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IL PASSO ACCOSTATO

Dopo le posture, analizziamo un altro gesto chiave del numero uno: il passo accostato. Lo “scaccia piede” è il movimento chiave per gli spostamenti veloci in spazi ristretti. Principi, esecuzione ed esercitazioni.

Durante le gare, anche del settore giovanile, al portiere viene richiesto un maggiore coinvolgimento nel gioco, sia in fase di possesso sia in quella di non possesso, con compiti tattici e di supporto ai propri compagni. Ciò richiede continui spostamenti per raggiungere la posizione ottimale.

È utile, pertanto, fin dai più piccoli, lavorare progressivamente sui diversi tipi di traslocamenti.

Lo spostamento, a sua volta, è strettamente legato all’arresto, se effettuato correttamente il successivo movimento sarà agevolato. Obiettivo effettuarne di efficienti ed efficaci. Spazio e tempo sono gli elementi fondamentali dei quali tenere conto.

 

INCROCIO O PASSETTO?

Il portiere deve porsi le seguenti domande: dove sono? Dove devo andare? Quanto tempo ho per farlo? Le risposte forniscono la soluzione migliore da adottare. Come? Esistono diversi tipi di spostamenti. Il passo accostato (anche detto scaccia piede o passetto) è quello che verrà preso in esame in questo post. Viene utilizzato soprattutto per coprire spazi brevi con grande rapidità. In pratica, si tratta di muovere velocemente e radente il terreno la gamba relativa alla posizione di arrivo scelta. Un passo non troppo lungo, la punta del piede che anticipa la posizione del busto. L’altra gamba segue velocemente non appena la prima ha appoggiato terra e si torna in posizione di attesa.

Altro tipo di spostamento molto usato è il passo incrociato, impiegato soprattutto per tratti di corsa mediamente lunghi. Accade spesso sull’asse verticale sul quale il portiere si muove in avanzamento e in arretramento. In avanzamento può affidarsi a passi tradizionali, corsa o camminata, nella fase di recupero della porta invece sono meno opportuni. Meglio arretrare restando con la visuale fronte al campo, ma orientando parzialmente bacino e gambe verso la porta. È il principio di base del passo incrociato, che analizzeremo nel dettaglio più avanti. Se si ha a che fare con allievi molto giovani (10 - 12 anni) i concetti di tempo e spazio vanno affrontati in maniera semplice, attraverso piccole progressioni didattiche. Occorre scomporre i gesti in modo elementare, lavorarci e non pretendere di collocarli fin da subito nella situazione di gioco. È utile dare, in queste fasce d’età, connotazione ludico-coordinativa alle proposte cercando di curare i particolari.

Foto 1: la posizione di partenza

LE ESERCITAZIONI

Di seguito le indicazioni per la corretta esecuzione degli esercizi mostrati nel video di apertura. Si ringrazia Federico Notarbartolo dell’Fc Lugano per essersi prestato per le dimostrazioni.

 

Il quadrato: si prepara, con dei cinesini o altri delimitatori, un quadrato di due metri per due. Poi, partendo al centro del lato lontano (foto 1), il portiere esegue un passo accostato arrestandosi al vertice del quadrato in posizione di parata e, successivamente, esegue un gesto tecnico prestabilito. Dopo, partendo al centro del quadrato, il portiere esegue un passo accostato in arretramento diagonale, si arresta sul cinesino sull’angolo del quadrato in posizione di parata e, successivamente, esegue il gesto tecnico prestabilito. Questo esercizio può essere utilizzato sia come attivazione (riscaldamento) sia come lavoro analitico. Il portiere effettua piccoli traslocamenti in diverse direzioni abbinati a differenti gesti tecnici. La direzione e il tipo di passo sono dichiarati preventivamente questo permette all’allievo di concentrarsi solo sull’aspetto tecnico e motorio dello spostamento.

Foto 2: passo accostato in diagonale. Il piede destro ha effettuato il primo movimento, la punta rivolta nella direzione di spostamento, il sinistro accompagnerà subito dopo

Il corridoio: l’area di lavoro è un corridoio largo 2 metri e lungo 4 con delimitazione da parte di un cinesino di diverso colore ogni metro. Il portiere, partendo dal fondo, deve correre in avanti e saltare un pallone che rotola verso di lui, dichiarando il colore della zona in cui atterra. Successivamente arretra in diagonale verso il cinesino appena superato (foto 2) e, una volta arrestatosi, esegue il gesto tecnico. Le varianti possono essere legate alla scelta del piede (esempio scavalcare la palla con il destro quindi arretrare a sinistra) e al tipo di gesto tecnico (tuffo, deviazione, uscita o controllo e passaggio). Il secondo esercizio permette un abbinamento di diversi tipi di passi e costringe il giovane numero uno a fare una scelta. Questa esercitazione può essere utilizzata come proposta analitica e offre numerose varianti sia legate all’utilizzo dei colori sia all’abbinamento di diversi gesti. L’aspetto principale che la caratterizza è l’aumento del carico cognitivo, perché insistendo sulla raccolta di informazioni e sulla successiva rielaborazione si creano le premesse affinché il portiere possa gestire al meglio la situazione in gara.

 

La porta e lo spazio: si pone un cinesino sulla bisettrice della posizione di tiro effettuato dall’allenatore rispetto alla porta. Il portiere partendo leggermente avanzato, recupera la posizione in arretramento fino a posizionarsi sul cinesino. Successivamente parerà il pallone calciato dall’allenatore e cercherà una rapida ripartenza con le mani sul lato opposto. Questa terza proposta prevede l’inserimento della porta con una maggiore e più realistica richiesta di occupazione dello spazio. Vengono introdotti anche piccoli elementi legati alla transizione dal non possesso al possesso di squadra, pertanto, in base agli obiettivi che l’istruttore vuol perseguire, può essere utilizzata come analitica o situazionale.

 

Consigli e correzioni

Il passo accostato deve essere molto rapido e quindi il tempo durante il quale il piede resta staccato da terra è molto ridotto. L’errore che potreste dover correggere consiste nell’eccessiva ampiezza del movimento (piede non radente il terreno).

Articolo a cura di Andrea Pasquot

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