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TORO E ROMA MEDIANE CONTRO

I giallorossi braccati dalla Lazio rischiano a Torino. Sarà duello sugli esterni e a metà campo ma attenzione ai calci da fermo. Glik spaventa la difesa di Garcia

L'articolo è realizzato in collaborazione con la piattaforma Wyscout

Ventura ritrova Garcia dopo il tremendo 3-0 subito all’andata a Roma. In quella partita bastarono 58 minuti per capire che i giallorossi, allora, avevano una marcia in più. Un girone dopo la sfida appare tutt’altro che scontata. Il tecnico del Torino ha trovato certezze tattiche nel suo sistema di gioco, l’1-3-5-2, che è diventato più solido e ha rodato i continui inserimenti di mezzali ed esterni di centrocampo in proiezione offensiva.

 

TORO TUTTO MOVIMENTO E PALLA A TERRA

È probabile, come suo solito, che il Toro prediligerà impostare l’azione palla a terra. I tre centrali non sono tecnicamente eccelsi ma vengono supportati molto bene da Gazzi, mediano e vero regista dei granata. Il fulcro di tutto il gioco espresso dalla squadra di Ventura è proprio lì. Impostazione dal basso, movimento e intensità dei giocatori senza palla che non devono mai mancare. I due esterni di centrocampo si alzano tantissimo, coperti dai due interni, al punto tale che una delle soluzioni adottate frequentemente dai granata vede un ala andare a traversone per la finalizzazione dell’altra (foto 1). 

Foto 1 El Kaddouri in possesso di palla sulla sinistra, Molinaro davanti a di lui pronto a ricevere palla ed effettuare il cross. Vives e soprattutto Bruno Peres si inserscono in area per provare a concludere l’azione.

In alternativa, visti i grandi incursori di cui dispongono i piemontesi, l’arma in più potrebbe essere proprio l’inserimento dei centrocampisti alle spalle dei difensori (foto 2). Diverse segnature del Torino sono arrivate grazie al movimento incontro di una punta e quello “dentro” di un interno di centrocampo. Di converso, in assenza di tanto dinamismo, il reparto arretrato e il regista fanno fatica a trovare l’appoggio in avanti per le uscite dal basso (foto 3) e ricorrono al lancio lungo per gli attaccanti.

Foto 2 Molinaro è in possesso palla, El Kaddouri non esita a tuffarsi nello spazio lasciato libero dall’esterno avversario. Una scelta che il Torino adotta sia a destra che a sinistra.

Foto 3 In questa occasione Maksimovic sale con il pallone ma mancando il movimento dei suoi compagni sarà costretto a lanciare in avanti.

ROMA LENTA MA PERICOLOSA

La Roma in fase di non possesso si schiera con l’1-4-5-1, le due ali che rientrano molto a supporto del centrocampo (foto 4). Se l’avversario decide di iniziare l’azione palla a terra, come potrebbe fare il Torino, i giallorossi in genere si alzano tutti assieme e vanno a cercare il pressing molto alto nel tentativo di indurre all’errore (foto 5).

Foto 4 Lo schieramento difensivo della Roma col suo 1-4-5-1

Foto 5 Nella partita contro il Napoli la Roma è arrivata a portare fino a 6 giocatori in pressione per cercare di recuperare palla in zona offensiva quando i partenopei impostavano dal basso.

Anche Garcia, dal canto suo, predilige far partire la manovra da dietro, di norma i due centrali si allargano per dare spazio a De Rossi che si abbassa in linea per impostare (foto 6). I giallorossi, però, hanno ultimamente palesato una certa lentezza nella circolazione della palla, il che non ha aiutato il reparto offensivo, molto veloce, a innescare come avrebbe voluto le sue accelerazioni (foto 7). Per ovviare è stata fatta la scelta di lanciare lungo sulla punta. Avendo come “falso nueve” un giocatore con le caratteristiche di Iturbe l’iniziativa ha spesso dato esiti negativi stanti le non eccelse capacità aeree dell’argentino.

Foto 6 L’abbassamento di De Rossi sulla linea dei difensori per impostare l’azione. Qualora sia marcato al suo posto si schiaccia uno degli interni.

Foto 7 Il lento possesso palla della Roma da la possibilità agli avversari di chiudere facilmente tutte le linee di passaggio.

Garcia ha anche provato, in qualche altra occasione, a far salire tantissimo i terzini usando tutta l’ampiezza del campo. Obiettivo principale della mossa tattica allargare le maglie avversarie e favorire gli inserimenti di centrocampisti di qualità come Pjanic e Nainggolan (foto 8). Nel caso, a mo’ di contromossa, Ventura potrebbe tenere gli esterni di centrocampo più bloccati in modo da controllare le fasce e avere la possibilità di ripartire grazie alla velocità di Bruno Peres e Darmian.

Foto 8 La posizione molto alta dei due terzini della Roma, Holebas e Torosidis, qui tra le linee di centrocampo e difesa avversarie.

Grande rilevanza in un match che si preannuncia equilibrato potrebbero avere le palle inattive. Il pericolo principale per la Roma, manco a dirlo, si chiama Glik (immagine di copertina). Su ogni calcio d’angolo a favore, il centrale di difesa sale e sfrutta la sua micidiale abilità aerea favorita dai blocchi dei compagni. Sono già 8 i gol stagionali realizzati dal polacco che affronterà una retroguardia non apparsa impeccabile nel gioco aereo.

Scritto in collaborazione con Jacopo Gornati (New G Project).

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