Un blog al giorno

COSA NE PENSI ?

Le vostre opinioni su quesiti e argomenti che Allfootball tratterà nelle settimane successive.
Dite la vostra, confrontiamoci, approfondiremo gli spunti più significativi.

CALCIO: LO STRETCHING, FA BENE O NO?

Manda il tuo parere entro: Mercoledì 19 Luglio 2017

L'allungamento muscolare, una volta considerato un caposaldo dell'allenamento fisico del calciatore, è stato da molti “rinnegato” e bandito. Cosa ne pensate voi?

      • Proposto a inizio seduta, appena prima della partita piuttosto che alla fine di un importante sforzo fisico lo stretching è stato per anni caposaldo dell'allenamento del calciatore. Ma nel calcio col tempo abbiamo assistito a una consistente evoluzione dell'approccio all'insegnamento di tecnica e tattica e ancor di più s'è evoluta la metodologia riguardante gli aspetti condizionali. Gli studi degli aspetti biomeccanici e fisiologici sul giocatore di calcio sono diventati sempre più approfonditi e mirati grazie all'avvento della tecnologia e alla sempre maggiore importanza attribuita al ruolo del preparatore fisico.

         

        QUALCUNO SOSTIENE CHE NON SERVA

        In questo contesto (l'allenamento fisico del calciatore quale, quanto e perché) è qualche anno fa ha trovato spazio una corrente di pensiero che ha cominciato a ritenere e ritiene tutt'ora lo stretching non utile, non importante o addirittura dannoso. Cosa ne pensate voi? Come vi comportate? Preparatori o allenatori inviateci la vostre opinioni anche in base alla vostra esperienza. I vostri contributi saranno posti al vaglio dei nostri esperti, pubblicati e commentati sulle nostre pagine web. 

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CALCIO E FAIR PLAY: L’UOMO A TERRA

Manda il tuo parere entro: Domenica 30 Aprile 2017

Avversario fermo e dolorante, giusto buttare fuori il pallone o meglio lasciare che decida il direttore di gara come da regolamento? Essere sportivi ha un limite?

      • Un avversario si accascia a terra, dolorante. Il pallone è nostro, la situazione è invitante, la squadra ha la possibilità di costruire, attaccare o anche segnare. Il regolamento dice che è il direttore di gara a dover decidere se interrompere l’azione (in funzione di quanto ritenga grave l’incidente occorso al calciatore fermo). In mancanza di sue indicazioni si deve andare avanti, sino a che il pallone non sia più in gioco. È però uso comune, regola non scritta e gesto di mero fair play, che chi è in possesso rinunci volontariamente calciando il pallone a lato per fermare il gioco. È chiaro che si tratta di un gesto di autoregolamentazione che nasce da valori comuni diffusi, la lealtà, la sportività il fair play. Non si vuole approfittare di uno squilibrio di forze non generato da dinamiche che non siano del vero e proprio calcio giocato o si teme che il problema sia serio quindi prima la salute dei calciatori, anche se avversari. Infatti se ciò non accade, se chi ha palla non se ne sbarazza o tarda a farlo apriti cielo: pubblico e squadra momentaneamente in inferiorità che si inferociscono

         

        NON TUTTI SONO D'ACCORDO

        Eppure c’è chi non è d’accordo e ha le sue ragioni. Le regole ci sono, sono condivise e vanno rispettate. C'è un arbitro designato appostitamente per prendere decisioni. Poi accade spesso che la provocata interruzione di gioco venga gestita ad arte, tramite atteggiamenti del tutto o in parte finti, atti a procurare vantaggio in termini di tempo perso, pressione psicologica sul direttore di gara o ancora per spezzare i ritmi partita all’avversario che in quel momento sta andando a mille. Una quindicina d’anni fa divampò una furiosa polemica anche nella nostra massima divisione con Fabio Capello (per citarne uno) che si schierò apertamente per chi sosteneva che il pallone non andrebbe mai calciato fuori deliberatamente e lui l'avrebbbe vietato si suoi giocatori. Che cosa ne pensate voi? Qual’è la vostra esperienza? Scriveteci i vostri commenti, li pubblicheremo sul sito come fatto per il precedente post assieme a quelli dei nostri esperti.

