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LA VIA PER DIVENTARE VINCENTI

Gli obiettivi che ci poniamo sono la guida per avere successo, le strategie pratiche, i consigli per raggiungerli e migliorare sempre più.

Nel post di aprile abbiamo iniziato a parlare di obiettivi e del perché risulti fondamentale porseli se vogliamo ottimizzare le energie e diventare dei calciatori migliori. Avevo sottolineato quanto sia articolato il tema che merita diversi approfondimenti. Ci sono diversi aspetti pratici da tenere in considerazione che influiscono in modo significativo sulle possibilità che i nostri sforzi abbiano successo. Vediamo assieme allora quali sono le caratteristiche che gli obiettivi che ci poniamo debbono avere affinché risultino efficaci, motivanti e stimolanti.

Saper porsi degli obiettivi e trovare la strada per raggiungerli è fondamentale.

UN OBIETTIVO EFFICACE DEVE ESSERE…

Esplicito: dobbiamo avere il coraggio di dichiarare, almeno a noi stessi, quello che ci proponiamo. È un modo per assumersi l’impegno e la responsabilità.

Proprio: non è motivante ne utile cercare di perseguire un obiettivo che non sentiamo nostro, perché verrebbero meno fin da subito l’impegno, la grinta e l’entusiasmo necessari.

Dipendente da me: il raggiungimento o meno dell’obiettivo deve dipendere da me, dal mio impegno, dalle mie capacità e qualità. La vittoria di squadra nel calcio, per esempio, non è fra quelli consigliati perché sappiamo bene che il risultato di una partita dipende da tantissime variabili, la maggior parte delle quali fuori dal nostro controllo.

Realistico: l’obiettivo che mi sono posto è realizzabile? O viceversa è impossibile raggiungerlo? Un semplice esempio. Chiedere a se stessi di fare un balzo da fermo di 10 metri è sciocco perché impossibile, così come è inutile chiedersi di farlo di 10 centimetri, troppo facile quindi per nulla stimolante ne utile al fine della mia crescita.

Misurabile: porsi un obiettivo che sia misurabile significa capire esattamente se l’ho raggiunto o meno, avere la possibilità di imparare da eventuali errori e di rimettermi in gioco facendo le giuste correzioni. Esempio: fare cento palleggi di testa invece che farne il più possibile.

Formulato in termini positivi: è mentalmente molto più costruttivo proporsi come obiettivo “andare a tutti gli allenamenti della settimana” invece che “non saltare alcun allenamento della settimana”.

Formulato in termini temporali: l’obiettivo deve essere definito nel tempo. Per esempio fare almeno dieci stop giusti nella sessione di allenamento.

Gerarchico: Ove vi fossero più obiettivi di ugual natura, per esempio tre obiettivi tecnici, è importante stabilire la priorità tra di essi a seconda della rilevanza che hanno per la nostra crescita calcistica.

Ecologico: quando mi pongo un traguardo devo avere i mezzi fisici per poterlo raggiungere. Non ha senso pormi l’obiettivo di allenarmi sui tiri in porta se per quel giorno non ho la disponibilità del campo e sono in palestra a fare pesi.

Scritto: scrivere ci aiuta ad avere il punto d’arrivo sempre ben chiaro e definito. Non si dimentica e non può essere inconsciamente cambiato. È un impegno esplicito che noi prendiamo con noi stessi. Portarlo con noi, nero su bianco (chiaramente modificabile se è necessario), ci aiuta a tenere alta la motivazione e a ritrovare la grinta quando, per stanchezza o demoralizzazione, ci sentiamo smarriti e ci verrebbe voglia di mollare tutto.

Come avrete capito, porsi come obiettivo “farò del mio meglio” non è sbagliato di per sé, ma poco utile perché non ci dà indicazioni chiare e precise. Dobbiamo imparare a essere coraggiosi per assumerci la responsabilità di lavorare per uno scopo. Dobbiamo essere pratici, consapevoli e realisti. Solo così potremo, col tempo, con l’aiuto e il sostegno dell’allenatore e della squadra, raggiungere le nostre mete per poi crescere, cambiare obiettivi ponendocene sempre di più ambiziosi, difficili e raggiungibili, ma soprattutto gratificanti.

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