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CALCIO E FONDAMENTALI: I CONSIGLI DI IVAN ZAULI

Dopo anni di esasperato tatticismo è sempre più apprezzata la figura del maestro della tecnica. L’esperto Ivan Zauli ci spiega come diventare istruttore e come allenare i giovani.

Se il calcio è uno spettacolo il gesto tecnico, la “giocata” è e resta il momento più eccitante e apprezzato dagli spettatori; strappa l’applauso, suscita ammirazione, ispira imitazione nei giovani ed è, in fin dei conti, quello per il quale si paga il prezzo del biglietto. Dopo anni nei quali è sembrato che la tendenza degli istruttori di settore giovanile fosse quella di emarginare sempre più il lavoro sulla tecnica (un tempo predominante) per dare più spazio alla componente tattica di recente le cose stanno nuovamente mutando. La codifica rigorosa degli obiettivi per fasce d’età e l’evoluzione del calcio, sempre più organizzato e veloce, ha rimesso al centro del lavoro degli istruttori il gesto tecnico come condizione necessaria per:

  • mettere in pratica e rendere efficaci i principi di tattica sia in fase di possesso sia in non possesso;
  • riuscire a sorprendere l’organizzazione difensiva degli avversari, sempre più efficiente ed efficace.

In questo contesto figure come Ivan Zauli, nostro consulente ed esperto, maestro della tecnica di recente approdato anche a una preziosa collaborazione con la Juventus (della quale è “consulente esterno per lo sviluppo delle abilità tecniche individuali), diventano sempre più apprezzate e ricercate.

 

Guarda i prossimi appuntamenti con Ivan Zauli

 

LAVORARE SULLA TECNICA NEL CALCIO MODERNO È NECESSARIO

«È vent’anni che svolgo quest’attività – ci racconta – non ho mai avuto una squadra mia ma ho sempre lavorato con i giocatori affinché gli insegnamenti di tecnica individuale siano funzionali il più possibile al gioco, vadano incontro alle richieste prestative della squadra. Quando giocavo io (Zauli è cresciuto nel settore giovanile del Cesena Calcio nel quale ha fatto tutta la trafila) si facevano le solite tre o quattro cose: muro, forca, palleggio, slalom e poi la partita globale. Allora, per quel tipo di calcio, forse era sufficiente e poi noi si giocava anche dopo l’allenamento e per tutto il giorno per strada, sperimentando da soli un’infinità di situazioni. Oggi il lavoro va integrato e adattato al calcio moderno e alle diverse abitudini di vita dei giovani. Ricezione e trasmissione, per capirci, sono sempre i fondamentali “sine qua non” il calcio non esiste ma è diventato decisivo per esempio il cambio di direzione in corsa.  La densità del gioco moderno ti toglie tempo e spazio che devi riuscire a mantenere e riguadagnare inoltre il possesso del pallone avviene sempre in situazione di difficoltà e il possesso palla individuale in condizioni critiche è a sua volta il prerequisito del possesso collettivo.»

 

LA FORMAZIONE DEGLI ISTRUTTORI

Ecco perché è fondamentale trasmettere competenze tecniche individuali importanti ai giovani calciatori e perché gli allenatori stessi devono essere a loro volta in grado di mostrare ai giocatori non solo il perché, ma anche come si svolge l’esercizio. È la nuova formula degli eventi in cui Ivan Zauli sarà protagonista: giornate dedicate al miglioramento tecnico sul campo dei calciatori e congiuntamente stage di aggiornamento anche per gli allenatori, una nuova formula integrata. «Perché i giocatori imparino è importantissimo – spiega Zauli – che tu allenatore sia ai loro occhi credibile. Per questo la tecnica va fatta vedere, non la si può semplicemente chiedere e comandare a voce pertanto anche il mister si deve allenare e provare lui il gesto tecnico prima di trasmetterlo alla squadra. Negli ultimi anni mi sono molto dedicato alla formazione degli allenatori che andranno a insegnare la tecnica: l’idea è che facciano pratica su sé stessi in modo tale che siano consapevoli delle difficoltà alle quali i loro allievi vanno incontro e anche delle correzioni che devono saper impartire.

 

NON CI SONO LIMITI D’ETÀ PER IMPARARE

Ma qualcuno potrebbe obiettare che da adulti è troppo tardi, che potrebbe non essere capace di imparare… «Non è assolutamente vero, fidatevi – controbatte con convinzione Zauli – tutti, davvero tutti possono farcela, vi posso portare esempi reali di anche allenatori di quarant’anni che hanno imparato. Poi magari la gestualità non sarà elegantissima e fluida ma per insegnarla basta saperla fare e la puoi imparare addirittura anche se non hai giocato a calcio. Ci vuole l’impegno dell’allenatore e voglia di mettersi in gioco. Se voglio allenare il controllo ad aprire o chiudere in esterno devo provarlo e devo farlo per capire lo schema motorio e gli errori anche a livello posturale che devo evitare per poi riuscire a spiegare il tutto ai miei giocatori.»

 

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