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CALCIO E RENDIMENTO SCOLASTICO

Manda il tuo parere entro: Lunedì 13 Marzo 2017

Vietare ai figli di fare sport perché nello studio le cose non vanno bene non è la soluzione ideale per risolvere il problema. Su Allfootball i vostri commenti e quello di Isabella Gasperini.

      • L'ultimo argomento proposto nella rubrica cosa ne pensi è uno dei più sentiti, soprattutto da qualche anno a questa parte da quando cioè si riscontra un notevole aggravio dei compiti a casa richiesti dagli insegnanti ai giovani studenti. Sempre più spesso (in passato accadeva raramente e chi lo faceva passava per... “secchione”) i ragazzi sono costretti a saltare l'allenamento perché hanno troppo da studiare, oppure, e questo è il caso della domanda posta ai lettori, sono i genitori che a fronte di lacune scolastiche vietano loro di fare calcio. Ecco cosa ci hanno risposto alcuni lettori e l'intervento di Isabella Gasperini, nostra blogger e rinomata psicologa dello sport.

         

        IL COMMENTO DEI LETTORI

        “Penso che conciliare il calcio con lo studio sia la migliore cosa... anche lo sport dovrebbe rientrare nei doveri e non solo nei piaceri, ma probabilmente non fa parte della nostra cultura... non sono d'accordo con chi vieta il gioco per punizione. Forse era efficace in un'altra epoca. Sarebbe meglio, che prima di vietare il gioco si parli con i maestri e anche con gli allenatori, cercare di capire la causa che non fa rendere negli studi il ragazzo e non è detto che risieda nel gioco del calcio” (Mario Pace). “Sono un genitore di 52 anni.padre di una ragazza di 22 e di un ragazzo di 14. La femmina all' età delle superiori ha deciso spontaneamente di lasciare attività fisica perché a suo dire non poteva seguire gli studi come voleva. Il ragazzo fa sport agonistico allenamdosi quattro volte a settimana. Con lo studio potrebbe andare meglio ma anche peggio... Noi genitori cerchiamo di aiutarlo, anche se a volte prende delle insufficienze, tranquillizzandolo e dicendogli che lo capiamo, che si cresce anche con le difficoltà uno scalino per volta, importante non arrendersi: i risultati arriveranno. Niente punizioni, pensiamo di agire nel bene dei ragazzi” (Alessandro Sestini). “Ho il piacere di allenare una squadra giovanile a Capri (dei 2008) e l'argomento è sempre attuale, io penso che lo sport vada tolto solo se necessario. Se il bambino o la bambina va male a scuola toglierei per prime altre cose: telefonino, tablet, playstation e cosi via... Se avete tolto tutto da mezzo e comunque continua con toni e comportamenti inadeguati alla fine li si priva anche del calcio, ma per ultimo” (Vincenzo Scarfato).

         

        E QUELLO DI ISABELLA GASPERINI

        “La risposta di Mario Pace mi ha fatto venire in mente una considerazione di Crepet circa gli adolescenti. Suggeriva ai genitori anziché chiedere ai loro figli al ritorno dalla discoteca dove sei stato? Provare a girare la domanda in... come sei stato? Fermarsi a un errore e punire è lo stesso approccio. Come dice lei c'è un motivo per cui un bambino non si applica a scuola. Un pensiero che distoglie e assorbe tutte le energie? Si è scelta la scuola sbagliata? Nostro figlio ce l'ha con noi e indirettamente ci attacca andando male negli studi? Possono essere tante le motivazioni ma invece di punire bisognerebbe trovare uno spazio in cui dialogare, uno spazio di ascolto totale, nel quale cercare di cogliere cosa si nasconde dietro questo comportamento. A volte la sola chiacchierata acquisisce un valore benefico. Diviene un gesto di affetto e di condivisione che appaga il figlio e lo aiuta a vedere la scuola sotto una luce differente. L'efficacia di un approccio rivolto al dialogo ce la dimostra Alessandro Sestini che nelle difficoltà scolastiche accoglie il figlio e lo sostiene con la condivisione. Arrabbiarsi e punire per alcuni ragazzi può rivelarsi un metodo efficace ma non costruisce nulla, è una restrizione che può attivare in loro rabbia, e la rabbia poi conduce a ulteriore reattività. Vincenzo Scarfato ci mostra come gli istruttori che hanno esperienza per aver allenato tanto ragazzi percepiscono tutto ciò. Vincenzo hai ragione! Punire per stare a casa e giocare alla play... togliere lo sfogo fisico e mentale dell'allenamento non serve a nulla se non a depotenziare ciò che bella vita è sano: lo sport”.  

