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ROMA JUVE: LE CHIAVI TATTICHE DELLA PARTIA

Prima supersfida in arrivo, con l'arrivo di Dzeko Garcia ha guadagnato soluzioni offensive e può saltare il pressing alto juventino, Allegri riproporrà Bonucci secondo playmaker?

L'articolo è realizzato con la collaborazione della piattaforma Wyscout

Seconda giornata di campionato ed è già Roma - Juventus: una sfida caratterizzata, nel recente passato, da notevole intensità di gioco. I ritmi alti stavolta sono però difficilmente prevedibili visto lo stadio iniziale della stagione e il deludente esordio di entrambe di una settimana fa: e quindi vietati i passi falsi e prudenza. I giallorossi si affideranno al collaudato 1-4-3-3. Col Verona la squadra di Garcia ha mostrato ancora un limite della scorsa stagione e cioè la scarsa velocità nel giro palla con la conseguente difficoltà di trovare varchi nella difesa avversaria. Alcuni sincronismi, inoltre, sono apparsi ancora poco oliati. È capitato spesso che Pjanic, il centrocampista più avanzato, e i tre attaccanti si trovassero, nella trequarti centrale avversaria, in posizione troppo ravvicinata tra loro (foto 1).

Foto 1 - De Rossi in possesso di palla, quattro giocatori della Roma sono vicinissimi tra loro. Florenzi e Torosidis non salgono favorendo l’azione difensiva del Verona.

Questa soluzione, pensata per creare spazi in favore degli inserimenti degli esterni, ha penalizzato Gervinho che, a differenza di Salah, fatica a sfondare per vie centrali. È presumibile quindi, per il match coi bianconeri, l’innesto di un attaccante come Iago Falque che è portato ad accentrarsi e potrebbe favorire la velocità dell’egiziano o la potenza di Dzeko (foto di copertina).

 

DZEKO TATTICAMENTE FONDAMENTALE

L’arrivo fra i giallorossi del centravanti bosniaco ha dato a Garcia qualche soluzione in più. La palla lunga dalle retrovie, in passato rifugio sulla pressione avversaria e tallone d’Achille perché priva di sbocchi, potrebbe avere esiti ben diversi col gigante ex City in campo: uno fra tutti lo sfruttamento delle sue sponde per portare tanti uomini a ridosso dell’area di rigore (foto 2).

Foto 2 – Una giocata di Dzeko, che si allarga, fa salire la squadra e lancia in profondità, la Roma arriva con tanti giocatori in area di rigore.

Saranno tutti da gustare, dunque, i duelli aerei tra Dzeko e i centrali della Juve, notoriamente molto forti sulle palle alte e nella lotta corpo a corpo. L’atteggiamento e il rendimento della linea difensiva dei campioni d’Italia potrebbe essere determinante, ai fini del risultato finale, soprattutto nelle transizioni negative. Contro l’Udinese la squadra di Allegri, quando era in fase di possesso, ha tenuto molto alti gli esterni di centrocampo e ha avanzato anche la posizione di Bonucci, schierandolo come secondo playmaker assieme a Padoin (foto 3).

Foto 3 – Bonucci si propone spesso come vero e proprio regista anche in fase offensiva.

MEDIANI PRONTI A INSERIRSI

Attenzione agli inserimenti dei centrocampisti, entrambe le compagini hanno ottimi incursori. Nainggolan e Pjanic da una parte, Pereyra e Pogba (se non dovesse giocare da regista) dall’altra. Partiamo dai giallorossi. Oltre alle sponde di Dzeko la Roma potrà sfruttare il movimento incontro di uno dei due esterni, più frequentemente Salah, e l’attacco alla profondità delle mezz’ali (foto 4).

Foto 4 – Salah va incontro al pallone mentre Nainggolan attacca la linea avversaria anche se con poca cattiveria.

Contro il Verona in questi sincronismi è mancata velocità d’esecuzione e i gialloblù hanno avuto il tempo di posizionarsi in copertura, ma se i giallorossi riuscissero a imprimere intensità e rapidità i centrali juventini potrebbero andare in crisi, non essendo particolarmente a loro agio contro avversari veloci che prediligono la corsa in verticale. Passando alla Juventus, invece, la scelta di Mandzukic (o Dybala) in coppia con Morata garantisce fisicità ma anche molto movimento e pochi punti di riferimento ai difensori avversari. È accaduto spesso, nella prima uscita in campionato, che una delle due punte si allargasse per favorire l’inserimento centrale delle mezz’ali (foto 5) o per spizzare palla per l’attacco della profondità alle sue spalle dell’esterno (foto 6).

Foto 5 – Mandzukic si allarga sulla destra e alle sue spalle Pereyra si butta in area di rigore insieme all’altra punta Coman.

Foto 6 – Lancio lungo su Mandzukic che spizza la palla di testa, spalancando l’area di rigore a Lichtsteiner in arrivo in sovrapposizione.

Attenzione inoltre a Dybala che si abbassa in posizione di trequartista, lasciando libero il corridoio per il centrocampista di turno (foto 7).

Foto 7 – Dybala arretra la sua posizione favorendo l’inserimento di Pogba e poi lo serve in area di rigore.

L’ATTEGGIAMENTO IN FASE DI NON POSSESSO

Palla all’avversario le due squadre hanno mostrato, in quest’avvio, atteggiamenti differenti. La Juventus ha optato ancora per il suo tipico pressing ultraoffensivo, le caratteristiche dei nuovi acquisti hanno alimentato e favorito questa soluzione. La squadra di Allegri aggredisce subito il primo portatore di palla e cerca di schermare le linee di passaggio (foto 8).

Foto 8 – Il pressing ultra-offensivo della Juve ha costretto più volte l’Udinese a disfarsi frettolosamente del pallone.

La Roma si mostra, invece, più attendista e non attacca alta. I giallorossi aspettano l’avversario sulla linea centrale di centrocampo alzando Pjanic sul mediano avversario, nel tentativo di disturbare la circolazione di palla (foto 9).

Foto 9 – La Roma attende l’avversario. L’unico che si alza è Pjanic nel tentativo di chiudere le linee di passaggio a disposizione del mediano Greco.

I compagni però spesso non seguono e si crea un corridoio tra la linea di attacco e quella di centrocampo con De Rossi e Nainggolan costretti a limitare i danni. Attenzione alle scelte di formazione e ai cambi a disposizione. La Roma potrebbe inserire Digne, provando, sull’esterno di competenza, a dare più solidità sia alla fase offensiva sia a quella difensiva. Allegri avrà a disposizione Cuadrado, giocatore che permette al tecnico livornese di avere più opzioni anche a match inoltrato, date le evidenti differenze rispetto a Lichtsteiner.

Scritto in collaborazione con Jacopo Gornati (New G Project).

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