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CALCIO: LIBERIAMOCI DALLA MARCATURA

Una semplice esercitazione, ricca di contenuti tecnici e tattici, per insegnare ai giovani i principi dello smarcamento sotto pressione di un avversario.

Nel precedente post vi ho proposto un esercitazione finalizzata all’allenamento, nei giovani calciatori, della protezione della palla. Inserendo delle varianti è possibile far lavorare i bambini su gesti tecnici e principi di gioco legati soprattutto alla tattica individuale e collettiva. In particolar modo, con i più piccoli, bisogna dare molto spazio all’aspetto ludico, alla sfida. Occorre creare attività coinvolgenti che, benché inserite in un contesto metodologico, siano utili per dare al bambino tutti gli strumenti indispensabili per risolvere le situazioni che la partita gli propone. Obiettivo dell’esercitazione di questo post è difendere il pallone dopo un controllo, collaborare con un compagno e liberarsi della marcatura per fare gol. Il gioco si struttura in tre step: il pallone inizialmente è in possesso dell’attaccante, poi di un compagno posto all’esterno infine del jolly. Le diverse situazioni di partenza stimolano l’elaborazione di differenti strategie tra compagni di squadra, l’attuazione di principi di gioco, l’allenamento di gestualità tecniche senza trascurare le sollecitazioni sugli aspetti spazio percettivi e quelli cognitivi. Gli obiettivi sono:

a) liberarsi dalla marcatura e trovare i giusti tempi nei movimenti per essere sempre in grado di ricevere;

b) stimolare i processi mentali del problem solving che li aiuteranno a diventare in futuro calciatori pensanti (figura 1).

Figura 1: clicca sull'immagine per aprire la scheda dell'esercizio.

L’ESERCITAZIONE   

Coinvolgiamo otto bambini divisi in due squadre da tre giocatori e due jolly. Lo spazio di gioco sarà rettangolare (15 metri per 10), due calciatori (attaccante e difensore) più due jolly giocano dentro, quattro stazionano all’esterno: aggiungiamo, inoltre, quattro porticine esterne posizionate negli angoli dell’area di lavoro. È un’attività che può essere molto dispendiosa dal punto di vista fisico, pertanto l’accorgimento è di tarare bene tempi di lavoro e quelli di recupero in funzione dell’età dei calciatori (più grandi d’età, più numerose le ripetizioni e minore il tempo per ripetizione).

 

PRIMO STEP

Si comincia con l’attaccante in possesso di palla e il difensore che lo marca alle spalle. La punta deve giocare a un compagno all’esterno, liberarsi della marcatura e poi fare gol in una delle porticine dopo avere ricevuto da un jolly che, nel frattempo, era stato a sua volta servito dall’esterno. Finita l’azione si invertono i ruoli per circa un minuto. Tutti sfidano tutti e poi il capitano di ognuna delle due squadre decide quale dei jolly farà parte della sua formazione per la sfida finale.

 

SECONDO STEP

In questa variante si inizia col pallone che viene servito all’attaccante dai giocatori all’esterno. La punta, marcata stretta dal difensore, si deve muovere per ricevere, controllando la palla nel modo più efficace possibile. Il consiglio da dare ai bambini, in questo caso, è di eseguire movimenti d’inganno (fatti di variazioni di velocità e direzione di corsa) per guadagnare spazio e tempo sull’avversario. Si comincia a lavorare sullo smarcamento. L’attaccante riceve palla, la difende e la rigioca all’esterno, ricominciando il gioco come nel primo step. In questa fase anche i jolly lavorano molto sul piano cognitivo, i movimenti effettuati dall’attaccante prima di ricevere il pallone li costringono a spostarsi in continuazione in zona luce e adeguarsi.

 

TERZO STEP

Nel terzo step cambia ancora la situazione di partenza. Inizia a giocare il jolly che si scambia palla con l’attaccante, quante volte vogliono, all’interno dell’area di lavoro. Se la punta perde il pallone diventa difensore ma quando decide di giocare con l’esterno riparte la sequenza di gioco originaria. In questo step l’attaccante lavora molto sull’aspetto decisionale perché a lui spetta iniziare l’azione di gioco (quando e come).

 

Come già proposto nel blog precedente vi chiedo:

  • cosa osservare e come intervenire;
  • che tipo di comunicazione utilizzare;
  • come modificare lo spazio;
  • come utilizzare progressioni che siano sempre coerenti ai principi del gioco;
  • quali feedback bisogna dare.

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