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GIOVANI CALCIATORI E ATTIVITÀ SCOLASTICA

Manda il tuo parere entro: Mercoledì 1 Febbraio 2017

Niente telefonino, niente videogiochi e niente calcio. Se i ragazzi a scuola non rendono i genitori talvolta optano per la linea dura. È giusto?

      • Punire i giovani in sé, se fatto nel modo adeguato, nel rispetto del bambino, della sua dignità e a fronte di ragionevoli motivazioni ha un immenso valore educativo. Scuola e calcio, che per moltissimi dei nostri ragazzi rappresentano il dovere l’una il piacere l’altro, sono due attività molto impegnative sia dal punto di vista cognitivo sia rispetto all’impegno richiesto in termini di tempo. E allora i genitori, animati dai migliori propositi, se il figlio o la figlia hanno un rendimento scolastico inadeguato rispetto alle attese spesso optano per la strategia del… «vai male a scuola? Non ti mando più a giocare a pallone!»

         

        È LA STRATEGIA GIUSTA?

        Mamma e papà pensano che questa sia la strategia più incisiva per stimolare il figlio a impegnarsi maggiormente negli studi. I nostri esperti Roberto Mauri e Isabella Gasperini nei loro post “Calcio e studio insieme è meglio”  e  “Non studi niente calcio” ci spiegano il loro autorevole punto di vista, quello di esperti di psicologia giovanile in generale e dello sport in particolare. Cosa ne pensate voi al proposito? Come vi comportate o vi comportereste? Scriveteci, pubblicheremo le vostre risposte e le sottoporremo all’opinione dei nostri esperti.

         

        Leggi l'ultimo post pubblicato su Allfootball circa questo argomento

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COME CONCILIATE DIVERTIMENTO E RIPETIZIONI DEL GESTO?

Manda il tuo parere entro: Venerdì 16 Dicembre 2016

Il gioco del calcio deve regalare al bambino divertimento e sorriso, mai noia. Come conciliamo le esigenze della tecnica analitica che si apprende con la ripetitività?

      • In uno dei suoi post Michele Di Cesare - prendendo spunto dalle parole di Massimo De Paoli estratte da una delle sue numerose serate di formazione (guarda il video e leggi il post) – ha tenuto a sottolineare quanto sia importante uno degli aspetti del fare formazione calcistica con i giovani. Coinvolgere i bambini, far sì che mentre imparano si divertano e sorridano in qualsiasi allenamento, anche quelli coscienziosamente e professionalmente organizzati in modo rigoroso e per obiettivi.

         

        PER ACQUISIRE SCHEMI MOTORI BOSOGNA RIPETERLI

        D’altro canto è scientificamente dimostrato che la ripetizione del gesto garantisce col tempo l’acquisizione dello stesso. Può nascere quindi l’esigenza di proporre segmenti di lavoro, per esempio sulla tecnica, monotematici e a carico cognitivo vincolato. Tenuto conto che la ripetizione sistematica di un movimento semplice è, di solito, nemica del divertimento vi chiediamo: come si possono fare convivere i due aspetti? Voi cosa ne pensate, come vi comportate e come strutturate le vostre sedute di lavoro? Scriveteci pubblicheremo le vostre risposte e le sottoporremo all’opinione dei nostri esperti.

         

        Guarda i prossimi appuntamenti con Massimo De Paoli

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A CHI TOCCA L'AVVERSARIO TRA LE LINEE?

Manda il tuo parere entro: Martedì 6 Dicembre 2016

Una delle armi più efficaci per attaccare chi gioca a zona è cercare di inserire uno o più uomini fra le linee. Come ci si difende? Se ne occupano i difensori o i centrocampisti?

