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PORTIERI: L’USCITA BASSA VINCENTE

Anticipiamo la punta attaccando i palloni con traiettoria radente. Principi, didattica e video esercitazioni per i giovani.

Dall’esterno dei campi di gioco spesso si sente urlare, soprattutto ai giovani portieri… «Esci! non lo vedi che sei in anticipo?». Questa situazione, molto comune, segnala una oggettiva difficoltà dei giovanissimi numeri uno nella difesa dello spazio davanti a loro. L’uscita bassa in anticipo è il gesto tecnico nel corso del quale questa capacità, oltre a quella relativa alla presa di decisione, vengono messe alla prova.

 

GESTIONE DI SPAZI E DISTANZE

Il bambino ha bisogno di sviluppare forte capacità percettiva, partendo dalla conoscenza del proprio corpo, dello spazio, del tempo e dell’ambiente che lo circonda.Dall’età di 8 anni in poi, dopo che è stata sviluppata la lateralizzazione, il piccolo calciatore ha la necessità di spostare il riferimento spaziale da sé stesso (referente egocentrico) verso l’ambiente (referente geocentrico). A questo scopo è opportuno lavorare secondo la seguente progressione didattica.

 

Esercitazioni con palla, referente egocentrico: valutazioni delle traiettorie in funzione del portiere (per esempio dichiarare se la palla verrà raccolta a destra o a sinistra rispetto a sé stessi, serve a rafforzare la lateralizzazione).

Esercitazioni con palla, referente geocentrico semplice: valutazioni delle traiettorie in funzione di due o più palloni, scelgo quale devo prendere in funzione dell’altro (il referente diventa la palla e non più sé stessi).

Esercitazioni con palla, referente geocentrico complesso: l’ambiente è in movimento, si sviluppano semplici situazioni di gioco.

 

Questo tipo di esercitazioni permettono anche di sviluppare la capacità di anticipazione e la presa di decisione. È necessario crearne che rispecchino le imprevedibilità della partita per aumentare la discriminazione visiva e abituare il portiere a effettuare scelte in funzione di ogni situazione di gara.

 

LA TECNICA DI USCITA BASSA IN TUFFO

La prima decisione da prendere in un’uscita bassa in anticipo riguarda il lato di tuffo da preferire. Su traiettorie provenienti dalle fasce è fondamentale arrivare sul pallone guardando sempre la palla, se arriva dalla destra il tuffo va effettuato sul fianco sinistro e viceversa. Su palloni frontali, invece, il lato di tuffo deve rispecchiare quello di provenienza della palla (sguardo sempre rivolto verso la porta avversaria). Ovviamente, queste “regole” valgono soprattutto in fase didattica, se durante la partita il portiere trova un adattamento diverso che è comunque efficace va sottolineata la buona riuscita del gesto tecnico.

 

LE TRE FASI ESSENZIALI

  • Corsa (continua e senza esitazioni) con abbassamento progressivo del busto. La partenza prevede uno spostamento iniziale mediante passi corti e frequenti che si conclude aumentando la velocità se lo spazio lo permette. La corsa deve svilupparsi il più possibile in linea retta in direzione del punto di impatto con il pallone, obiettivo coprire la minore distanza possibile.
  • Sbilanciamento in avanti del corpo. Il piede di spinta preferibile è quello omologo al lato della palla. L’angolo di apertura delpiede non deve essere troppo accentuato, lo sbilanciamento né risentirebbe rallentando la caduta. Le braccia non devono essere spinte troppo all’indietro (da evitare la cosiddetta “remata”) e devono rimanere morbide all’impatto con il pallone. La testa deve essere proiettata all’interno delle braccia, per garantire una linea di tuffo ideale e il maggior allungamento possibile.
  • Impatto con la palla. Il portiere arriva sulla sfera con entrambe le mani, posizionandone una sopra e l’altra posteriormente. Una volta bloccato il pallone va sollevato da terra per evitare l’attrito con il terreno durante lo scivolamento e portato vicino al viso per proteggersi in caso di impatto con l’avversario.

GLI ESERCIZI (vedi video di apertura)

  • Partenza in posizione sagittale spezzando la parata prima della spinta (si lavora solo sullo sbilanciamento e sull’impatto con il pallone).
  • Stesso lavoro utilizzando la spinta del piede.
  • Parata completa partendo da posizione di attesa.
  • Parata completa partendo dalla porta e attaccando sagome o paletti.

Le esercitazioni andrebbero eseguite prima con palla ferma, poi con palla lanciata sia dal centro, che lateralmente, possibilmente variando il più possibile le traiettorie (rasoterra, palla rimbalzata bassa, palla battuta, palla a mezza altezza). Per poter garantire un corretto allenamento tecnico, sarebbe opportuno anche variare le distanze, aumentandole o diminuendole allenando così anche la fase di rincorsa.

Articolo a cura di Daniele Airoldi - Si ringrazia Adam Caressa per essersi prestato nelle dimostrazioni e la società Gs Soccer Boys di Turbigo.

Leggi tutti gli altri articoli sull’allenamento dei giovani portieri e guarda gli esercizi a cura dell'Apport

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