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VUOI ALLENARE? ATTENTO ALLE NORME!

Chi è obbligato a stilare un contratto? Un utile vademecum per mettersi al riparo da brutte sorprese e altre semplici indicazioni, fornite dall’Aiac, per i tecnici alle prime esperienze.

Quella dell’allenatore di calcio è un’attività affascinante, impegnativa, ricca di insidie ma anche in grado di regalare soddisfazioni immense. Chi lo fa è mosso da enorme passione ed escludendo i professionisti per tutti gli altri, e sono i più, è un impegno significativo in termini di tempo e di energie e spesso poco retribuito. Sempre sospesi fra incudine e martello. L’incudine essere all’altezza di gestire al meglio venti venticinque ragazzi o ragazze per il bene di tutti. Il martello soddisfare ed essere soggetto alle aspettative della società che conferisce l’incarico. Dal 1966 l’Aiac (Associazione Italiana Allenatori di Calcio) si occupa di fornire supporto, a tutti i livelli da quello tecnico a quello legale, ai suoi tesserati. L’avvocato Luca Perdomi ne è il vicepresidente. È a lui ho chiesto qualche indicazione utile per chi, alle prime armi, si avventura nell’accordo con una società spesso ignaro delle normative che regolano il rapporto di collaborazione.

L'avvocato Luca Perdomi, vicepresidente dell'Aiac.

QUALI NOVITÀ PER LA STAGIONE IN ARRIVO?

«Se parliamo di calcio dilettantistico sugli aspetti sostanziali (quelli che regolamentano il rapporto fra tecnico e società) nulla dovrebbe cambiare – ci spiega Perdomi. Aspettiamo che esca il comunicato ufficiale numero uno della Lega Nazionale Dilettanti, ma non sono previste novità. Per ciò che riguarda invece i professionisti che vanno a lavorare con società dilettantistiche rimane invariato il massimale fissato in circa 25.800 euro. È una casistica rara, ma a causa della cancellazione della Seconda Divisione di Lega Pro diventa una possibilità più che concreta».

 

I CONSIGLI PER CHI INIZIA

«Fissiamo assieme un paio di punti fondamentali. Per chi è agli esordi ricordo innanzitutto di distinguere bene il concetto di tesseramento da quello di contratto. Il tesseramento è obbligatorio in tutte le categorie, mentre il contratto lo è per la guida di prime squadre dalla Prima categoria in su, anche se è possibile stipularlo in tutte. Inoltre ricordo agli allenatori che, una volta firmato il contratto, tutti i tesserati per le prime squadre, dalla Prima categoria fino alla serie D, hanno l’obbligo di depositarlo, entro venti giorni. Qualora subentri un contenzioso con la società che vi ha commissionato l’incarico, il contratto depositato è al sicuro e vi tutela. Dovete compilarlo in triplice copia, una rimane a voi e una va inviata all’Aiac nazionale, ricordatevelo, non farlo è un errore grossolano. Così come lo è, qualora siate fra i fortunati che riescono a ottenere un ingaggio, superare i massimali, purtroppo capita, ma può crearvi noie in futuro. Nella malaugurata ipotesi doveste reclamare compensi che non vi sono stati corrisposti e ai quali avete diritto avete tempo sino al 30 giugno della stagione agonistica successiva. Colgo l’occasione per ricordare che gli associati Aiac in questi casi hanno assistenza legale gratuita. In più, e questo è molto importante, se sono in regola con l’associazione, hanno depositato il contratto e si attiva il lodo arbitrale, possono attingere al nostro fondo di solidarietà. È una somma di denaro che l'Aiac mette a disposizione degli associati che sono creditori di compensi nei confronti di società inadempienti perché escluse dai campionati o non iscritte.»

 

ATTENZIONE: UN SOLO INCARICO A STAGIONE!

«Approfitto per sottolineare un aspetto da molti sottovalutato, non potete tesserarvi per due società diverse nel corso della stagione. Vi dirò di più, non potete prestare attività di alcun tipo per più di una società nel corso della stessa stagione, potreste andare incontro a fastidiose sanzioni. Il divieto vale anche per chi presta la sua opera in modo non ufficiale, da non tesserati per intenderci. L’allenatore quindi non può svolgere, ad esempio, cariche dirigenziali di natura diversa.»

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