      • Inserirsi fra le linee di difesa e centrocampo avversarie o stazionarci muovendosi per non dare punti di riferimento è uno dei mezzi più efficaci per infastidire e attaccare le squadre disposte a zona. Come ci si difende dal trequartista (leggi l’articolo dedicato alle caratteristiche di chi può giocare in quel ruolo ), dalle punte che vengono incontro o dai mediani che si inseriscono?  Qual è la vostra opinione? Che soluzione adottate e come la insegnate ai vostri giocatori? Scriveteci gireremo i vostri commenti ai nostri esperti e pubblicheremo la vostra e la loro opinione.

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CALCIO E MASSIMA CONCENTRAZIONE: COME LA OTTENETE?

Manda il tuo parere entro: Lunedì 31 Ottobre 2016

Affrontare allenamento e partita con la più alta attenzione possibile migliora prestazione e capacità cognitiva del calciatore. Quali rituali o metodi adottate voi per entrare in campo con la testa giusta?

      • C’è chi si affida a riti scaramantici e chi, consapevolmente o meno, mette in pratica delle routine di gesti uno di seguito all’altro, tutte le volte gli stessi e nello stesso ordine. Altri optano per cuffiette modaiole e la musica preferita, qualcuno ama stare semplicemente in silenzio per ascoltare sé stesso, poi ci sono quelli che, dal lato opposto, cercano il dialogo, il confronto, lo sprone o il contatto fisico con i propri compagni di squadra. Sono alcune delle vie che i calciatori adottano per trovare la giusta concentrazione prima della partita e, perché no, anche prima di un allenamento che se vuole essere ben fatto ed efficace di impegno cognitivo ne richiede tanto. Allfootball ha trattato l’argomento secondo il parere di un esperto (leggi l’articolo dedicato) e dal punto di vista dell'allenatore (quali gli strumenti per ottenere la massima attenzione dalla propria squadra). Il pallone stavolta passa a voi giocatori: quali le strade migliori per entrare in campo con la testa giusta? Come vi comportate? Che routine o scaramanzie avete? Scriveteci! Pubblicheremo le vostre risposte, le più simpatiche e significative.

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PORTIERI: QUALE ATTEGGIAMENTO AVERE SUI CROSS?

Manda il tuo parere entro: Venerdì 30 Settembre 2016

Siete fra quelli che esortano i numeri uno a uscire sempre quando si può, anche rischiando qualcosa, o preferite che assumano un atteggiamento più prudente a sola difesa dei pali?

      • Palloni sempre più elastici e leggeri, traiettorie curve e velocità di gioco sempre più elevata mettono in seria difficoltà i numeri uno in caso di parabole alte indirizzate all'interno della loro area di rigore. Certo l'uscita aerea è un gesto tecnico fra i più difficili eppure, se riesce, risolutivo. Si interrompe l'azione avversaria, si scongiura il pericolo e si permette alla propria squadra di contrattaccare (leggi a questo proposito i post dedicati all'allenamento specifico per i giovani a cura dell'Apport). I portieri moderni però, è un dato di fatto, escono e rischiano molto meno rispetto al passato. Voi, allenatori, preparatori o protagonisti del ruolo che ne pensate? Meglio osare di più e correre qualche rischio o rimanere più prudenti a difesa della porta ma concedendo più possibilità agli attaccanti di battere a rete? È, di fatto, una scelta tattica... diteci la vostra opinione le più interessanti le gireremo ai nostri esperti per un loro commento.

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CALCIO E GIOVANI: SPECIALIZZAZIONE SI O NO?

Manda il tuo parere entro: Venerdì 15 Luglio 2016

Nel settore giovanile è meglio far sperimentare ai calciatori più ruoli e arricchire il loro bagaglio di esperienze o dare subito loro specifiche competenze?

      • Molti giovani calciatori hanno fin da piccoli delle spiccate caratteristiche tecniche, tattiche, mentali e caratteriali. Sono (o sembrano) già predisposti a diventare protagonisti, in campo, di ruoli ben specifici (guarda al proposito il blog dedicato allo scouting del giocatore moderno curato da Riccardo Guffanti). Esiste però una corrente di pensiero che ritiene sia necessario che da piccoli i calciatori sperimentino più ruoli in modo da acquisire un bagaglio di esperienze il più ampio possibile da portarsi in dote da adulti. Cosa ne pensate voi? Mandateci la vostra opinione, la sottoporremo ai nostri esperti.

