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I PRINCIPI GUIDA PER IMPOSTARE LA SQUADRA

Un’analisi completa dei tratti essenziali del calcio moderno: le priorità su cui lavorare, i concetti cardine e le qualità di cui il giocatore deve disporre.

Su Allfootball, fra le centinaia di contenuti, potete trovare una sintetica storia dell’evoluzione della tattica nel calcio: dagli albori sin quasi ai giorni nostri. Se il passato è il padre del presente, come si gioca oggi? L’espressione del calcio offensivo odierno e del futuro prossimo può essere quella rappresentata da una piramide simile a quella che caratterizzava il gioco anglosassone della fine dell’800, un 1-3-3-1-3 simile a un alveare composto da tre cellule a forma romboidale (figura 1). Parliamo di un tipo di gioco che è offensivo non tanto per il numero di attaccanti schierati quanto per la mentalità della squadra e dei suoi giocatori.

Figura 1: l'1-3-3-1-3

FILOSOFIA TATTICA DEL CALCIO ODIERNO

Oggi se la fase difensiva è a quattro si schierano due difensori centrali larghi con il metodista che si inserisce dietro e che vanno a formare un rombo con un centrocampista centrale.  Questi, a sua volta, completa il secondo rombo con i due centrocampisti laterali e il trequartista elemento a sua volta della terza cella formata dai due esterni alti e la punta centrale. Se invece si opta per la difesa a tre si schierano tre difensori centrali (due larghi e uno arretrato) che formano il quadrilatero con il centrocampista metodista. Questi, a sua volta, completa il secondo rombo con due colleghi laterali e il trequartista, facente parte della terza cella comprendente gli esterni alti e la punta centrale. Gli altri riferimenti che riguardano la disposizione sul terreno di gioco sono le due catene (quella di destra e di sinistra) composte da tre giocatori e la dorsale centrale di quattro giocatori.

 

ATTACCO A TRE E DIFENDO A QUATTRO

In generale vale il concetto attacco a tre e difendo a quattro. Se si vuole difendere a tre servono difensori capaci sia di marcare sia di coprire, tutti “stopper” e tutti “liberi”. Giocatori che sappiano, in caso di transizione negativa, sublimare le loro doti di tattica individuale nell’uno contro uno utilizzando sia la marcatura a uomo sia quella a zona. Devono saper scegliere quando scappare, quando stare e quando attaccare per difendere. A questi si deve aggiungere un portiere con spiccate capacità tecniche e tattiche perché è coinvolto nell’impostazione della manovra. Servono difensori duttili perché devono partecipare alla costruzione della manovra offensiva e di saper creare, con il loro movimento, superiorità numerica nella zona della palla. Al centrale, inoltre, viene chiesto anche di saper verticalizzare con palloni giocati in profondità.

 

IL CENTROCAMPO E ATTACCO

Il centrale di centrocampo, vertice basso di un triangolo che lo lega ai suoi colleghi di reparto, necessita di spiccato senso tattico perché deve saper mantenere gli equilibri fra i reparti. Se la situazione tattica lo richiede, in transizione negativa, deve sapersi trasformare in un centrale difensivo. I suoi due colleghi di reparto, oltre a marcare e coprire nelle zone di competenza, devono saper partecipare alla manovra offensiva mediante inserimenti centrali a cercare lo spazio per concludere. Sulle fasce operano due tornanti che devono garantire l’apporto alla manovra allargando il fronte del gioco ma anche eseguire tagli che assecondino il movimento della punta. Il trequartista, giocatore dalle spiccate doti offensive, deve fungere da trait d’union fra centrocampo e attacco ed essere bravo sia a supportare la manovra sia a inserirsi in fase offensiva per la conclusione sfruttando anch’egli i movimenti della punta. L’attaccante moderno, deve finalizzare ma è anche abile a far salire la squadra, sa creare, con il suo movimento, spazi per gli inserimenti e i tagli dei compagni.

 

ATTEGGIAMENTI IN NON POSSESSO

Oggi si presuppone che l’allenatore, durante la partita, sia in grado di far interpretare alla sua squadra più moduli difensivi. Una priorità, inoltre, è diventata la ricerca della riconquista della palla immediatamente dopo averne perso il possesso. Si insegna e si esegue il pressing offensivo portato o da tutta la squadra o dalla pressione di più giocatori nella zona della palla, pressione che si concretizza in aggressività individuale, raddoppi e capacità sempre più spiccate dei singoli nell’intercetto. Se la riconquista non avviene (bisogna tenere conto anche dell’abilità degli avversari) la squadra si deve organizzare dietro la linea della palla. In caso di attacco portato centralmente si forma un blocco con un rettangolo composto da otto giocatori a copertura della zona centrale (difesa a tre e prima linea a cinque centrocampisti, figura 2).

Figura 2

Se invece si preferisce difendere a quattro si fa inserire un mediano nella linea difensiva o si fa abbassare un esterno alto (quello sul lato debole e che non ha partecipato alla fase offensiva, figura 3).

Figura 3

Nel caso in cui l’attacco avversario venga portato dalle fasce la squadra deve eseguire una diagonale formando tre triangoli difensivi (considerando la difesa a tre) con il giocatore svincolato che si pone in linea con i centrocampisti (figura 4). 

Figura 4

Lo stesso se si attua la difesa a quattro, solo che il giocatore svincolato si posiziona in linea con i difensori (figura 5).

Figura 5

ATTEGGIAMENTI IN POSSESSO

Nella fase offensiva l’azione d’attacco deve essere precisa e organizzata sin dalla sua nascita secondo i concetti di gioco voluti dall’allenatore. Deve essere impostata con movimenti sincroni che lascino spazio alla creatività e al talento dei singoli. Alcuni esempi: se l’azione è portata da un esterno alto ed è finalizzata al cross importanti sono gli inserimenti in area di almeno tre di quattro giocatori a scelta fra la punta centrale, l’esterno sul lato debole, il centrocampista sul lato debole e il trequartista. Gli altri mediani agiscono da supporto pronti a intercettare eventuali seconde palle fuori l’area di rigore. Quando il metodista, nell’impostazione dell’azione, si schiaccia fra i due difensori centrali larghi, è logico che, non appena l’impostazione prende corpo, salga prendendo campo. L’obiettivo è posizionarsi vicino all’altro centrocampista centrale in modo da formare un reparto a quattro, lasciando dietro due difensori che si stringono a fare reparto da soli.  Quello che conta, nel calcio moderno è lo spirito offensivo di tutta la squadra che deve avere un’ultima importante accortezza, non trascurare le chiusure preventive, fondamentali per non farsi trovare troppo sbilanciati.

 

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