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OBIETTIVI, PROGRAMMAZIONE E DUTTILITÀ

Come allenare efficacemente le calciatrici. I consigli affinché sedute e programma di lavoro diano risultati nel tempo.

Nel post di settembre ho ribadito la mia ferma convinzione che nel calcio femminile si lavori poco sull’intensità e sulla qualità. Assistiamo ancora, infatti, a maratone infinite intorno al campo, passaggi a coppie a 0,5 all’ora e, in chiusura di allenamento, a partitelle senza fine. Proposte standardizzate stile anni ’60 e tanta passione, ma solo quella. Come possiamo costruire una calciatrice intelligente e pensante se non la alleniamo a cercare e trovare le migliori soluzioni rispetto alle difficoltà che presenta la partita? Di certo il lavoro paga e i dettagli fanno la differenza, quindi è opportuno che qualsiasi allenatore proponga sedute costruite in progressione con precisi obiettivi tecnico-tattici. Il mister, inoltre, deve programmare accuratamente e periodizzare la stagione anche in funzione di come reagiscono le ragazze. Inoltre è bene essere duttili e saper modificare in corsa qualora ce ne sia la necessità, sia in termini di singola seduta sia in base alle esigenze che emergono nel corso dell’intero anno sportivo. Un consiglio valido per tutti, ma soprattutto per le ragazze, è quello di evitare i cosiddetti “minestroni”: ovvero quei mix di esercitazioni in cui si pretende di trasmettere tanti principi in breve tempo. Il risultato, infatti, è un gran disordine e nessuna abilità insegnata alle vostre giocatrici.

Tatiana Bonetti (Agsm Verona) uno migliori talenti espressi dal calcio femminile italiano nell'ultimo decennio

LE CALCIATRICI IMPARANO IN FRETTA

Vi dico con certezza che nel calcio femminile, in cui il margine di miglioramento è veramente ampio, i risultati intesi come affinamenti e perfezionamenti possono essere raggiunti più velocemente di quanto pensiate. Le esercitazioni devono essere idonee alla categoria e “anti noia”, come amo definirle, cioè intense divertenti e con pochi e chiari obiettivi. Le proposte devono essere adeguate al livello delle giocatrici e la partita vi dimostrerà che le vostre ragazze sono lo specchio di ciò che gli insegnate e dimostrate quotidianamente. Io credo che in un futuro, neanche troppo lontano, il calcio femminile italiano diventerà strutturalmente simile a quello maschile. Niente calcio scommesse e macchine di lusso intendiamoci, semplicemente le ragazze non ancora pronte giocheranno nei campionati dei dilettanti e quelle più abili nei club professionistici, per conquistarsi la maglia della nazionale o giocarsi la finale di Champions League ad armi pari con le altre compagini europee (nella foto di copertina una bella immagine del Verona nella recente Coppa Campioni). Perché ciò accada, però, il nostro calcio “in rosa” non deve rimanere volontariato, ha bisogno di tecnici competenti e preparati. Qualcosa di fatto si sta muovendo e voglio pensare al futuro con grande fiducia.

 

CONSIGLI E INDICAZIONI

  • Lavorate in progressione per graduali obiettivi tecnico tattici.
  • Programmate accuratamente ogni seduta e, se necessari, o modificatela in corsa, adattandovi alle esigenze che emergono con il progredire del lavoro.
  • Periodizzate la stagione in funzione di come reagisce la singola ragazza e il collettivo.
  • Non cercate il tutto e subito, abbiate pazienza.
  • Evitate sedute o proposte troppo ricche di contenuti o principi, generano confusione.
  • Non pensate mai che le vostre giocatrici non siano in grado di eseguire un’esercitazione.
  • Create la vostra metodologia, unica e personale.
  • Sappiate che nel calcio non esiste il giusto o lo sbagliato in assoluto e che è profondamente errato invece allenare facendo copia e incolla del lavoro altrui.
  • Prendete spunto, questo sì, dagli altri tecnici, di qualsiasi sport e categoria, è utilissimo per arricchire il vostro patrimonio di conoscenze.
  • Cercate nuove esercitazioni e varianti, per obiettivi e con un po’ di fantasia.
  • Non smettete mai di sperimentare e di mettervi alla prova.
  • Nel calcio rubare idee è legittimo, per aggiustarle poi a piacimento e renderle proprie.

 

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