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CALCIO, COME SI CREA UN GRUPPO VINCENTE?

Manda il tuo parere entro: Mercoledì 29 Giugno 2016

Alcuni ritengono sia più fortuna e chimica di spogliatoio, altri pensano che ci si possa e debba lavorare. Cosa ne pensate voi? Cosa deve fare l'allenatore?

      • Allenare una squadra unita e compatta in tutti i suoi elementi è il desiderio e il sogno di qualsiasi tecnico. Se si è fortunati, lo spogliatoio trova i suoi equilibri da solo. Il più delle volte, però, uno dei compiti dell'allenatore è quello di intervenire e lavorare per sciogliere attriti o incomprensioni. Convincere ogni singolo calciatore a giocare e lottare per i propri compagni e per il gruppo, ancor prima che per se stesso (leggi in proposito i post su Allfootball che hanno trattato l'argomento: il punto di vista dello psicologo e quello dell'allenatore professionista). Cosa deve fare il mister? Quali sono gli strumenti a sua disposizione e che metodi deve usare? Scriveteci, sottoporremo le vostre opinioni e i vostri commenti ai nostri esperti.

        Leggi l'articolo con gli spunti e le riflessioni a cura di Michele Di Cesare

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IL TALENTO: TITOLARE A OGNI COSTO?

Manda il tuo parere entro: Venerdì 20 Maggio 2016

Esistono dei limiti alla logica del chi è più forte gioca? Per alcuni allenatori no (il talento migliore della squadra va sempre in campo) per altri sì... a difesa del gruppo e della costruzione di un progetto.

      • L'argomento, molto interessante e per certi aspetti controverso, si presta a molte interpretazioni. Quando il più importante calciatore che avete in rosa non dovrebbe partire titolare (per motivi che non siano legati a infortunio) riuscite a resistere alla tentazione di fare uno strappo alla regola? Nel blog di San Patrignano mister Marcello Chianese ci racconta una sua esperienza, risolta brillantemente. Voi cosa ne pensate? Con quali criteri gestite i giocatori più forti della rosa rispetto agli altri?

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SCREZI FRA COMPAGNI, COME INTERVENITE?

Manda il tuo parere entro: Giovedì 5 Maggio 2016

Litigi e discussioni fra compagni o compagne possono capitare, allenatori o dirigenti come reagite?

      • Nello spogliatoio può capitare che nascano screzi e incomprensioni potenzialmente dannose per l'equilibrio di tutto il gruppo di lavoro. Se accade come vi comportate voi? Intervenite subito a caldo, aspettate che si calmino le acque o non intervenite affatto lasciando alla squadra il compito di "autoequilibrarsi"? Dateci la vostra opinione la gireremo ai nostri esperti e pubblicheremo le vostre osservazioni assieme alle loro.

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CALCIO: LA SCELTA DEL LEADER

Manda il tuo parere entro: Giovedì 7 Aprile 2016

Chi veste la fascia di capitano ha grandi onori ma anche oneri, è il punto di riferimento per la squadra, con quali criteri lo scegliete voi?

      • C'è chi sceglie il più forte tecnicamente, chi il più grande d'età, chi quello che ha più presenze altri tecnici preferiscono dare la fascia a chi ha più carisma e influenza nel gruppo. Qual è la scelta più idonea? Diteci la vostra, sottoporremo la vostra opinione ai nostri esperti

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CALCIO: DATE SPAZIO AL COLPO DI TESTA?

Manda il tuo parere entro: Giovedì 24 Marzo 2016

Molti allenatori e istruttori, dovendo fare delle scelte basate su priorità, hanno abbandonato l'allenamento di questo fondamentale: è giusto?

      • È un gesto tecnico e fisico bellissimo grazie al quale spesso vengono decise le partite. Eppure la tendenza è, soprattutto quando non si ha troppo tempo a disposizione, a non dedicargli del lavoro analitico. Siete d'accordo? O invece siete fra quelli che ancora lo insegna? Se si, come? Aspettiamo i vostri commenti

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COME CALCOLATE I CARICHI INTERNI DEL VOSTRO ALLENAMENTO?

