esterno piede. Se il nostro uomo (o donna ovviamente) ha dalla sua questa capacità tecnica, va sottolineato positivamente. Meno utilizzati ma da prendere in considerazione sono il colpo di tacco e quello di punta. Il primo, in genere effettuato come soluzione a sorpresa per smarcare un compagno, se viene ben eseguito e in modo efficace fa guadagnare parecchi “voti” al giocatore. Il secondo è utile quando si è in difficoltà e non vi sono altre alternative, se effettuato con criterio fornisce l’informazione che il giocatore sotto osservazione ha la capacità di risolvere situazioni anche con inventiva.

 

IL TIRO IN PORTA

Calciare, per antonomasia, vuol dire tirare in porta. Delle conclusioni da fermo si valuta la potenza abbinata alla precisione, un buon tiratore ha ambedue le caratteristiche. Riguardo quelle con palla in movimento è più importante, invece, verificare la capacità del giocatore di coordinarsi, di gestire bene la corsa e gli appoggi e di arrivare all’impatto col pallone in modo corretto. È un indicatore molto importante delle capacità motorie e neuro coordinative, capacità che spesso fanno la differenza fra un buon giocatore e un grande giocatore (foto di copertina Totò Di Natale). Anche il dribbling (legato al controllo e al dominio della palla) rientra nelle capacità tecniche sebbene sia un gesto principalmente dovuto a doti fisiche e cioè coordinazione e abilità nei movimenti degli arti inferiori.

Diego Godin (seminascosto) svetta di testa su un mucchio di giocatori in Italia Uruguay degli ultimi mondiali di calcio disputatisi in Brasile. È il gol che deciderà la partita, il capitano della “celeste” è considerato uno dei più forti colpitori di testa al mondo.

IL COLPO DI TESTA

Riguardo questo fondamentale tutti noi sappiamo distinguere una buona esecuzione che è data da tempismo, coordinazione, equilibrio e forza ma un aspetto in particolare è in grado di far alzare la valutazione. È la capacità di indirizzare correttamente la sfera dove si vuole quando si colpisce sia frontalmente che lateralmente. Potrà sembrarvi banale ma anche un buon appoggio di testa a “smorzare” il pallone effettuato piedi a terra rappresenta un indicatore che il fondamentale è ben gestito dal giocatore che stiamo osservando. La corsa palla al piede, infine, è uno dei gesti tecnici più difficili e necessita di un'attenta analisi. La nostra attenzione deve rivolgersi a quanto e come il calciatore riesce a modulare la falcata a seconda delle esigenze di gioco (corta in preparazione di una giocata nello stretto o lunga per dare efficacia a una verticalizzazione nello spazio) pur conservando il perfetto controllo della sfera. Gestire il tocco palla e congiuntamente la velocità del proprio passo rispetto a quella del pallone sembra facile, è invece compito davvero complesso.

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