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CALCIO: DIAMO RIFERIMENTI CHIARI AI GIOVANI

Il punto, la linea e la superfice: le tre unità di misura spaziali di riferimento nel Metodo Castello per insegnare ai giovani come muoversi, quando e perché.

Nel lavoro con i giovani calciatori la classificazione dei punti di riferimento spaziali correlata a lavori analitici e di tecnica individuale ha, nel Metodo Castello, come capisaldi il punto, la linea e la superficie. Obiettivi e finalità delle proposte da somministrare sono duplici: da un lato apprendere e affinare il gesto tecnico, dall’altro imparare fin da subito a collegarlo con la didattica percettiva spazio-temporale. Noi allenatori dobbiamo facilitare la comprensione dei concetti. Definiamoli.

 

IL PUNTO
Può essere rappresentato dalla posizione definita a priori di un giocatore (ricevo palla vicino a un cinesino) un riferimento definito all’interno di uno spazio infinito. Soprattutto nelle fasce d’età più basse, il punto può essere la prima forma di confronto con “l’altro”, un gesto eseguito in uno spazio infinito (libero) ha un carico cognitivo diverso da uno eseguito in prossimità di un riferimento fisso.

 

LA LINEA
Per esempio la retta immaginaria e ideale che unisce la posizione di due giocatori posti frontalmente e che si muovono lungo due linee orizzontali immaginarie. Quello che esegue il gesto tecnico del passaggio deve relazionarsi alla posizione dell’altro tenendo conto della linea ideale che li unisce. Il compagno non fa riferimento a un punto fisso vicino al quale ricevere ma si muove su una linea immaginaria: aumentano la difficoltà esecutiva e carico cognitivo. Nel prossimo post ci occuperemo della terza unità di grandezza spaziale: la superficie.

 

LE ESERCITAZIONI PER LA LETTURA DEI RIFERIMENTI SPAZIALI
Vi mostro, allora, alcune proposte nelle quali la variazione della tipologia di spazio di riferimento modifica il comportamento e le scelte dei calciatori (figura 1, clicca sull’immagine per aprire la scheda completa dell’esercizio).

Clicca sull'immagine per aprire la scheda completa dell'esercizio

ESERCIZIO CON RIFERIMENTO IL PUNTO
I giocatori sono suddivisi in coppie, uno di fronte all’altro. Ogni giocatore è disposto su un cinesino.  Al segnale dell’allenatore uno trasmette palla, l’altro anticipa il cinesino controlla in modo orientato e una volta tornato al punto di partenza effettua lui il passaggio. Il cinesino fissa da un lato la posizione che deve tenere il giocatore, dall’altro determina la direzione verso cui indirizzare la palla. Lo spazio, con la presenza dei due punti, è finito (l’esercitazione si svolge nello spazio compreso fra i due riferimenti) e definito (la distanza fra i due riferimenti è solo verticale in quanto il punto fissa una posizione ben precisa).

 

ESERCIZIO CON RIFERIMENTO LA LINEA
Dividiamo i giocatori in coppie, ciascuna di esse ha un pallone. Ogni calciatore è disposto all’interno di due cinesini che formano una linea. Uno dei due deve trasmettere la palla verso il compagno, questi deve controllarla all’interno della retta ideale di sua competenza (dietro di essa). Il pallone deve passare attraverso due cinesini che formano un’altra linea posta a metà tra i giocatori e possono muoversi solo lungo la loro retta che diviene vincolo di ogni spostamento. Questo tipo di attività va effettuata in forma ritmica e ciclica: esiste uno spazio predeterminato, sul quale si lavora più volte con tempi e recupero brevi. Inoltre, si possono implementare anche altre capacità di importanza fondamentale nel calcio con la variante mostrata a destra in figura.

 

UNA VARIANTE
Vengono predisposte sul terreno di gioco quattro linee (formate da due cinesini ciascuna), poste verticalmente e distanti cinque metri una dall’altra. I giocatori devono scambiarsi il pallone per cinque volte consecutive tenendo conto delle prime due linee di riferimento una volta eseguiti correttamente i cinque scambi il calciatore che ha alle spalle gli altri riferimenti arretra continuando l’esercizio ma da distanza crescente. La capacità coordinativa di differenziazione, aumentando o diminuendo la distanza dei passaggi, viene notevolmente stimolata. L’esercitazione è sempre ritmica, tuttavia i tempi non sono fissati dall’allenatore, ma dalle capacità tecniche dei giocatori.

 

Leggi gli altri post e guarda gli altri esercizi a cura di Roberto Valmori

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