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PRINCIPI E ALLENAMENTO DELLA PRESA ALTA

Come allenare uno dei gesti tecnici più decisivi e più temuti dai “numeri uno”. Consigli, indicazioni e video esercizi proposti dall’Apport.

L’uscita alta è uno degli interventi più complessi e insidiosi nel bagaglio tecnico del portiere, ha una componente di rischio piuttosto elevata e sottopone l’estremo difensore al pericolo… “figuraccia”. Per una esecuzione corretta del gesto è necessaria un’ottima capacità di salto monopodalico. A una rincorsa (in genere breve) occorre far seguire uno stacco a un solo piede. La gamba non utilizzata per la spinta va alzata a 90°, a protezione della figura da eventuali scontri con avversari (ma anche compagni). Per riuscire a esprimere la massima forza elastica ed esplosiva è importante che il portiere, prima dello stacco, fletta leggermente le ginocchia caricando con la gamba di spinta. L’avvicinamento alla palla va effettuato con passi brevi.

 

QUALE GAMBA DI SLANCIO?

La gamba di slancio da utilizzare cambia in funzione della posizione di partenza del pallone. Per staccare su palla frontale viene utilizzata la gamba interna rispetto a: posizione della palla e centro della porta (figura 1). Se il pallone è molto centrale per proteggersi da eventuali contrasti è consigliato utilizzare come gamba di slancio quella più vicina all’avversario. Se il pallone è laterale, va utilizzata quella più lontana dal primo palo. L’atterraggio deve avvenire con il solo piede di stacco mantenendo la gamba di slancio alta. È importante stimolare il portiere a proseguire la corsa fino al limite dell’area sin dagli allenamenti, atteggiamento che risulta molto efficace per riavviare velocemente l’azione della propria squadra. Un mio consiglio personale è quello di allenare sempre l’uscita alta facendola seguire a una ripartenza.

DECISIVO COMUNICARE BENE

Una corretta comunicazione con i compagni di squadra è determinante affinché la scelta di uscire e il gesto tecnico vadano a buon fine. Presa la decisione di allontanarsi dalla porta, l’estremo difensore, non appena si è messo in movimento, deve immediatamente chiamare palla per assicurarsi la protezione dei compagni e mettere pressione psicologica sugli avversari. Avvertire troppo tardi può prendere alla sprovvista compagni (e avversari), con i quali c’è il rischio di non riuscire a evitare scontri fortuiti che mettono a repentaglio la buona riuscita dell’intervento e possono generare infortuni. La componente mentale è di primaria importanza per questo gesto tecnico. Spesso i giovani portieri, per paura di sbagliare, preferiscono restare “bloccati” sulla linea di porta. Il preparatore ha il compito di incoraggiare sempre l’estremo difensore all'uscita senza essere troppo critico in caso di errore. Se il portiere sbaglia analizzate serenamente con lui le cause e lavorateci.

 

CONSIGLI E SUGGERIMENTI TECNICI

  • La posizione dei piedi al momento dello stacco deve essere più vicina possibile alla traiettoria della palla, tanto da arrivare con le braccia stese a catturare il pallone più in alto possibile. Il piede di stacco deve essere direzionato verso il punto di impatto (viene agevolata la coordinazione).
  • Il portiere che blocca il pallone piegando all’indietro la schiena manifesta un problema di tempo dello stacco (ritardo), lavorateci in modo analitico.
  • Nella preparazione dello stacco va evitato il caricamento delle braccia con movimento all’indietro perché fa perdere decimi di secondi preziosi e può essere causa di contatto con l'avversario in fase di allungamento.
  • La posizione ideale delle braccia deve essere allungata con un angolo di circa 10° - 15° in avanzamento rispetto alla testa.
  • La rincorsa non deve essere più lunga del necessario e no ai passi indietro un attimo prima di iniziare la corsa in avanti.
  • Nella fase di pre salto il portiere deve effettuare un veloce e breve caricamento verso il basso.
  • Dopo la presa il portiere deve tenere la palla alta e dirigersi verso il limite dell’area così da uscire il prima possibile, col pallone saldamente fra le mani, da eventuali mischie in area.

Nel video di apertura vi mostriamo alcuni esempi di semplici esercitazioni eseguibili con dei cinesini, paletti e un nastro per allenare analiticamente la fase preparatoria alla presa aerea.

 

Articolo a cura di Daniele Airoldi - Si ringrazia Adam Caressa per essersi prestato nelle dimostrazioni e la società Gs Soccer Boys di Turbigo - Leggi tutti gli altri articoli sull’allenamento dei giovani portieri a cura di Apport

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