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CHAMPIONS: I RIMORSI DELLA JUVE

Vince giustamente il Barcellona ma la squadra di Allegri ha qualche rimpianto, un primo tempo più coraggioso e una ripresa più lucida. Le considerazioni di Angelo Pereni.

L'articolo è realizzato in collaborazione con la piattaforma Wyscout

Nella finale i Berlino la Juventus ha accarezzato il sogno ma, alla fine, ha vinto la squadra migliore, quella che ha potuto schierare più qualità individuali e un collettivo che, con semplicità, “manda” i movimenti a memoria. Resta, per i bianconeri, il rammarico di aver giocato un tempo alla pari (il secondo) quando il gol del pareggio e il gioco espresso hanno un po’ frastornato i catalani. Il merito del Barcellona è stato quello di non scomporsi e, con la consapevolezza e la forza della grande squadra, una volta fatta sfogare l’avversaria riproporre il suo calcio bello e sfrontato. Veloci affondi in profondità, semplici ma efficaci transizioni positive e tanti uomini ad attaccare l’area avversaria. Movimenti offensivi rapidissimi realizzati da giocatori dal tasso tecnico enorme e sorretti da un atteggiamento collettivo orientato a voler vincere prendendosi la partita, non speculando sull’avversario. La Juventus s’è contrapposta con le caratteristiche del suo gruppo, un modo di affrontare i match in Europa di stampo ancora molto italiano, anche se coraggioso e determinato e non è bastato. Alla squadra bianconera non è mancata, comunque, la mentalità da top club piuttosto, forse, il “fenomeno” in grado di punire cinicamente la minima sbavatura altrui.

L’ANALISI DELLA PARTITA

Allegri aveva deciso, anche giocoforza stante l’indisponibilità di Chiellini, di giocarsi la gara nel vero senso della parola, schierando un 1-4-3-1-2 con Vidal a fare da collante tra centrocampo e reparto difensivo. Con questo schieramento i bianconeri sono anche riusciti a mettere in difficoltà i catalani soprattutto quando erano in fase di impostazione della manovra dal basso. Più di una volta, i difensori del Barcellona hanno dovuto forzare la giocata, giocando palla lunga in verticale (foto 1).

Foto 1 - La Juventus in pressione alta su costruzione dal basso avversaria

La Juventus, poi, ha trovato il gol del momentaneo pareggio proprio grazie a questo tipo di atteggiamento. Su rimessa laterale per gli spagnoli Dani Alves è stato costretto dal pressing alto a un rilancio sporco su cui s’è avventato Lichtsteiner, la sua fulminea sovrapposizione ha creato i presupposti base per il gol di Morata (foto 2 e 3).

Foto 2 - Ancora Juve concentrata in pressione su rimessa laterale bassa avversaria, i blaugrana disimpegnano male la juventus recupererà palla alta e andrà a segno.

Foto 3 - La sovrapposizione di Lichtstenier decisiva nell'azione del gol bianconero.

IL BARÇA NON HA DATO PUNTI DI RIFERIMENTO

La “vecchia signora” ha messo in campo tanta quantità e motivazioni a mille, ma il Barcellona ha dimostrato d’avere (non bastasse l’enorme tasso tecnico) anche la capacità di trovare diverse soluzioni e plasmarsi attorno all’atteggiamento dell’avversario. Come previsto nell’articolo di presentazione del match, nel reparto offensivo quello che s’è accentrato di più è stato Messi, che ha sfruttato le sovrapposizioni di Alves e gli inserimenti di Rakitic per trovare più spazio e inventare da par suo. La Pulce ha spesso trovato in Neymar la sua soluzione preferita sia con cambi di gioco millimetrici (foto 4), sia grazie al movimento incontro al pallone del brasiliano per liberare la corsia sinistra in favore di Jordi Alba (foto 5). Non è un caso, infatti, che il gol dell’1-0 sia arrivato proprio dopo una sventagliata da destra a sinistra di Messi per Neymar. 

Foto 4 - Messi pesca in area Neymar con un apertura da destra a sinistra

Foto 5 - Stavolta Neymar va incontro, Messi lo serve palla a terra, Alba attacca lo spazio lasciato libero dall'asso brasiliano

La sensazione è che la squadra di Allegri avrebbe potuto fare qualcosa di più. Già nel primo tempo, quando il Barcellona era padrone del campo, la Juventus ha avuto la possibilità di sfruttare uno dei pochi punti deboli della retroguardia blaugrana. Sui palloni lunghi, quando almeno uno dei centrocampisti è riuscito ad accompagnare le punte Piqué e Mascherano hanno dovuto fare gli straordinari per chiudere sui vuoti lasciati dagli esterni bassi blaugrana alle loro spalle (foto 6).

Foto 6 - Come segnalato nell'articolo precedente di Michele Santoni qui Vidal supporta le due punte per attaccare la fascia lasciata sguarnita da uno dei due esterni bassi blaugrana

Quando poi Pirlo, Pogba e Marchisio sono riusciti a liberarsi della prima pressione portata da Messi & Co. si sono aperti spazi mal sfruttati: i tentativi di conclusione infelici di Vidal e qualche cross poco convinto dagli esterni per esempio (foto 7 e 8).

Foto 7 - Tre uomini del Barcellona rimangono sotto la linea della palla, la Juve non ha sfruttato alla perfezione questo genere di situazione

Foto 8 - Quattro contro quattro in attacco con gli esterni del Barca completamente fuori linea, la Juventus troppo lenta nel ripartire e aggredire la profondità

JUVENTUS MEGLIO COL BARICENTRO ALTO

Nel secondo tempo i bianconeri sono riusciti a dare maggiore continuità alla spinta offensiva grazie al baricentro alto tenuto in primis dalla linea difensiva. La squadra ha portato nei pressi dell’area di rigore avversaria molti più uomini, aumentando quindi anche il coefficiente di pericolosità delle giocate (foto 9).

Foto 9 - Quattro uomini della Juve in area di rigore, due al limite dell'area, Juve propositiva in questa fase ma non ha concretizzato

Come accennato il Barcellona ha dimostrato di saper trovare soluzioni anche diverse nei momenti chiave della partita, con una di esse ha risolto il match. Nei minuti di maggiore difficoltà, Luis Enrique ha ordinato ai tre tenori di rimanere alti: obiettivo piazzare la ripartenza killer (foto 10 e 11). Se poi ci mettiamo i 40 metri di palla al piede a folle velocità di Messi, il risultato è il gol di Suarez.

Con la collaborazione di Jacopo Gornati (newgproject)

Foto 10 e 11 - Due ripartenze degli spagnoli che in campo aperto sono devastanti

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