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AIUTIAMO I PICCOLI CALCIATORI A CRESCERE

Regole e consigli dedicati ai genitori per gestire le criticità che i piccoli calciatori devono affrontare nel vivere lo spogliatoio.

Nel precedente post abbiamo sottolineato come sia opportuno che i genitori imparino a “lasciare andare” i propri figli, a far vivere loro l’esperienza dello spogliatoio in modo autonomo fidandosi delle competenze di dirigenti e istruttori. Eccezion fatta, ovviamente, per i più piccini, i Piccoli Amici ed eventuali categorie inferiori, per i quali la presenza di un genitore è consentita e consigliata. Mamme e papà devono accompagnare i piccoli sino all’ingresso senza invadere, anche solo involontariamente, lo spazio nel quale si cambiano. Anche nel caso dei più piccini, comunque, i genitori dovrebbero più che altro essere di supporto per far sì che i piccoli diventino autonomi prima possibile. Devono esortarli a vestirsi e svestirsi da soli, insegnare loro ad allacciarsi le scarpe da calcio, asciugarsi bene i capelli e via dicendo. Peraltro il contesto aiuta moltissimo. Dalla mia esperienza posso dire che i bambini ci tengono a mostrarsi autonomi nel momento in cui si sentono “calciatori”.

 

ACCOMPAGNIAMO I BAMBINI VERSO L’AUTONOMIA

Bisogna quindi approfittarne per aiutarli ad adottare un atteggiamento risolutivo, pratico e autonomo. Emerge, a questo punto, l'importanza di spiegare ai genitori, a inizio anno, le regole interne della società e spiegare le motivazioni per cui sono state definite (per il bene dei bambini). Ciò andrebbe fatto attraverso delle riunioni in cui la Scuola Calcio presenta il proprio modo di lavorare e chiede la collaborazione dei genitori. Tale momento e il suo giusto approccio è molto ben spiegato da Michele Di Cesare nel suo articolo “Genitori e allenatori: il falso problema” (clicca e vai al post) e trattato in un post apposito – Organizziamo il confronto con i genitori (clicca e vai al post) – dal collega Roberto Mauri.

I COMPITI DEI GENITORI

I genitori hanno alcuni compiti semplici e chiari. Devono far sì che i figli si sentano responsabili del loro borsone. Nel caso si trovino al suo interno cose che non sono di loro proprietà o manchino degli indumenti, è bene farlo notare. Esortate i piccoli ad avere cura delle proprie cose, perché questo significa aver cura di se stessi. Se vostro figlio dovesse uscire dallo spogliatoio piangendo, dispiaciuto perché – per esempio – è stato fatto oggetto di scherzi o di prese in giro da parte dei compagni, va prima di tutto confortato. Il fatto in sé va sdrammatizzato, fategli capire che quanto accaduto non significa che lui o lei siano inadeguati a stare con gli altri. Fate capire loro che certe cose fanno parte dello spogliatoio, che quando si sta tutti insieme possono capitare, che tutti i bambini potrebbero rimanerne vittima e che stavolta è toccato a lui. È anche opportuno esortare il piccolo, se dovesse ricapitare un evento analogo, a reagire con disappunto e fermezza, ma senza farsi troppo coinvolgere, pena apparire fragili e attaccabili. Nel caso in cui l’attrito con i compagni non si risolva e persista invitiamoli a rivolgersi al mister.

 

NON ASSECONDATE I LORO PICCOLI DRAMMI

Istruttori e genitori devono fare attenzione a non assecondare il senso di mortificazione dei piccoli. Se gli scherzi e le prese in giro vanno troppo oltre, sta a noi adulti intervenire con fermezza per istruire i giovani al rispetto reciproco che è alla base di tutte le regole che disciplinano la condivisione di spazi comuni. I bambini hanno bisogno di acquisire strumenti che li aiutino:

  • a non subire gli eventi della vita;
  • a non sentirsi vittime delle situazioni;
  • a imparare a contare solo e sempre sulle loro forze.  

Devono acquisire la capacità di trovare il modo di gestire una relazione interpersonale difficile, piuttosto che isolarsi, attaccare e reagire con rabbia. L'adulto dovrebbe essere così bravo da sostenere il bambino, condividendo con lui ansie e delusioni, senza vivere il fatto in prima persona e aiutandolo a trovare una soluzione costruttiva.

 

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