Manda il tuo parere entro: Lunedì 29 Febbraio 2016

Quali strumenti utilizzate per capire se state correttamente allenando i vostri giocatori? Siete certi che le esercitazioni che proponete raggiungono gli obiettivi prefissati?

      • Nel primo post del blog curato dall'ex preparatore atletico della nazionale di calcio Giambattista Venturati viene descritto e spiegato l'utilizzo della Scala di Borg. Uno strumento molto diffuso anche dai professionisti, benché di semplice attuazione e non legato alla tecnologia, per misurare i carichi interni dell'allenamento. E voi come vi comportate? Vi affidate al solo... "occhiometro"?  

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COME GESTITE I MALUMORI DELLA PANCHINA?

Manda il tuo parere entro: Giovedì 11 Febbraio 2016

Bisogna dare spiegazioni a chi è escluso dai titolari? Se si, prima o dopo la partita? E se il giocatore la prende male, come vi comportate? Date la vostra opinione o rivolgete voi domande ai nostri esperti.

      • In un post del blog curato dalla comunità di San Patrignano "Impariamo a gestire i malumori", il mister della squadra di calcio riminese spiega quanto può essere formativa, benché amara, l'esperienza dell'esclusione dall'undici titolare. Resta il fatto che è uno degli spinosi nodi in capo all'allenatore, che giocoforza deve fare delle scelte e sa perfettamente che non riuscirà mai a gratificare tutti i suoi giocatori. Diteci la vostra su come è meglio gestire il momento delicato della scelta e soprattutto il seguito, quando e se insorgono malumori o insofferenze fra gli esclusi. Postate i vostri commenti o, se preferite, ponete delle domande, le gireremo ai nostri esperti.

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I GENITORI ALL’ALLENAMENTO: FAVOREVOLI O CONTRARI?

Manda il tuo parere entro: Giovedì 25 Giugno 2015

Come gestire l’afflusso alle sedute dei giovani calciatori: porte aperte o chiuse? È meglio lasciare spazio al rapporto tra istruttore e giocatore?

      • Gli allenamenti dei ragazzi spesso si svolgono con genitori e parenti che osservano dagli spalti o a bordo campo. A volte per curiosità, in altri casi perché non ci sarebbe il tempo per tornare a casa. In realtà però è un po’ come se le lezioni scolastiche si svolgessero sotto l’occhio attento dei parenti, e a nessuno verrebbe mai in mente di farlo. Nello sport è diverso, un po’ perché in Italia si è tutti mister e un po’ perché i genitori formano un loro gruppo e quindi è anche un’occasione per incontrarsi… Roberto Mauri ha detto la sua nella rubrica “Genitori nel pallone” (clicca e leggi il post) e voi: allenatori, genitori e dirigenti cosa ne pensate?

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CREA IL TUO ALLENAMENTO

Manda il tuo parere entro: Mercoledì 1 Aprile 2015

Inviate qui le domande che volete rivolgere ai tecnici o suggerite i temi che più vi interessano in vista dell'evento del 20 aprile.

      • Appuntamento a Padova, per la precisione al Palaberta di Montegrotto Tereme. In questa sezione potete inviare domande, suggerimenti e spunti ai diversi esperti che si avvicenderanno in campo. Nel corso della giornata cercheremo poi di rispondere a tutti i ivostri stimoli.

        Per iscrivervi all'evento, invece, basta cliccare su questo link: partecipa all'evento.

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COME FATE IL RISCALDAMENTO?

Manda il tuo parere entro: Martedì 31 Marzo 2015

Lo variate o è sempre uguale? Cosa vi interessa sapere? Mandate i vostri quesiti a Ivan Carminati.

Come ti sembra Allfootball?

Manda il tuo parere entro: Giovedì 12 Febbraio 2015

Uno spazio per comunicare con gli autori e la redazione, esprimere pareri e suggerimenti.

      • Questo spazio nasce per ascoltare i lettori, i loro pareri. Per sapere quali temi vi interessano maggiormente e cosa vorreste sapere riguardo agli argomenti che tratteremo. Cosa aspettate?

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