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IMPARIAMO A GESTIRE I MALUMORI

Il ruolo dell’allenatore è fondamentale quando deve gestire i malesseri, quelli legittimi e quelli che nascondo un disagio molto più profondo.

Giorgio si allena mettendo in campo tutta l’energia e l’impegno che gli è possibile. Gli occhi escono dalle orbite, il cuore batte a più non posso. Nonostante l’affanno, non si arrende al duro esercizio fisico. Lui agli allenamenti non arriva sempre in orario. La puntualità non è il suo forte, ma non gli manca l’educazione e la capacità di stare all’interno di un gruppo. Vuole prepararsi al meglio per la partita di domenica, contro la prima in classifica. Nel suo ruolo (centrocampista centrale) gioca anche Paolo, il vero numero dieci della squadra. Giorgio si sente sempre un po’ inferiore, e vive da eterno secondo l’inevitabile competizione. Sa, però, di essere un calciatore duttile e tecnicamente dotato: può essere l’uomo che gioca a tutto campo capace di non dare punti di riferimento agli avversari. Quando arriva il venerdì e l’allenamento è dedicato alla rifinitura effettuata con la squadra titolare, il suo nome tra i primi undici non compare.

 

L’AMAREZZA DELL’ESCLUSIONE

Nel suo viso si percepisce un’ombra d’insoddisfazione e un chiaro disaccordo nei confronti delle scelte del mister. Vorrebbe riuscire a dirgli qualcosa. Qualsiasi cosa, ma la timidezza e la sua insicurezza lo bloccano. Sceglie di tenersi tutto dentro, mascherando la delusione che prova con falsi sorrisi. In fondo Giorgio si chiede cos’è mancato anche questa volta per non meritarsi un posto da titolare? Il mister del San Patrignano Calcio, Marcello Chianese, come tutti gli allenatori vive l’esperienza scomoda della necessità di dover fare delle scelte, a volte dolorose.  «Non è mai facile dire a un ragazzo che partirà dalla panchina o che andrà in tribuna - racconta -, ma il calcio è un po’ come la vita, è fatto di scelte. A volte sono difficili ed è necessario mantenere oggettività e senso critico, distaccandosi dalla propria emotività e sensibilità. Ciò che però è chiaro all’interno di un gruppo sano è che non esistono primedonne e che ogni scelta è dettata da più fattori visibili e giudicabili durante l’arco della settimana di preparazione alla gara. Valuto i miei giocatori inizialmente tutti alla stessa maniera senza favoritismi di nessun genere.»

L’INSEGNAMENTO VIENE DAL MISTER

«È molto importante non illudere i ragazzi con false speranze, ed essere sinceri sui loro limiti e le loro potenzialità – prosegue il mister -. Chi è in panchina deve sentirsi importante quanto il titolare, l’esperienza di fare la riserva deve essere strumento di stimolo per migliorarsi sotto più aspetti: pazienza, saper stare all’interno del gruppo non essendone protagonisti, rispettare chi gestisce la squadra e imparare a cogliere le occasioni date. Il San Patrignano è una realtà dilettantistica, anche per questo cerco sempre di spiegare i motivi delle mie scelte. Possono essere tecnici o comportamentali. Per chi ha un carattere più fragile di altri non poter giocare con continuità può diventare una situazione di forte disagio che porta a emarginarsi all’interno del gruppo. I primi segnali di questo tipo di malessere, da non sottovalutare, sono quando un ragazzo comincia a saltare abitualmente l’allenamento, oppure quando gli esercizi col pallone che dovrebbero divertire vengono fatti senza impegno e motivazione. Il calcio evidentemente, a quel punto, è un peso e non più uno sfogo. Chi ricopre il ruolo di allenatore ha il compito di stimolare e incoraggiare chi vive questo genere di stati d’animo. Nell’arco di una stagione, ogni giocatore della rosa ha l’occasione di entrare in campo e farsi notare per conquistarsi un posto da titolare. È per questo che è importante far capire al giocatore che parte dalla panchina che deve mettere continuità e serietà nell’allenamento per essere pronto nel momento in cui sarà chiamato in causa. Vissuta così la panchina diventa un fattore educativo e formativo non indifferente ed è anche l’arma in più di ogni squadra vincente.»

 

Leggi gli altri post a cura della Comunità di San Patrignano

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