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DONNE, DOVE SIAMO PIÙ A RISCHIO?

Le differenze fisiche strutturali fra uomini e donne. Cosa implica nel calcio? Numeri, qualche specifica e alcune curiosità relative al rapporto fra calciatrici, il proprio corpo e rischio infortuni.

Gli infortuni nel calcio, argomento trattato approfonditamente dai nostri esperti nei blog dedicati, riguardano squilibri posturali, contrasti di gioco o struttura muscolare non sufficientemente pronta, o eccessivamente sollecitata, rispetto alla propria capacità di tolleranza all’evento che lo genera.

Essendo il calcio sport di contatto, è facile si vada incontro a contrasti accidentali, tanto più al giorno d’oggi, secondo i moderni modelli di gioco nei quali le squadre sono molto corte e praticano pressing aggressivo, raddoppi di marcatura e diversi adattamenti tattici eseguiti ad alta intensità.

 

ALCUNI ASPETTI TIPICAMENTE FEMMINILI

Proviamo a specificare le differenze di genere che portano a subire infortuni più “tipicamente” da calciatrice. Fisicamente la donna presenta un diverso sviluppo delle ossa del bacino che porta a fianchi più larghi, questo per potersi adattare a gravidanza e parto. La conseguenza è una naturale tendenza al valgismo delle ginocchia (le cosiddette gambe a “x”). Altro effetto derivante è un leggero spostamento laterale della rotula che costringe la struttura del ginocchio, in particolare sull’esterno, a dover sopportare carichi superiori il che genera predisposizione agli infortuni articolari. Questo perché il cosiddetto angolo Q, angolo tra bacino e femore, nelle donne è di qualche grado più ampio rispetto all’uomo. Addirittura, da numerosi studi, è emerso che durante i cambi di direzione le differenze di controllo muscolare e di contrazione portano la giocatrice a essere più predisposta alla sollecitazione dell’articolazione del ginocchio sul legamento crociato anteriore.

La donna, per esempio nell’atto del calciare, utilizza dinamiche diverse: i giocatori sfruttano maggiormente i flessori dell’anca e gli adduttori. Il non equivalente utilizzo di parte femminile causa una sollecitazione maggiore proprio sull’articolazione del ginocchio.

Per questioni naturali poi, la donna presenta giunture più mobili e maggior lassità legamentosa, se si sommano a minor tono muscolare ecco che la calciatrice a maggior ragione è predisposta alle lesioni articolari. Di converso, e per gli stessi motivi, le lesioni muscolari sembrano essere meno frequenti, la struttura muscolare femminile è più elastica e flessibile.

DIAMO I NUMERI

Vediamo assieme, per curiosità, qualche numero sulla base di studi effettuati nell’ambito di partite di calcio femminile. Contusioni, distorsioni, rotture di legamenti e lesioni muscolari sono state così distribuite: arti superiori (8%), tronco (9%), coscia (12%), testa (16%), ginocchio e gamba (22%), caviglia (24%). Sono proporzioni similissime fra ragazzi e ragazze, invece la causa che genera l’infortunio di gioco risulta leggermente diversa. La fonte più pericolosa sembra essere il contrasto (45%), solamente il 16% si verifica in seguito ad attività prive di contatto e il 30% in seguito a falli di gioco. Gli uomini hanno un'incidenza maggiore di problemi derivanti da attività prive di contatto.

 

IL CONTESTO NON AIUTA

Le strutture a disposizione nelle quali si gioca a calcio spesso non sono d’aiuto. I terreni sono sovente sconnessi, pesanti o ancora duri quanto asfalto. Difficilmente, tra l’altro, si ha la fortuna di godere del supporto di un fisioterapista tanto meno di un medico. Talvolta istruttori e allenatori improvvisano fasi di riscaldamento e sedute di lavoro basate su carichi di intensità distribuiti in modo non idoneo. Nel calcio femminile, purtroppo, le possibilità che ciò si verifichi sono molto alte. Difficilmente istruttori qualificati si avvicinano al nostro mondo, chi ha la fortuna di goderne dei servizi se li tenga stretti. Purtroppo allenatori improvvisati e carenza di personale competente provocano seri rischi di compromettere lo stato di forma e l’integrità dell’atleta. In generale, seppur il tasso di infortuni nelle donne sia leggermente più basso rispetto ai colleghi uomini, è fondamentale l’attuazione di una programmazione di tipo preventivo per poter ridurre al minimo il rischio di lesioni. Non si tratta di sviluppare muscoli in grado di sopportare carichi troppo elevati. Attraverso la prevenzione permettiamo al nostro corpo di formare una massa muscolare capace di contrarsi quantitativamente e qualitativamente al momento opportuno. Capace inoltre di affrontare efficacemente improvvise accelerazioni, decelerazioni e variazioni di ritmo e accompagnare armoniosamente la più ampia possibile mobilità articolare.

La materia è molto vasta e va approfondita, Allfootball lo farà a breve.

SIAMO ONESTE

Se da un lato, dunque, sono i mister e gli istruttori che hanno il dovere e la responsabilità di documentarsi onde evitare di proporre attività potenzialmente rischiose e dannose d’altro canto è opportuno che, e mi rivolgo a voi calciatrici, ci sia consapevolezza e serietà nell’approccio all’impegno sportivo. È una sacrosanta verità che le ragazze che giocano a calcio abbiano enorme passione e diano il massimo, non è infrequente però vedere allenatori farsi simpaticamente intenerire. “Mister mi fa un po’ male non ce la faccio”, ingigantiamo il problema un bell’occhione triste e probabilmente, se non abbiamo voglia, la noiosissima parte atletica riusciamo a saltarla. Non fatelo: il lavoro, il sacrificio, se ben pensato e ben svolto, paga sempre.

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