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INTER E MILAN: TUTTO SCONTATO

Soluzioni di gioco poco brillanti nel derby, facile lettura dell’avversario per i due tecnici: Inzaghi e Mancini non rischiano né trovano l’idea vincente

L'articolo è realizzato in collaborazione con la piattaforma Wyscout

Il derby della madonnina, finito a reti inviolate, ha regalato a Inzaghi e Mancini certezze per certi aspetti ma anche responsi che sono conferme non certo delle quali rallegrarsi. Il Milan per l’occasione è tornato a schierare Menez come finta prima punta, accompagnato sugli esterni da Bonaventura e Suso, alla prima da titolare con la maglia rossonera. Come previsto nell’analisi pre gara, uno dei punti di forza della squadra di Inzaghi è stato il lavoro sulle catene esterne (foto 1). 

foto 1 – Catena di destra rossonera più pericolosa per l’Inter. Abate molto spesso è andato in sovrapposizione su Suso per favorire o il cross o il tiro dello spagnolo.

Il Milan ha provato, soprattutto con Menez, a far girare palla velocemente da un lato all’altro del campo per mettere in difficoltà il centrocampo dell’Inter nella copertura in raddoppio sulle fasce, aggredite spesso dai rossoneri (foto 2).

foto 2 – Durante la partita, i cambi di gioco sulla trequarti sono stati una costante del Milan. In questo caso è Suso che lo fa per Bonaventura e mette in difficoltà Gnoukouri in ritardo nell’andare ad aiutare D’Ambrosio.

MILAN PRIMA TIMIDO, POI PIÙ AGGRESSIVO

Poco propositivo, però, l’atteggiamento iniziale milanista, la squadra è rimasta troppo bassa e ha atteso passivamente l’Inter nella propria metà campo (foto 3).

foto 3 – La disposizione del Milan bassa dei primi minuti di gara. Questo ha consentito all’Inter di arrivare indisturbata fino alla trequarti rossonera.

Evidente la differenza tra i primi e gli ultimi venti minuti del primo tempo: prima dell’intervallo la squadra di Inzaghi è riuscita a salire compatta in pressing e ha recuperato palloni importanti anche se poi non sfruttati (foto 4).

foto 4 – Stessa situazione della foto precedente, venti minuti più tardi. Il Milan alza nettamente il baricentro e riesce a effettuare un pressing abbastanza alto da consentire il recupero di palloni nella metà campo interista.

Fra i rossoneri si è fatta sentire molto la mancanza di Destro (o Pazzini) in mezzo all’area di rigore. Più di una volta il Milan è arrivato al cross basso con gli esterni Bonaventura e Suso ma il centravanti Menez s’è preoccupato solo di alzarsi sul limite e ha lasciato, con scarso profitto, il compito di inserirsi alle due mezzali Van Ginkel e Poli, certamente non due eccelsi stoccatori (foto 5).

foto 5 – Bonaventura va al cross sulla sinistra. Ad occupare l’area ci sono Poli e Van Ginkel mentre Menez è fuori in attesa di una ribattuta.

L’INTER S’AFFIDA AL TREQUARTISTA

Mancini esce dalla stracittadina con qualche convinzione in più. Ha messo sovente in difficoltà i cugini grazie ai movimenti degli attaccanti e le giocate di Hernanes da trequartista, una soluzione tattica che, gara dopo gara, continua a convincere. Fin dal primo minuto, l'Inter ha accentuato un possesso palla fatto di passaggi elementari aventi l’unico scopo di arrivare sulla trequarti. Icardi nel primo tempo s’è abbassato molto per ricevere e favorire la circolazione del pallone. In questi casi D’Ambrosio a destra ha attaccato subito la profondità, cercando di prendere in controtempo la catena di sinistra avversaria formata da Van Ginkel e Antonelli (foto 6).

foto 6 – Icardi va incontro al pallone e D’Ambrosio e Gnoukouri si inseriscono sulla destra. Situazione ripetuta più volte durante il match.

Hernanes in posizione di trequartista è stata una delle scelte chiave del match. Il brasiliano è riuscito quasi sempre a ricevere palla tra le linee, una volta giratosi è andato sistematicamente a completare lo scaglionamento offensivo seguendo o il movimento ad allargarsi di una delle due punte o il loro accentramento. La densità centrale dei nerazzurri in proiezione offensiva ha preoccupato e distratto la difesa milanista che ha subito gli inserimenti di D’Ambrosio, più volte al traversone dal fondo (foto 7). 

foto 7 – Kovacic è in possesso di palla ed effettua un passaggio per Hernanes, che si trova tra la linea di difesa e centrocampo milanista. Ricevuta la sfera, Hernanes avrà il tempo di girarsi e scegliere se premiare il taglio di Icardi o l’Inserimento di D’Ambrosio a destra.

Che ai punti qualcosa in più meritasse la formazione di Mancini lo dicono anche i numeri. Nel corso della partita, l’Inter ha subito solo quattro tiri nello specchio della porta. Due di questi sono stati però unicamente frutto dell’inesperienza tattica di Kovacic. Il giovane croato ha faticato a supportare Juan Jesus in occasione dei movimenti in sovrapposizione di Abate e Suso, lo spagnolo ha ringraziato e trovato per due volte lo specchio della porta (foto 8 e 9).

Scritto in collaborazione con Jacopo Gornati (New G Project).

foto 8 e 9 – Kovacic in ritardo sulla copertura, consente ad Abate la sovrapposizione a Suso che entrambe le volte si accentrerà e andrà al tiro.

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