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CALCIO: IL… “CENTROCAMPISTA DIFENSORE”

Gli allenatori prediligono avere in rosa calciatori eclettici in grado di sapersi adattare a giocare in più reparti. Cosa deve saper osservare il bravo scout per scoprirne il talento..

Anni fa gli organici delle squadre professionistiche erano composti da un numero nettamente inferiore di giocatori rispetto agli attuali. La composizione della rosa mediamente comprendeva sette difensori, sette centrocampisti, quattro attaccanti e due o tre portieri.  Gli allenatori spesso chiedevano al proprio responsabile di acquisire anche calciatori eclettici cioè capaci di saper giocare in diverse zone del campo e reparti. Tra i difensori si cercava il giocatore in grado di essere utilizzato anche a centrocampo. Tra i centrocampisti quello che sapeva giocare dietro (nella linea dei difensori) oltre a un altro con attitudini da attaccante. Tra le punte, infine, quella che all'occorrenza potesse essere in grado di abbassarsi e adattarsi al ruolo di centrocampista. L’esigenza nasceva dal potere avere delle soluzioni di emergenza in caso si verificassero situazioni impreviste, infortuni o squalifiche. Tutte evenienze che in una stagione media capita di dover affrontare.

 

ROSE PIÙ AMPIE ESIGENZE SIMILI

Oggi i giocatori a disposizione dei tecnici sono aumentati (anche a dismisura). Qualche anno fa vi erano organici di 30-35 calciatori attualmente anche per ovvi motivi economici ci si è stabilizzati su una media di 25. È un numero comunque sufficiente per garantire varietà di soluzioni tattiche o perlomeno il cambio alla… “prima scelta”. È la ricerca di ciò che comunemente viene definito il "due per ruolo ", ciononostante non è difficile vedere gli allenatori ricorrere all'utilizzo di un calciatore in un reparto differente da quello… di ruolo. Cambiano i tempi ma ancora oggi per un tecnico poter disporre di calciatori eclettici è una ricchezza.

 

IL CENTROCAMPISTA DIFENSORE

Abbiamo visto e vediamo spesso utilizzare, per esempio, centrocampisti nel ruolo di difensori centrali (nella foto di copertina Gary Medel, centrocampista e difensore della nazionale cilena e dell'Inter). Perché un allenatore opti per questa scelta deve avere riscontrato nel giocatore qualità importanti. Noi osservatori, quando lavoriamo in visione di un centrocampista, dobbiamo saperle cogliere e relazionare. Le prerogative di un tale calciatore è più facile si riscontrino in chi gioca mediano in posizione centrale perché sappiamo che chi viene impiegato in quel ruolo sa aggredire il portatore di palla e fermare l'azione avversaria. Ma il “centrocampista-difensore”, come potremmo chiamarlo, deve avere specifiche qualità fisiche e mentali.

A sinistra Esteban Cambiasso, straordinario interprete del centrocampista di quantità e qualità che in carriera è stato in grado anche di ricoprire egregiamente il ruolo di difensore centrale

LE QUALITÀ SPECIFICHE

Fra le fisiche più che la resistenza, fondamentale nel suo ruolo principale, è importante la forza perché come difensore negli uno contro uno deve avere la meglio sull’attaccante anche nel corpo a corpo. Fra le qualità tecniche servono capacità di contrasto, fra quelle tattiche saper andare in marcatura. Deve essere bravo nella lettura del gioco (sapere effettuare quindi diagonali e raddoppi intuendo lo sviluppo dell’azione) e deve avere capacità di tenere alta l’attenzione per tutta la partita. Non necessariamente deve essere aggressivo ma deve avere coraggio, non deve temere il contrasto deciso.  Osservate se e quanto ha senso della posizione, soprattutto nella fase di non possesso e le sue qualità nei disimpegni, sia sul corto sia sul lungo. Importanti valori vengono attribuiti inoltre anche alla capacità di gestione, di controllo della palla e alla velocità di giocata.

 

Leggi gli altri post con le lezioni di scouting a cura di Riccardo Guffanti

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