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QUALE MEDIANA PER LA NOSTRA SQUADRA?

Caratteristiche, compiti e disposizione dei mediani nei diversi sistemi di gioco. Qual è il più adatto ai nostri giocatori?

Partiamo dal centrocampo a tre. Questa composizione della mediana prevede l’utilizzo di un metodista supportato da due interni che agiscono al suo fianco. Questi ultimi sono giocatori di movimento, di quantità e qualità. La squadra, con questa disposizione, è forte sull’asse longitudinale del campo, ma in genere dispone di poca copertura sulle fasce. Il metodista rappresenta il vertice basso davanti alla difesa (i tre centrocampisti non agiscono in linea), funge da schermo difensivo ed è la punta rovesciata di un triangolo che ha agli altri due vertici i compagni di reparto. Ha precisi compiti in fase di non possesso che vanno dalla protezione della linea difensiva alla capacità di essere incontrista e interditore; deve saper marcare chi si frappone fra le linee e raddoppiare sugli avversari che agiscono nella sua zona. Il suo raggio d’azione è prettamente centrale, è il motore della squadra e il suo regista arretrato. Deve possedere doti di linearità, di semplicità e concretezza, ma soprattutto capacità di lettura della situazione. I due mediani rappresentano la base avanzata del reparto e devono possedere doti di corsa per riuscire a svolgere il lavoro difensivo e offensivo. Soprattutto in quello difensivo devono essere abili nel dare copertura anche alle fasce scalando lateralmente; il loro compito è di supportare il lavoro dell’esterno basso e nello stesso tempo costruire centralmente una diga di fronte alle incursioni avversarie.

 

IL CENTROCAMPO A DUE

Se si gioca con due centrocampisti centrali in linea, a prescindere da come verranno schierati i compagni in fase offensiva (la scelta più diffusa è il tre più uno nell’1-4-2-3-1), questi devono essere abili nella riconquista della palla e, sul piano tattico, hanno il compito di tenere legata la squadra mantenendo le corrette distanze soprattutto con la linea di difesa. Sono il baluardo centrale della fase difensiva. Dovendo presidiare da soli la zona centrale, solamente in rari frangenti aiutano i compagni sulle corsie esterne (in figura 1 e 2 due esercitazioni utili per allenare i tempi di pressione, il pressing e la lettura delle traiettorie di passaggio, clicca sulle immagini per aprirne la scheda completa).

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Figura 1: esercitazione per allenare il possesso palla e la pressione, clicca sull'immagine per aprire la scheda completa.

Figura 2: esercitazione psicocinetica per allenare la pressione e la lettura delle traiettorie di passaggio, clicca sull'immagine per aprire la scheda completa.

IL CENTROCAMPO UNO PIÙ QUATTRO

Con questo sistema di gioco il centrocampista che agisce davanti alla difesa costituisce il vertice basso di tutti i triangoli che si vengono a formare con i compagni posti davanti a lui, è il fulcro dello scaglionamento difensivo ma anche offensivo a sostegno. Deve essere molto abile nell’intercetto, nel contrasto diretto, nei raddoppi, e deve saper leggere le situazioni alternando lo schiacciarsi sulla linea difensiva all’alzarsi per fare diga davanti alla stessa.

L’altra linea di centrocampo è composta da quattro giocatori con due esterni abili nel portare pressione individuale sui portatori di palla avversari. I due centrali, invece, devono essere molto duttili nella transizione passiva per portare pressione individuale e saper interpretare situazioni diverse che richiedono l’andare in copertura o il raddoppio. In certi frangenti devono arretrare il loro raggio d’azione a supporto del vertice basso comportandosi da mediani, in altri sapersi allargare sulle fasce per fare le diagonali sui compagni che sono stati saltati.

 

IL CENTROCAMPO TRE PIÙ UNO

È il classico centrocampo a rombo, il centrocampista centrale basso sarà un giocatore di ordine, un po’ più statico e più incontrista in quanto da lui dipendono gli equilibri del reparto e della squadra. Rispetto al modulo con il doppio centrale questo giocatore deve possedere capacità condizionali che lo portano a essere propositivo nella fase di non possesso. L’ideale è un elemento forte fisicamente che ha capacità di corsa ed è calcisticamente intelligente.

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