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CALCIO: L’ESTATE SU ERBA ARTIFICIALE

I consigli per giocare sui manti in sintetico per non patire eccessivamente le alte temperature e influenzare negativamente la prestazione

Il campo da calcio in sintetico, come sappiamo, rispetto al fondo classico offre al calciatore il grande vantaggio di allenarsi o giocare mantenendo costanti i suoi comportamenti biomeccanici anche al variare delle condizioni atmosferiche. Giornate prolungate di pioggia o temporali particolarmente intensi non generano fango, buche (potenzialmente pericolose) o pozzanghere (se il sistema di drenaggio è ben realizzato). Permettono agli allenatori di lavorare con la squadra in condizioni ottimali dal punto di vista tecnico e atletico, ma anche in relazione alla tutela dell’integrità fisica del giocatore.

 

I MIGLIORAMENTI DEL’ERBA ARTIFICIALE

Una delle maggiori lamentele riproposte spesso da chi gioca sul sintetico è però quella relativa alle alte temperature percepite nei periodi estivi: come stanno davvero le cose? Il problema è reale. Le generazioni di campi precedenti alle attuali ponevano il calciatore anche a rischio di bruciature e dolorosi graffi a seguito di scivolate, a causa dell’utilizzo di un filato abrasivo per la pelle. Oggi il problema è stato risolto grazie anche a un materiale da intaso (spesso scuro di colore), che però riflette il calore solare, amplificandolo. Si tratta di Sbr (gomma da riciclo), che trattiene e restituisce il calore, come fanno in genere tutti i materiali termoplastici.

 

UNO STUDIO SCIENTIFICO

Il consiglio più semplice per chi gestisce questo tipo di impianti è, in condizioni di forte caldo esterno, bagnare molto e spesso il terreno. È necessario, e vi spieghiamo il perché. Uno studio al quale ho partecipato ha confrontato cinque superfici diverse tra loro, quattro in sintetico e una in erba naturale in situazioni climatiche analoghe. Le aree in sintetico non erano uniformi nell’intaso, in una di loro c’era materiale organico. Sono state effettuate diverse rilevazioni di temperatura con sensori a contatto e a infrarosso in cinque punti fissi di ciascun campo. A una media di temperatura ambientale esterna di 25 gradi, i campi in termoplastico hanno fatto registrare attorno ai 50 gradi, quelli in organico attorno ai 35, mentre l’unico in naturale attorno ai 20.

 

CONSIGLI PER I CALCIATORI

Chiunque può comprendere quanto è importante giocare su superfici con temperature non più alte di quelle ambientali, perché ciò porta a disidratazione. Quest’ultima è in assoluto da evitare. Giocare su superfici non eccessivamente dure, perché secche o compattate, è sicuramente necessario, ma non si dovrebbe farlo a scapito della temperatura percepita dall’atleta, che potrebbe vedere la sua performance alterata. Mi auguro (siamo certi che lo faranno o lo stanno già facendo) che le aziende produttrici di questa grande innovazione quali sono le superfici in erba sintetica ne tengano conto e stiano studiando la soluzione per ovviare al problema. Intanto i consigli per i calciatori “costretti” a giocare d’estate sui moderni sintetici sono ovvi ma doverosi:

  • cercate di evitare le ore più calde;
  • reintegrate i liquidi che perdete assumendone (acqua preferibilmente) ogniqualvolta il fisico ve lo richiede, anche durante la prestazione.

Leggi gli altri post e guarda i test a cura di Mauro Testa

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