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CALCIO: METTIAMO FUORI GIOCO LA CELIACHIA

L’intolleranza al glutine è un disturbo sempre più diffuso, anche fra i calciatori. I consigli per un’alimentazione alternativa adeguata e nutriente.

La celiachia è una condizione geneticamente determinata caratterizzata dall’intolleranza permanente al glutine di frumento e alle proteine corrispondenti di segale e orzo. È una patologia molto diffusa, in continua crescita (in Italia i celiaci sarebbero circa 500.000, un caso su 100), la cui unica terapia consiste nella dieta senza glutine. Chi pratica una disciplina sportiva, soprattutto se a livello agonistico, ha bisogno di un’alimentazione ricca e bilanciata e da questo punto di vista essere celiaci e seguire una dieta senza glutine può comportare dei problemi. La celiachia infatti, se non curata adeguatamente, può portare a un ridotto assorbimento di vitamine e minerali, sostanze indispensabili per il buon rendimento dell’organismo, soprattutto se sottoposto a fatica e stress.

 

CALIBRIAMO L’ALIMENTAZIONE

Sappiate, però, che ci sono grandi campioni affetti da celiachia che hanno raggiunto risultati di altissimo livello (due esempi sono Novak Djokovic nel tennis e Martin Castrogiovanni nel rugby). Esserne vittima quindi non rappresenta più un ostacolo per chi pratica sport a qualsiasi livello. Un’alimentazione priva di glutine e ben calibrata sulle proprie esigenze permette al calciatore celiaco di ottenere e mantenere buone performance sportive. In commercio esistono numerosi prodotti “gluten free” che possono sostituire il pane, la pasta e i biscotti “normali”. Macronutrienti fondamentali nella dieta del calciatore sono i carboidrati, che svolgono funzioni importanti. Essi vengono immagazzinati nei muscoli sotto forma di glicogeno, che rappresenta la componente fondamentale per l'attività muscolare. Fonti principali di carboidrati sono la pasta, il pane e i dolci. Un problema quindi per i calciatori celiaci? Direi di no.

 

LA PASTA A BASE DI MAIS E RISO

Per esempio la pasta senza glutine, a base di mais e riso, può essere un alimento perfetto. Innanzitutto ha una risposta glicemica più prolungata di quella normale e anche una fermentazione minore. Ciò significa che la risposta energetica durante una performance sportiva sarà sicuramente migliore in quanto il glucosio sarà rilasciato e consumato dai muscoli molto gradualmente. Tale pasta è inoltre più digeribile e più leggera di quella normale, nonostante contenga le stesse calorie e quindi richieda un intervallo tra pasto e inizio della prestazione sportiva più breve. In più fornisce folati e vitamine del gruppo B, che aumentano la biodisponibilità del ferro (una priorità per gli sportivi) e lisina, un aminoacido poco presente nella pasta di semola, che stimola le difese immunitarie.

 

CONSIGLI PRATICI PER GENITORI E DIRIGENTI

Come gestire i momenti di condivisione dei pasti, le possibili uscite di gruppo e le trasferte? Per affrontare queste situazioni ci si deve necessariamente organizzare. I genitori devono insegnare ai propri figli a essere quanto più possibile autonomi nella scelta dei prodotti idonei per la loro dieta e poi avvisare preventivamente gli allenatori. In caso di trasferte, individuate in largo anticipo con allenatori o dirigenti, i ristoranti o le trattorie nei quali si recherà la squadra, in modo da poter contattare la struttura e avvisare in tempo per richiedere dei pasti senza glutine. Mettete infine nei borsoni dei figli cracker, panini o biscotti gluten free, in modo da poter fronteggiare qualsiasi evenienza. Per i celiaci che praticano sport a livello agonistico è però importante farsi seguire da un bravo nutrizionista in grado di fornire un’adeguata dieta.

 

UN ESEMPIO PRATICO

A titolo esemplificativo eccovi una giornata tipo adatta agli intolleranti al glutine.

Colazione. Succo di frutta, gallette di mais con ricotta e marmellata. Caffè o tè, qualche mandorla o noce.

Spuntino. Un frutto.

Pranzo. Pasta senza glutine, carne ai ferri. Julienne di carote e frutta.

Merenda. Uno yogurt.

Cena. Minestrone di verdure oppure riso con verdure. Pesce o bresaola, rucola e grana. Frutta. Alternative possono essere a colazione gallette di mais o di riso, per primo piatto del grano saraceno, quinoa o mais. Patate o legumi per contorno di un secondo fatto di carne, pesce, uova, affettati o formaggi. Sono da evitare le impanature (esiste però il pane grattugiato gluten free).

 

Leggi gli altri post a cura di Attilio Ardizzi

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