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NAPOLI INTER: LE STRATEGIE DEL SAN PAOLO

Inter coraggiosa, baricentro alto, pressione e ricerca della superiorità sugli esterni; il Napoli ha risposto con l’intensità e i suoi eccellenti movimenti senza palla.

L'articolo è stato realizzato con la collaborazione della piattaforma wyscout

Il Napoli raggiunge, per la prima volta dopo 25 anni, la vetta della classifica battendo un’Inter che ha dimostrato d’essere meritatamente ai vertici. Ecco i principali temi tattici forniti dall’incontro. Come previsto nell’articolo di presentazione del match, Mancini ha optato per uno schieramento analogo a quello dei padroni di casa, l’1-4-3-3, per giocarsela soprattutto sul piano della fisicità nei duelli a metà campo. Sin dai primi minuti l’Inter ha cercato di tenere il proprio baricentro alto, mossa che ha sorpreso molti addetti ai lavori. Posizionando la propria linea difensiva sulla trequarti i nerazzurri sono rimasti corti e stretti e hanno infastidito i padroni di casa nei loro tentativi di impostazione dal basso. La strategia interista è risultata spesso efficace con Icardi che è andato sistematicamente in disturbo sui due centrali difensivi Albiol e Coulibaly. A sostegno del lavoro del centravanti argentino il resto della squadra si è disposta a uomo con: i due esterni alti sui due terzini, Brozovic (a destra nella foto di copertina) su Jorginho, Guarin e Medel sulle orme delle mezz’ali avversarie (foto 1).

Foto 1: Inter in fase di non possesso, Icardi va a disturbare i due centrali di difesa avversari dietro di lui sono chiari i duelli che si sono venuti a formare a centrocampo e sugli esterni.

L'ELEMENTO CHIAVE: I MOVIMENTI SENZA PALLA

Le rotazioni continue dei giocatori del Napoli hanno però costretto la squadra di Mancini a frequenti cambi di riferimento in marcatura e gli equilibri sono saltati quando Medel si è alzato per andare a pressare Jorginho. Fuori posizione il cileno, Brozovic e Guarin hanno faticato a leggere i tagli interni di Hamsik e Allan, scoprendo il fianco a iniziative che hanno visto la squadra di Sarri in parità o addirittura superiorità numerica in attacco (foto 2 e 3).

Foto 2: scambio tra Albiol e Jorginho sul quale esce in pressing Medel mentre Brozovic copre la linea di passaggio per Allan, largo sulla destra.

Foto 3: effettuato lo scarico, Jorginho si accentra seguito da Medel. Si crea un corridoio centrale nel quale si posiziona Allan. La scarsa attitudine difensiva di Brozovic fa sì che il croato legga in ritardo la situazione e non riesca né intercettare il passaggio né a seguire il taglio interno del centrocampista del Napoli.

Questa è stata la chiave del match, soprattutto nel primo tempo, con l’Inter ancora in undici e sotto di un gol dal secondo minuto in virtù del guizzo straordinario di Higuain (a sinistra nella foto di copertina).  Il Napoli una volta andato in vantaggio ha gestito molto bene un possesso palla fatto di sequenze di appoggi “dentro - fuori”. I centrocampisti dell’Inter, costretti a muoversi, hanno sovente lasciato spazi agli inserimenti di uno dei tre attaccanti avversari. Ne ha beneficiato soprattutto Insigne con i suoi movimenti ad accentrarsi per cercare l’assist vincente (foto 4). In fase di non possesso palla la squadra di Sarri ha proposto un ottimo pressing offensivo, creando densità in zona palla per cercare la riconquista alta della stessa.

Foto 4: la verticalizzazione di Coulibaly trova Insigne con molto spazio a disposizione per girarsi e cercare un’ulteriore verticalizzazione “a memoria” per Higuain.

INTER EFFICACE NELLE USCITE DAL PRESSING AVVERSARIO

Grazie alle doti tecniche di Ljajic e Brozovic, i nerazzurri sono riusciti a eludere i movimenti in pressione del Napoli; alle loro uscite palla al piede sono seguiti cambi di gioco per cercare il più delle volte il due contro uno con Guarin e l’esterno alto (Ljajic o Perisic a seconda dei momenti della partita) ad attaccare il solo Ghoulam (foto 5).

Foto 5: un momento di pressing ultra offensivo del Napoli che stringe molto il proprio centrocampo per creare densità in zona palla. Dall’altra parte viene lasciato Guarin completamente libero di attaccare Ghoulam in caso di cambio gioco.

La presenza di Icardi al centro dell’attacco, a discapito di Jovetic, ha rimarcato l’importanza del centravanti argentino per il gioco della sua squadra. Il capitano ha attirato più di una volta le attenzioni di tutti e due i centrali difensivi e il suo gioco di sponda ha creato non pochi problemi alla retroguardia azzurra (foto 6).

Foto 6: Albiol e Coulibaly stringono su Icardi che fa da sponda per l’inserimento di Ljajic. Si crea un tre contro uno con il serbo, Guarin e Perisic affrontati dal solo Goulham.

Al fianco di Icardi Mancini ha schierato giocatori di grande movimento come Ljajic e Perisic che accompagnati da Guarin e Brozovic hanno provato ad attaccare la difesa avversaria in superiorità numerica sulla fasce. Questo è accaduto soprattutto sulla destra, zona del campo nella quale Insigne s’è sacrificato meno in ripiegamento rispetto a Callejon. L’Inter, in definitiva, ha perso, in inferiorità numerica, e un grande Napoli ha dimostrato che i nerazzurri hanno ancora molto da mostrare.

Scritto in collaborazione con Jacopo Gornati (New G Project). 

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