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IL CALCIO CHE AGGREGA E UNISCE

La periferia calcistica, in Italia, è la prima comunità di accoglienza per chi fugge da guerre e povertà. In arrivo sul grande schermo due premiati lungometraggi.

Piacere sono Flavio, terzino sinistro… e io sono Ramì, centrocampista e capoverdiano. Storie di calcio e storie d’Italia, storie d’integrazione. Quando il cinema racconta la strada, come amava dire Pasolini, incontra il pallone. Nascono così film come il recente “Loro di Napoli” del regista palermitano Pier Francesco Li Donni, sulla storia della squadra di calcio Afro-Napoli United (http://www.afronapoli.it/). O “Black Star” di Francesco Castellani, uscito nelle sale cinematografiche nell’ottobre del 2013, costruito sulla storia della squadra Liberi Nantes di Roma (http://www.liberinantes.org/new/).

 

LE PERIFERIE DEL CALCIO, PRIMA COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA

Macchine puntate sulle storie di ragazzi africani o sudamericani o maghrebini. Ragazzi che incontrano il nostro Paese perché fuggono da guerre e povertà. Incontrano un pallone che rotola, giocano e si mischiano con la comunità che per prima li accoglie, in maniera istintiva, e cioè quella sportiva. O meglio, la periferia del sistema sportivo e calcistico, con persone volontarie che dedicano tempo e passione sui campi di pozzolana, e poi si danno da fare per rimediare scarpini e magliette. Non senza problemi da superare con i documenti, la gente del quartiere, il pregiudizio di avversari in campo o fuori. Storie che fanno affiorare altre storie, da raccontare con rispetto e dignità, anche partendo dal linguaggio che si usa, perché nessuno sia più chiamato “profugo” soltanto perché richiede asilo (vedi Carta di Roma http://www.cartadiroma.org/cosa-e-la-carta-di-roma/glossario/). Afro-Napoli è diventata una squadra vincente: quest’anno terza promozione in tre anni. La nascita e i successi del team mutlietnico sono stati raccontati anche nel reportage “Stazione Mediterraneo, realizzato da Legacoopsociali nel 2013 e realizzato da nelpaese.it, www.giornaleradiosociale.it e visionisociali.it nell'ambito della Settimana Unar contro le discriminazioni razziali. https://www.youtube.com/watch?v=FpXbpqn-vvI

 

IL CASO DI AFRONAPOLI E “LORO DI NAPOLI”

AfroNapoli riunisce circa 35 ragazzi dai 18 ai 30 anni, di varie nazionalità: prevalentemente capoverdiani, ma anche senegalesi, ivoriani, tunisini e sudamericani, oltre che dieci napoletani. Il progetto è nato nel 2009 per creare concrete opportunità di lavoro e di inserimento attraverso lo sport. «Questi sono quelli che ci mettono più impegno di tutti – taglia corto lo scrittore Erri De Luca -. Saranno i nostri medici e architetti, fateci amicizia, questo è il futuro del nostro Paese». “Loro di Napoli” – il gioco di parole è pungente - è un documentario prodotto da OwnAir in associazione con Minollo Film, ha vinto il premio come Miglior Documentario alla 56esima edizione del Festival dei Popoli 2015. Racconta in tono leggero le storie vere dei giocatori con un sogno a portata di mano. La Figc, fino a qualche anno fa, aveva delle norme restrittive che impedivano l’iscrizione ai non residenti in Italia. Oggi quelle maglie sono più larghe e la cittadinanza “sportiva” anticipa quella legislativa.

 

BLACK STAR

“Black Star” è arrivato nelle sale nell’ottobre 2013 ed è già stato trasmesso anche da Sky. Si tratta di un film ispirato alla storia vera della squadra di calcio Liberi Nantes Football Club di Pietralata, a Roma. I ragazzi arrivano dall’Afghanistan, dall’Eritrea, dalla Guinea, dall’Iraq, dal Niger, dal Sudan e dal Togo. Nati sotto una stella nera, con il regista Castellani che dopo aver descritto in un documentario la nascita della prima squadra in Italia composta unicamente di rifugiati, ha realizzato un film con elementi di realtà e finzione. Il campo dove si allenano questi ragazzi finisce nel mirino di un imprenditore senza scrupoli che vuole strumentalizzare un comitato di quartiere per i propri interessi. Una metafora italiana – e non solo – con muri e barricate che mascherano paura, diffidenza e mancanza di reale conoscenza reciproca. È un film che racconta la periferia attraverso lo sport, in bilico tra commedia e dramma sociale.

 

UN FENOMENO IN CRESCITA

Abbiamo voluto fermarci a scrivere di cinema che racconta i diritti e il sociale attraverso due squadre di calcio esemplari, capaci di interpretare i sogni di tanti ragazzi, riscatto e dignità, una vita normale che il pallone accompagna. Ma in Italia non ci sono soltanto Afro-Napoli e Liberi Nantes: si stanno moltiplicando esperienze del genere e nascono nuove squadre.

 

Leggi gli altri post a cura di Ivano Maiorella e dell'Uisp

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