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ROMA JUVENTUS: ULTIMA OCCASIONE

Il campionato pare ormai deciso, ma la Roma di Garcia è chiamata a una prova di orgoglio dai suoi tifosi e… dal Napoli di Benitez. Allegri gioca il match point. L’analisi tattica di Paolo Tramezzani.

L'articolo è realizzato in collaborazione con la piattaforma Wyscout.

Lo scontro diretto tra la Juventus di Allegri, prima in classifica con 57 punti, e la sua più diretta inseguitrice, la Roma di Garcia, distanziata di nove lunghezze, è l’incontro di cartello del week end calcistico, anche perché potrebbe emettere una sentenza, pressoché definitiva, sulla lotta per lo scudetto. Le due squadre arrivano all’appuntamento con stati d’animo e di forma abbastanza diversi: la Roma non vince in casa dal 4-2 del 30 novembre contro l’Inter e nell’anno nuovo ha collezionato solo 3 pareggi nelle partite disputate all’Olimpico; la Juventus, fresca vincitrice nell’andata degli ottavi di Champions contro il Borussia Dortmund, nelle ultime settimane ha aumentato il proprio distacco sui giallorossi anche se nelle trasferte del 2015, lontano dallo Stadium, ha collezionato “solo” 2 pareggi e 1 vittoria contro il Napoli l’11 gennaio.

La Roma ha assoluto bisogno di una vittoria che le consentirebbe di riaprire il discorso scudetto tenendo a distanza il Napoli. La squadra di Benitez, dopo la Supercoppa vinta ai rigori a Doha, ha infatti aumentato il ritmo in campionato, avvicinandosi pericolosamente a quel secondo posto che significherebbe qualificazione diretta alla fase a gironi della Champions League.

Gli uomini di Garcia, dopo la delicata e vincente trasferta a casa del Feyenoord, tenteranno inoltre di ricucire definitivamente lo strappo morale coi tifosi, causato dagli ultimi pareggi casalinghi, alcuni dei quali del tutto inaspettati come quello col disperato Parma.

La Juventus, dal canto suo, ha la grande occasione di chiudere definitivamente la corsa al tricolore già alle idi di marzo, per di più in casa della diretta concorrente, infliggendole un colpo mentalmente devastante, per poi dedicarsi con maggiore tranquillità alla Champions League competizione sulla quale riversare tutte le energie fisiche e mentali a disposizione. 

Assenze importanti soprattutto per la Roma che dovrà fare a meno, oltre che dei lungodegenti Balzaretti e Castan, di Maicon, Strootman e Ibarbo mentre le condizioni di Iturbe e Florenzi destano più di qualche perplessità. Nella Juventus, sicuramente out Asamoah e Romulo, oltre a Pirlo, infortunatosi al polpaccio nel primo tempo del match con il Borussia Dortmund.

Foto 1 Disposizione offensiva della Roma con terzini alti e larghi e accentramento degli esterni d’attacco.

FASE OFFENSIVA ROMA CONTRO

FASE DIFENSIVA JUVENTUS

Garcia presenterà con tutta probabilità il suo classico 1-4-3-3 che in fase offensiva prevede l’abbassamento del mediano, ruolo ricoperto probabilmente da De Rossi, ma attenzione all’alternativa Keita, tra i due centrali difensivi per iniziare la manovra offensiva. I due terzini alzano molto la loro posizione, partecipando attivamente alla fase offensiva e arrivando spesso sul fondo per il cross in area, mentre i tre attaccanti svariano su tutto il fronte dell’attacco senza dare punti di riferimento all’ avversario e favorendo gli inserimenti da dietro delle due mezzali (foto 1). L’inizio della manovra giallorossa prevede un giro palla comandato dai difensori centrali e dal mediano che allargano spesso il gioco sui terzini, molto coinvolti nell’impostazione iniziale del gioco.

Nella fase di sviluppo dell’azione offensiva le due ali del tridente spesso si accentrano, giocando molto vicine a Totti, finendo così per intasare gli spazi nella zona centrale del campo, anche perché le mezzali rimangono strette, rendendo molto complicata la verticalizzazione. Nello scacchiere offensivo giallorosso, inoltre, manca la punta capace di attaccare la profondità, allungando così le distanze tra difensori e centrocampisti avversari. Totti infatti preferisce abbassarsi e ricevere palla tra i piedi, e questo contribuisce ancor più a ridurre gli spazi di giocata tra le linee. Il risultato è un possesso palla orizzontale, insistito nella metà campo avversaria, che sfocia nella finalizzazione solo tramite il tiro da fuori o attraverso iniziative personali come il dribbling o le progressioni palla al piede.

Foto 2 Disposizione difensiva della Juve.

La fase difensiva della Juventus (foto 2) risponderà con un 1-4-3-1-2, schierando Marchisio come vertice basso del rombo a protezione della difesa. Il punto debole potrebbe essere l’inferiorità numerica che si crea sugli esterni: terzino e ala della Roma allargandosi costringerebbero Pogba (a rischio con Sturaro pronto a subentrare) a sinistra e Vidal e destra a scivolare sull’esterno per aiutare il terzino bianconero ed evitare un pericoloso due contro uno. Se questo movimento sarà puntuale e costante la Juventus riuscirà a controllare con più facilità la Roma, costringendola a cercare lo sfondamento centrale che ovviamente sarà molto più complicato. Importante anche il ruolo del trequartista, con ogni probabilità ricoperto da Pereyra, che dovrà sdoppiarsi tra il pressing sul mediano, per impedire una facile costruzione da dietro all’avversario, e l’aiuto in zona centrale al centrocampo, già svuotato dal movimento precedentemente analizzato richiesto alle due mezzali. 

Foto 3 Disposizione offensiva della Juventus con terzini e mezzali larghi.

