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CALCIO: DA DOVE PARLARE AI GIOCATORI

Per ogni tipo di esercitazione esiste una posizione dell’allenatore più efficace rispetto ad altre. I consigli e gli errori da non commettere.

Capita spesso che durante gli allenamenti il preparatore o l’allenatore si trovino in posizioni non ottimali per dare indicazioni. Per ogni tipo di proposta esistono dei veri e propri punti strategici per comunicare meglio e controllare l’esercitazione. Come disponiamo la squadra e ci posizioniamo noi nei suo confronti sono due elementi importanti di comunicazione. Vediamo quale significato ha un’organizzazione piuttosto che un’altra e cerchiamo di capire come il preparatore e l’allenatore si devono schierare per dirigere meglio l’allenamento. La gestione dello spazio, insomma, come condizione allenante.

 

LA FILA

La più usata nel calcio per la fase di messa in azione e negli allunghi è la fila. È utile perché basta che chi è davanti capisca l’esercizio e faccia da esempio a catena per tutti gli altri, il che dà ordine alla squadra. Il capofila solitamente è un leader o aspirante tale, perché si assume l’incombenza di capire e ben eseguire quanto richiesto. Per esercizi già noti, inoltre, il preparatore può concentrarsi di più sulla correzione dell’esecuzione, il che amplifica la responsabilità del primo a partire, “costretto” a eseguire la proposta alla perfezione. Tranne in alcuni casi come il riscaldamento pre partita, nel quale sono coinvolti solo dieci giocatori, è consigliabile utilizzare più file per non creare code troppo lunghe.

 

LA POSIZIONE DEL PREPARATORE

Durante il riscaldamento predisposto a più file (si consiglia di distanziarle di almeno 3 – 4 metri) è consigliabile mettersi tra queste così, una volta dato il comando, il preparatore può muoversi liberamente tra di esse per impartire le eventuali correzioni. Per sprint, cambi di direzioni, navette, pliometrie e per tutti i circuiti di breve distanza si consiglia, una volta spiegato l’esercizio, di posizionarsi alla partenza, orientati nella direzione nella quale si svolgerà l’esercitazione. È una posizione che dà più forza e chiarezza ai segnali di avvio e agli incitamenti. Negli allunghi è consigliabile invece, dopo aver spiegato l’esercizio, posizionarsi dove la squadra concluderà la fase di corsa. Per questo tipo di esercizi è la fase finale quella da tenere più d’occhio, questo perché molte volte i giocatori tendono ad abbreviare il lavoro rallentando in anticipo rispetto a quanto richiesto.

 

IL CERCHIO

Il cerchio è una disposizione “democratica”, nessuno primeggia e tutti hanno la possibilità di guardarsi negli occhi. Solitamente si predilige in proposte come l’allungamento muscolare e la mobilità articolare, oppure nel potenziamento sul posto. Il cerchio permette di fare gruppo e deve essere ben gestito da un punto di vista comunicativo, altrimenti può essere occasione di continue distrazioni. In questi casi è importante notare come si comportano i giocatori. Potreste trovarne alcuni che tenderanno a “entrare” nel cerchio, che a volte è un modo per cercare di comunicare la loro leadership o voglia di imporla. Allo stesso modo se un giocatore tende a posizionarsi al di fuori, sta comunicando indirettamente un disagio nei confronti del gruppo oppure di altra natura. Si consiglia di proporre il cerchio durante la fase di messa in azione pre partita per far trovare la giusta concentrazione e lo spirito di squadra.

 

LA POSIZIONE DEL PREPARATORE

Con la squadra disposta in cerchio si consiglia di posizionarsi a favore di vento (se ce n’è) affinché se il gruppo è molto numeroso non si sia costretti a urlare per far sì che tutti sentano. Attenzione anche alla posizione del sole, meglio averlo frontalmente, in modo che le vostre indicazioni siano ben visibili. In qualche caso può essere opportuno disporre i calciatori a semicerchio, la posizione giusta per il tecnico in questo caso è quella dove tutti possono vederlo. Di converso è sbagliato l’atteggiamento di chi parla ai giocatori in mezzo a loro, daremmo le spalle ad alcuni, questi potrebbero distrarsi o non sentire affatto quello che diciamo.  Può essere opportuno, invece, staccarsi dal cerchio per dare il segnale di voler dare più responsabilità al gruppo nell’esecuzione dell’esercizio e magari decidere di intervenire sui singoli.

Fine prima parte - leggi la seconda parte

 

Leggi gli altri post a cura di Andrea Cattozzo e dell’Aipac

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