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I GRASSI POSSONO VINCERE NEL CALCIO?

Le indicazioni del nutrizionista per distinguere e dosare i grassi alimentari che fanno bene e quelli cattivi che invece possono essere concausa di patologie.

La storia del calcio è ricca di esempi di calciatori in sovrappeso. Un esponente celebre della categoria è stato William Foulke, portiere inglese che militò nello Sheffield United e nel Chelsea a cavallo tra diciannovesimo e il ventesimo secolo. Era soprannominato “fatty” (ciccione) dai tifosi a causa della sua mole imponente. Tutti poi si ricordano il Ronaldo di fine carriera l’ultimo Adriano giallorosso. Il sovrappeso non ha però impedito né a William “Fatty” Foulke né al “Fenomeno” di vincere molto, anche se la massa grassa, in generale, va combattuta e se possibile eliminata, come spiegato in un mio precedente post.

 

I GRASSI “BUONI” E QUELLI “CATTIVI”

I grassi, in senso alimentare, invece, non dovrebbero eccedere nell’alimentazione di un calciatore. A cosa servono queste sostanze? Servono soprattutto come fonte energetica (1 grammo di grasso fornisce 9 Kcalorie) ma bisogna tenere presente che non tutti sono uguali. Alcuni sono di origine vegetale altri di origine animale. Ai fini nutrizionali è bene ridurre il consumo di quelli di origine animale come il burro, gli insaccati, le carni grasse, la panna e alcuni formaggi. Questi, infatti, sono ricchi di acidi grassi saturi che sono responsabili dell’aumento, nel sangue, del colesterolo Ldl, quello “cattivo”, causa di molte patologie cardiovascolari. Tutt’altro discorso riguarda i grassi che derivano dai pesci (per esempio gli Omega-3) che hanno invece effetti positivi.

 

SÌ AL PESCE E ALLA FRUTTA SECCA

Quelli benefici dunque si trovano in particolare nell’aringa, lo sgombro, le sardine e il salmone ma anche nei crostacei, nel tofu, nelle noci e in alcuni olii vegetali come l’olio di semi di lino e l’olio di nocciole. È per questo che può essere vantaggioso introdurre nell’alimentazione quotidiana alcuni tipi di frutta secca come le mandorle, le nocciole, le noci, i pistacchi e le arachidi. La frutta secca è ricca di acidi grassi poli insaturi (quelli “buoni”) e quindi fa bene, attenzione però all’apporto calorico in quanto cento grammi di frutta secca apportano circa 600 calorie.  Quindi utili per lo sportivo che vuole garantirsi un adeguato apporto energetico ma da usare con moderazione se si vuole diminuire di peso.

 

INTEGRIAMO LA DIETA CON GLI OMEGA-3

Gli Omega-3, oltre che effetti benefici sul sistema cardiovascolare, pare abbiano pure un ruolo sulla prevenzione di alcune forme depressive, della degenerazione maculare (forma di cecità) e di altre patologie degenerative. Quindi una dieta ricca di Omega-3 è importante per tutti ma soprattutto per lo sportivo avendo questi grassi un ruolo anche in altre funzioni dell’organismo quali la sintesi ormonale, l’immunità, la vasocostrizione e la regolazione del dolore e dell’infiammazione. È quindi opportuno aumentare l’apporto tali sostanze (che pare sia insufficiente nella dieta di gran parte della popolazione occidentale). I grassi dunque possono andare in campo e possono vincere la partita ma… ma che siano quelli giusti.

 

Leggi gli altri articoli a cura del nutrizionista dottor Attilio Ardizzi

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