FASE OFFENSIVA JUVENTUS

CONTRO FASE DIFENSIVA ROMA

In fase offensiva L’1-4-3-1-2 bianconero si modifica con l’abbassamento del vertice basso del rombo di centrocampo tra i due centrali difensivi che comandano il giro palla iniziale. I terzini alzano molto la loro posizione, mentre le due mezzali si aprono creando linee di passaggio libere per la verticalizzazione verso il trequartista, affiancato in questa fase da Tevez che ama giocare tra le linee (foto 3). Lo sviluppo della manovra bianconera, risulta così più fluido proprio per il movimento richiesto a Pogba (Sturaro) e Vidal che, insieme ai terzini, creano ampiezza liberando la zona centrale del campo per passaggi verticali rasoterra. Con Morata nel ruolo di prima punta, inoltre, la Juventus acquisisce la capacità di attaccare la profondità alle spalle del difensore, che Llorente non può garantire per caratteristiche fisiche, necessaria per amplificare maggiormente lo spazio tra le linee dove agiscono Tevez e Pereyra. La fase di finalizzazione bianconera è affidata soprattutto alle combinazioni nello stretto al limite dell’area e al tiro da fuori, vera arma in più della Juventus in questa stagione, con molti giocatori capaci di risolvere le partite grazie alle conclusioni dalla distanza.

Foto 4 Disposizione difensiva Roma.

La fase difensiva della Roma si sviluppa a partire dal 1-4-3-3 e prevede l’abbassamento delle due ali del tridente quasi sulla linea dei tre centrocampisti schierati con il vertice basso a protezione della difesa a quattro (foto 4). Proprio la posizione di Ljajic e Gervinho sarà fondamentale: se riusciranno ad arginare con costanza le giocate nella fase iniziale della manovra di Vidal e Pogba, la Roma potrebbe poi fare densità in mezzo al campo con le due mezzali. In tal modo, lascerebbe più libertà ai difensori centrali avversari, ma impedirebbe le classiche giocate verticali bianconere. Importante anche l’aiuto in fase difensiva di Totti che dovrà partecipare attaccando il regista avversario. Decisiva, infine, la posizione del mediano davanti alla difesa che dovrà essere abile, con l’aiuto dei difensori centrali, a contrastare le giocate tra le linee degli attaccanti bianconeri.

Foto 5 Copertura preventiva dei difensori centrali oltre la linea di metà campo.

TRANSIZIONI POSITIVE E NEGATIVE

I cambi di fase di gioco saranno fondamentali nel big match dell’Olimpico. Entrambe le squadre, una volta perso il pallone, cercano l’immediato recupero della sfera nella metà campo avversaria con un atteggiamento molto aggressivo. Atteggiamento che coinvolge anche i difensori centrali che spesso vengono ben oltre la linea di metà campo per attuare coperture preventive sugli attaccanti avversari (foto 5). Questo scelta tattica e la posizione molto alta dei terzini, in entrambe le formazioni, favorisce la fase di transizione positiva degli avversari che, se saranno sufficientemente abili tecnicamente da superare la prima linea di pressing, troveranno ampi spazi per sfruttare la velocità dei loro attaccanti. L’assenza di Pirlo, almeno nella fase di transizione negativa, sulla carta avvantaggia la Juventus che schiererà un centrocampo che fa della corsa uno dei suoi punti di forza, mentre nella Roma il giocatore che potrebbe incontrare maggiori difficoltà, in questa specifica situazione di gioco, è Pjanic, molto abile tecnicamente ma troppo veloce nel recuperare la posizione.

La velocità di Gervinho e Nainggolan da una parte e quella di Morata e Tevez dall’altra saranno le armi a disposizione delle due squadre per quel che riguarda la fase di transizione positiva.

 

VARIAZIONI TATTICHE

Nella partita con il Verona, negli ultimi minuti, Garcia è passato al 1-4-2-3-1, schema che potrebbe rivelarsi interessante anche nel match con la Juventus: consentirebbe infatti di sgravare la punta da compiti difensivi, poiché il trequartista centrale si occuperebbe del regista, attuando poi una marcatura a uomo: trequartisti esterni giallorossi su terzini bianconeri e mezzali contro mezzali, imbrigliando quindi lo sviluppo della manovra bianconera.

Nella partita con l’Atalanta invece, una volta raggiunto il vantaggio, Allegri è passato al 1-3-5-2 utilizzandolo come modulo prettamente difensivo, grazie all’interpretazione del ruolo richiesta agli esterni. Così facendo la Juventus è decisamente più solida e meno incline a subire pericolose transizioni grazie alla difesa che, in definitiva, è spesso schierata a cinque.

Foto 6 Schema su palla inattiva della Roma.

PALLE INATTIVE

Enorme attenzione sarà rivolta dai due allenatori alle palle inattive. Sulle punizioni dirette la Roma, grazie all’infortunio occorso a Pirlo, sembra avere qualcosa in più grazie alle grandi doti balistiche di Totti, Pjanic e Ljajic (foto 6). Alla Juventus rimangono le soluzioni di Tevez e la potenza di Bonucci.

Sulle palle inattive indirette, invece, è la Juventus che sembra avere il predominio grazie alla prestanza fisica di Chiellini, Bonucci e Llorente, anche se le due reti identiche subite da Antonelli e Migliaccio, con tagli sul primo palo, sembrano aver tolto sicurezza alla retroguardia bianconera che come quella giallorossa marca a uomo sui corner.  Particolare attenzione agli schemi attuati dalla Roma sulle punizioni laterali, come quello che ha liberato Ljajic alla conclusione nel pareggio di Verona.

Con la collaborazione di Jacopo Zogno e Jacopo Gornati (New G Project).

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