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GIOCO MI DIVERTO E CRESCO

Una proposta semplice per i bambini ma già ricca di principi legati al calcio dei grandi, bastano tre gestualità tecniche e il divertimento, oltre che l’apprendimento, è assicurato.

Combinare insieme più gesti tecnici è fondamentale per costruire le abilità calcistiche dei bambini. Per abilità intendo le capacità di portare a termine compiti e di risolvere problemi. Occorre dunque strutturare spazi e attività per stimolare i ragazzi a essere coinvolti e far sì che siano in grado di adattare le proprie competenze al contesto del gioco. È il concetto portante dell’open skill, l’abilità aperta ovverossia “l’abilità tecnica che si costruisce in un ambiente che muta continuamente” (fonte la guida tecnica della Figc n.d.r.). L’esercitazione che vi propongo in questo post va esattamente in questa direzione. Ma, lavorando in questo modo, aspettatevi di più. Molte volte mi succede che durante una proposta preparata per mettere in risalto determinati principi, i bambini compiano atti e assumano comportamenti che non immaginavo, risolvano le dinamiche di gioco mediante soluzioni che non avevo suggerito. Questo è il bello di essere istruttori di calcio di settore giovanile, la complessità e la semplicità si fondono insieme, dando al gioco le motivazioni vere che ci spingono allo studio e alla ricerca di proposte sempre migliori per i nostri piccoli allievi.

 

UNO SPAZIO, UNA FIGURA E UN COMPAGNO

Con i Pulcini 2006 dell’Asd Corneto Tarquinia ho realizzato un esercizio nel quale tre gesti tecnici si fondono insieme in modo divertente e dinamico. La ricezione orientata, il passaggio e il tiro in porta. Oltre all’attaccante che ha come obiettivo finale il gol, nel gioco sono presenti anche un “assist man” e un difensore che deve cercare di toccare la punta prima che tiri in porta o, in un secondo step, chiudere velocemente in diagonale a chiudere la conclusione. Il gioco si svolge, come di consueto, in progressione.

Primo step: definiamo delle linee di corsa e di partenza prestabilite. Sul primo appoggio il giocatore spalle alla porta deve controllare il pallone e giocare al compagno alle sue spalle (l’uomo assist).  Potremmo vederlo, in proiezione futura, come il classico movimento di un centrale di centrocampo che s’abbassa per ricevere il pallone dai difensori e cerca poi, dopo un controllo orientato, l’attaccante esterno. Chi effettua il primo passaggio è anche il difensore. Deve rincorrere il compagno e toccarlo alle spalle prima che riceva di nuovo il pallone e tiri in porta. I giocatori ruotano di ruolo alla fine di ogni azione.

Secondo step: nel secondo step il difensore ha il compito di intercettare il tiro in porta, quindi deve mettere in pratica una strategia difensiva diversa, cosi come l’attaccante, poiché non viene più aggredito alle spalle ma viene affrontato frontalmente. Gli obiettivi sono chiari e precisi, i principi sono facilmente riconoscibili e i bambini, come si può notare nel video, sono molto coinvolti. A questo stadio, accade qualcosa che non avevo considerato e non avevo suggerito, il difensore va in tackle scivolato. È un fatto, secondo me, molto importante, il gioco porta i bambini a cercare e trovare risorse anche non spiegate o richieste.

 

DAL GIOCO STRUTTURATO A QUELLO LIBERO

Successivamente ci muoviamo in un’altra area di lavoro con due porte e due portieri. Giocano otto giocatori divisi in due gruppi che si alternano nel lavoro. La struttura dell’esercizio è la stessa della precedente ma dopo il primo controllo orientato si lascia la libertà di giocare un uno contro uno fra attaccante e difensore utilizzando tutte e due le porte. Se il difensore ruba palla può a sua volta attaccare per fare gol giocando con un compagno. Come si nota dal video d’apertura i tempi di gioco e gli stili di corsa mettono in risalto tutte le abilità dei piccoli calciatori, si notano anche i tentativi di lettura dello spazio che li circonda e le scelte delle strategie per essere il più efficaci possibili. Le corse vengano spezzate con cambi di direzione e di senso e si nota anche la ricerca di andature lento-veloce-lento.

Vi posso assicurare che nemmeno l’esercizio coordinativo-motorio più stimolante e divertente crea questa dinamica cosi naturale. Ciò a conferma del fatto che è la nostra competenza e la nostra ricerca, ma soprattutto il nostro modo di porci in campo con i bambini a creare giochi e attività che entrano nell’animo dei piccoli calciatori.

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